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Deutsche Bank, esposizione da 26 miliardi al private credit

L’istituto ha precisato di non essere esposto a «rischi significativi» legati a istituzioni finanziarie non bancarie

di Mo.D.

Deutsche Bank REUTERS/Annegret Hilse

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Esposizione da 26 miliardi di euro al mercato del private credit per Deutsche Bank. Lo ha dichiarato la stessa banca tedesca nel rapporto annuale pubblicato ieri, nel quale il segmento viene individuato come “rischio chiave”, anche se il documento non segnala perdite o accantonamenti collegati a questa esposizione, che rappresenta circa il 5% del portafoglio prestiti dell’istituto. Lo stesso istituto ha precisato infatti di non essere esposto a «rischi significativi» legati a istituzioni finanziarie non bancarie, pur riconoscendo la possibilità di rischi indiretti attraverso portafogli interconnessi e relazioni con controparti.

Il titolo dell’istituto tedesco ha chiuso le contrattazioni ieri con una flessione del 5,9% sulla piazza di Francoforte.

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Il mercato del private credit

Il mercato globale del private credit, stimato in 1.800 miliardi di dollari, sta registrando un’uscita consistente di investitori dopo alcuni fallimenti societari di alto profilo che hanno alimentato timori sulla qualità dei prestiti e sull’elevata esposizione verso le società software, i cui modelli di business potrebbero essere messi sotto pressione dai rapidi progressi dell’intelligenza artificiale. L’ultimo scossone al mercato del credito è arrivato dal collasso del finanziatore ipotecario britannico Market Financial Solutions, coinvolto in accuse di comportamenti fraudolenti. Episodi simili erano emersi lo scorso anno nei fallimenti del produttore statunitense di componenti auto First Brands Group e del prestatore subprime per l’acquisto di auto Tricolor Holdings. «Il fallimento di alcuni operatori subprime negli Stati Uniti ha accresciuto l’attenzione degli investitori sui rischi associati al private credit, sollevando preoccupazioni più ampie sugli standard di concessione del credito e sui rischi di frode», ha osservato Deutsche Bank nel rapporto.

Segnali di prudenza verso il settore sono venuti anche da grandi gruppi bancari americani. JPMorgan Chase, ad esempio, ha iniziato a limitare parte dei finanziamenti ai fondi di private credit dopo aver ridotto il valore di alcuni prestiti presenti nei propri portafogli.

L’esposizione di Deutsche Bank

Il portafoglio di prestiti legati al private credit di Deutsche Bank, secondo il bilancio annuale, è salito a 25,9 miliardi di euro iscritti a bilancio al costo ammortizzato, rispetto ai 24,5 miliardi del 2024. L’esposizione creditizia al settore tecnologico, inclusi i software, ammonta a 15,8 miliardi di euro, in aumento dagli 11,7 miliardi dell’anno precedente.

Fonti vicine al dossier, riportate dalle agenzie di stampa, hanno inoltre riferito il mese scorso che la banca tedesca fa parte di un gruppo di finanziatori rimasti con circa 1,2 miliardi di dollari di prestiti legati all’acquisizione di una società software, rimasti invenduti in un raro caso di “hung deal”, cioè un’operazione di finanziamento che non riesce a essere collocata sul mercato.

Nonostante l’attenzione sui rischi, Deutsche Bank intende rafforzare la propria offerta nel private credit. L’istituto ha indicato che punta ad ampliare la distribuzione attraverso un’espansione regionale selettiva e lo sviluppo congiunto di nuovi prodotti e soluzioni di investimento digitali insieme alla propria divisione di private banking.

«Riteniamo che sia l’esposizione al private credit sia quella al settore tecnologico siano gestite in modo adeguato e non vediamo particolari fonti di preoccupazione in questa fase», hanno scritto in una nota gli analisti di Kepler Cheuvreux.

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