Commercio

Cresce l'incertezza con i nuovi dazi di Trump, ma l'impatto è limitato sui singoli titoli

Per Prysmian e Tenaris nulla cambia, anche St alla finestra

di Stefania Arcudi

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Dopo un periodi di calma relativa, il tema dazi è tornato prepotentemente alla ribalta dopo che la Corte suprema americana ha dichiarato incostituzionale ampia parte delle tariffe imposte dal presidente americano Donald Trump, che, in risposta, ha annunciato dazi globali del 15% da applicare con effetto immediato. La nuova tariffa, stando alle indicazioni attuali, resterà in vigore per un massimo di 150 giorni (il presidente ha sfruttato la Section 122 del Trade Act del 1974, mai usata prima, ma che consente l'imposizione di tariffe appunto fino al 15% per un periodo di cinque mesi senza l'approvazione del Congresso).

«La Corte Suprema ha chiuso una porta, ma ne ha aperte diverse altre. Ha eliminato un rischio binario, quello di una bocciatura immediata dell’impianto tariffario, ma ha trasformato l’incertezza in qualcosa di più lungo e distribuito nel tempo», spiegano gli analisti di eToro, sottolineando che «l’incertezza non è scomparsa, è stata diluita. Si apre una finestra di 150 giorni, fino a metà luglio 2026, durante la quale i nuovi dazi restano in vigore mentre l’amministrazione prepara eventuali rialzi sotto le Section 301 e 232. Il rischio esistenziale è stato rimosso, quello politico e negoziale resta». Il nodo più delicato, infatti, è rimasto fuori dal verdetto: la Corte non si è espressa sui possibili rimborsi dei circa 175 miliardi di dollari di entrate tariffarie raccolte e la questione passa ai tribunali inferiori. «Questo apre una zona grigia che pesa su imprese e bilancio federale. Non è un tecnicismo giuridico, è un tema che può incidere su margini, flussi di cassa e aspettative fiscali», dicono gli esperti.

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Detto questo, per gli osservatori, l'attuale confusione non è favorevole alle esportazioni verso gli Stati Uniti, ma non dovrebbe aggravare l'attuale onere tariffario. «Le nuove tariffe sembrano più favorevoli per i Paesi con dazi più elevati, come la Cina e il Brasile, le cui esportazioni verso gli Stati Uniti potrebbero diventare più competitive», dicono gli analisti di Intermonte, che non escludono «ulteriori sviluppi nelle prossime settimane, mentre resta da vedere se e in che misura ci potranno essere rimborsi per le tariffe pagate in base a misure ritenute illegali dalla Corte suprema». Con i nuovi dazi, restano in vigore le esenzioni per i beni conformi all’Usmca provenienti da Canada e Messico e per alcuni prodotti specifici relativi ad alimentari, minerali critici, elettronica e prodotti legati all’automotive.

Invariati anche i dazi ai sensi della Section 232 per acciaio e derivati (25–50%), rame, legname, lavorato in legno (10–50%), alluminio e derivati (50%), auto e componenti (25%), e quelli per le indagini in corso nel settore semiconduttori (25%). Di conseguenza, per società come Tenaris (sostenuto dal fatto che Barclays ha alzato il target price da 20 a 24 euro con "overweight" confermato, Prysmian e Danieli Ord , «esposte a metalli coperti dalla Section 232, nulla cambia. La sentenza apre la possibilità di rimborsare i dazi Ieepa già incassati (stimati in 100– 200 miliardi di dollari all’anno), ma le modalità restano poco chiare e la questione potrebbe protrarsi a lungo», spiega Luigi de Bellis, responsabile Research Team di Equita, sottolineando che «al di là del livello medio dei dazi e delle singole società che potrebbero beneficiarne temporaneamente, il messaggio principale è che l’incertezza sulla politica commerciale Usa aumenta, rendendo il quadro macro più complesso e volatile. Riteniamo inoltre che, in vista delle elezioni di medio termine di novembre, sarà politicamente difficile adottare misure che alimentino l’inflazione; di conseguenza, non vediamo un impatto significativo sulle prospettive di taglio dei tassi da parte della Fed».

A livello settoriale, il petrolifero «risente solo leggermente dell’aumentata incertezza economica. Per il settore auto non stimiamo cambiamenti, mentre il settore farmaceutico rimane esentato dai dazi. Tra i titoli più colpiti dall’introduzione delle tariffe figurano Essilux e Safilo Group , a causa del loro approvvigionamento prevalentemente cinese (integrato verticalmente per Essilux, da fornitori terzi per Safilo)», scrive de Bellis. Anche per Stmicroelectronics e Technoprobe, l'impatto è scarso perché «il settore è ancora oggetto di indagine in base alla Section 232 e quindi a oggi non impattato da dazi».

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