Trade war

Dazi, Casa Bianca: «Per la Ue restano al 15%». Bruxelles chiede chiarimenti

La sospensione si applica solo ai dazi generati ai sensi dell’Emergency Economic Authorities Act e non riguarda altre tariffe

Il presidente Donald Trump durante la conferenza stampa in cui ha commentato la sentenza della Corte Suprema che ha bocciato i dazi

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Dopo la decisione della Corte Suprema che ha bloccato i suoi dazi, Donald Trump appare più agguerrito che mai. La Corte Suprema «mi ha dato accidentalmente e inconsapevolmente, in quanto presidente degli Stati Uniti, molti più poteri e forza di quanti ne avessi prima della loro ridicola, stupida e internazionalmente divisiva sentenza» ha scritto su Truth il presidente Usa. Continua comunque a essere furiosa la reazione di Trump alla sentenza del 20 febbraio scorso con cui sono stati bloccati i dazi annunciati in pompa magna il 2 aprile scorso. Il presidente, sempre via social, ha infatti lanciato un avvertimento: i Paesi «che vogliono fare giochetti con la ridicola decisione della Corte Suprema, soprattutto quelli che ci hanno derubato per decenni, si troveranno ad affrontare dazi molto più alti e peggiori di quelli concordati di recente. Attenzione».

Cosa farà ora l’amministrazione Trump

Trump chiarisce cosa intende fare ora: «In qualità di presidente, non devo tornare al Congresso per ottenere l’approvazione dei dazi. Tale autorizzazione è già stata concessa, in molte forme, molto tempo fa! È stata inoltre appena ribadita dalla ridicola e mal concepita decisione della Corte Suprema!».

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Il rappresentante Usa per il Commercio, Jamieson Greer, oggi a Bruxelles, ha indicato ai ministri del Commercio del G7 che l’intenzione dell’amministrazione Trump dopo la sentenza della Corte Suprema Usa è mantenere il quadro dei dazi precedenti, collegandoli però a basi giuridiche differenti. Lo si apprende da fonti informate. «Il nostro scopo è agire rapidamente per evitare nuove incertezze. Ma vogliamo anche evitare l’idea che possano esserci rimborsi per aziende esportatrici straniere», ha detto Greer.

Una conferma della linea arriva dalla Casa Bianca. Gli Stati Uniti intendono continuare ad imporre dazi del 15% alle importazioni dalla Ue anche dopo la recente sentenza della Corte Suprema. Lo ha detto un alto funzionario della Casa Bianca, affermando che la base legale di questi nuovi dazi globali è fornita dal decreto firmato da Donald Trump subito dopo la sentenza della Corte che ha dichiarato illegali i dazi dichiarati in precedenza. “Questo è, comunque, solo temporaneo, mentre l’amministrazione cercherà altre autorità legali per applicare tassi di dazi più appropriati o pre-negoziati - continua la fonte - Fino ad allora, noi ci aspettiamo che tutti i Paesi continuino a rispettare gli impegni commerciali per la riduzione delle barriere commerciali e altre concessioni, impegni - conclude - che non sono cambiati”.

La Commissione Ue chiede chiarezza

In queste ore c’è molta confusione: la Commissione europea non ha finora specificato quali sono gli elementi sui quali ha chiesto chiarimenti agli Stati Uniti sulla decisione di far scattare dazi del 15% in mezzo mondo per cinque mesi dopo la bocciatura della Corte Suprema americana. «Chiediamo solo chiarezza agli Usa - una necessità ribadita anche dal vicepremier italiano Antonio Tajani - , sta a Washington fare chiarezza e solo dopo possiamo fare le nostre valutazioni sul che fare», ha indicato il portavoce responsabile del commercio alla Commissione che ha ribadito più volte come «la piena chiarezza sui nuovi sviluppi delle relazioni commerciali con gli Stati Uniti è il minimo indispensabile affinché noi, come Ue, possiamo fare una valutazione lucida e decidere i prossimi passi da compiere».

Uno degli interrogativi senza risposta per ora è se il 15% sia aggiuntivo al dazio medio esistente nel 2024 (prima del ritorno al potere di Trump). Il portavoce Ue ha indicato poi che finora non ci sono stati nuovi colloqui tra Bruxelles e Washington.

L’Agenzia delle Dogane Usa sospende la riscossione dal 24 febbraio

Solo una cosa è certa: la US Customs and Border Protection sospenderà la riscossione dei dazi doganali revocati dalla Corte Suprema venerdì scorso, a partire da martedì 24 febbraio. Lo ha annunciato l’agenzia in una nota pubblicata domenica. “I dazi imposti ai sensi dell’Emergency Economic Authorities Act cesseranno di essere in vigore e non saranno riscossi a partire dalle ore 00:00 (5:00 Gmt) del 24 febbraio 2026”, recita la nota. L’agenzia doganale statunitense ha chiarito che la sospensione si applica solo ai dazi generati ai sensi dell’Emergency Economic Authorities Act e non riguarda altre tariffe.

L’ordine esecutivo riguarda solo i dazi Ieepa e non riguarda altri dazi, inclusi quelli imposti ai sensi della sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962, e successive modifiche, e della sezione 301 del Trade Act del 1974, e successive modifiche. La Cbp fornirà ulteriori indicazioni alla comunità commerciale.

Il Parlamento Ue rimanda il voto

Al Parlamento Ue, il presidente della commissione commercio Bernd Lange ha indicato che è stata rinviata la votazione sul testo relativo all’accordo sui dazi Ue-Usa raggiunto la scorsa estate in Scozia. «Nessuno sa quello che succederà e non è chiaro se ci saranno misure aggiuntive o come gli Stati Uniti garantiranno davvero il rispetto dell’accordo di luglio: per questo motivo una netta maggioranza ha deciso di modificare il testo e rinviare la votazione sui due fascicoli legislativi». Di qui la proposta di cancellare le due votazioni domani mattina».

Di conseguenza anche il Parlamento Ue si allinea in sostanza alla posizione della Commissione che ha chiesto agli Usa di chiarire ciò che intente fare. Lange ha detto che “vogliamo chiarezza dagli Stati Uniti, vogliamo vedere che stanno rispettando l’accordo. Mercoledì della prossima settimana ci sarà un’altra riunione per valutare come stanno procedendo gli sviluppi. Il relatore parlamentare ha poi detto che i dazi al 15% decisi l’altro giorno dagli Usa comprendono nuove tariffe totalmente diverse dalle precedenti, molti prodotti al 15% non sono coperti dagli accordi firmati con la Ue.

Chi vince e chi perde

Un’analisi condotta dall’organismo indipendente di monitoraggio del commercio Global Trade Alert ha rilevato che a beneficiare del blocco dei dazi Usa da parte della Corte Suprema, con la conseguente decisione di Donald Trump di metterli al 15% per tutti, sarà innanzitutto il Brasile, con un calo delle aliquote tariffarie medie di 13,6 punti percentuali, seguito dalla Cina, con una riduzione di 7,1 punti percentuali. Lo riporta il Financial Times.

A subire il colpo più duro saranno invece gli alleati di lunga data degli Usa, tra cui Regno Unito, Unione Europea e Giappone poiché le loro esportazioni sono dominate da acciaio, alluminio e automobili, settori coperti da altri dazi che rimangono in vigore dopo la sentenza di venerdì. L’entrata in vigore dei nuovi dazi è prevista per domani, ma è valida solo per 150 giorni, prima di necessitare un’ulteriore autorizzazione da parte del Congresso.

Johannes Fritz, economista e amministratore delegato della Gta che ha condotto l’analisi, ha dichiarato che «Paesi come Cina, Brasile, Messico e Canada, che sono stati più duramente criticati dalla Casa Bianca e presi di mira con i dazi Ieepa in base a ordini esecutivi speciali, hanno visto i loro dazi scendere maggiormente». Produttori asiatici come Vietnam, Thailandia e Malesia, spesso additati da Trump per gli enormi surplus commerciali con gli Stati Uniti, trarranno beneficio dal nuovo regime. La loro base manifatturiera, che comprende abbigliamento, mobili, giocattoli e plastica, avrà un andamento particolarmente positivo.

L’Asia nel mirino

Il rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti Jamieson Greer ha tuttavia affermato che il suo ufficio prevede di avviare indagini sulle pratiche commerciali sleali relative all’eccesso di capacità industriale, che “riguarderanno molti di questi Paesi in Asia che presentano sovraccapacità”. “Stiamo esaminando pratiche commerciali sleali e questioni come il riso all’estero, dove le persone ricevono molti sussidi, e che uccidono i nostri coltivatori di riso qui”, ha affermato. Greer ha aggiunto che i nuovi dazi globali non influenzeranno il prossimo incontro di Trump con il presidente cinese Xi Jinping. Lo scopo dell’accordo bilaterale è “mantenere la stabilità, assicurarsi che i cinesi rispettino la loro parte del nostro accordo e acquistino prodotti agricoli americani” e jet Boeing, e “ci inviino le terre rare di cui abbiamo bisogno”.

Tajani: abbiamo bisogno di chiarezza

Da Bruxelles, interviene il ministro degli esteri Antonio Tajani. «Alla riunione del G7 sul commercio internazionale ascolteremo quello che diranno gli americani. Abbiamo bisogno di chiarezza, di sapere esattamente qual è la proposta, cosa intendono fare anche con l’accordo raggiunto. Anche la sentenza della Corte Suprema non è chiara per esempio per quanto riguarda la questione eventuale dei risarcimenti» ha detto Tajani ribadendo che «le guerre commerciali non servono a nessuno». «Lavoreremo uniti, la linea dell’Italia è quella di lavorare insieme all’Europa e ai nostri partner per far sì che si mantengano gli impegni e soprattutto la nostra preoccupazione è quella di rassicurare tutte le imprese italiane che esportano», ha evidenziato.

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