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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Anche Moody’s ha dunque deciso di alzare il rating del debito pubblico italiano, portandolo a Baa2 (da Baa3) con outlook stabile. La notizia potrebbe sembrare ormai abituale, dopo le sei promozioni già ottenute quest’anno dai BTp. Ecco i precedenti.
A fine ottobre, Scope ha portato da stabile a positivo l’outlook a fianco del BBB+ attribuito ai BTp. L’agenzia è stata convinta a migliorare le prospettive sui titoli di Stato italiani, pur senza muovere il proprio giudizio che rimane stabile dalla metà del 2021, da un incrocio di fattori, che partono dal ritorno nei conti italiani dell’avanzo primario (19,5 miliardi quest’anno, pari allo 0,9% del Pil) reso possibile dall’addio al Superbonus e dall’aumento costante delle entrate fiscali.
A metà dello stesso mese, l’agenzia Dbrs Morningstaralza ha alzato il rating dell’Italia a A (low) da BBB (High), con trend stabile da positivo. Il governo della premier Giorgia Meloni «si sta dimostrando stabile e credibile», con l’Italia che sta attraversando un «periodo di stabilità politica che garantisce maggiore prevedibilità nell’eleborazione delle politiche e credibilità nei suoi piani di bilancio» secondo Dbrs. L’innalzamento dei rating «riflette l’opinione di Morningstar Dbrs secondo cui la riduzione cumulativa delle vulnerabilità nel settore bancario e il miglioramento del settore estero hanno portato a un’economia più resiliente e il consolidamento fiscale proseguirà e contribuirà almeno a stabilizzare il rapporto tra debito pubblico e pil nel medio termine».
Il 19 settembre, Fitch ha promosso il rating dell’Italia, alzato a BBB+ da BBB, con outlook che passa a «stabile» da «positivo».
Il 23 maggio Moody’s ha alzato da «stabile» a «positivo» l’outlook che accompagna il Baa3. Un altro miglioramento nel giudizio che va apparentemente in contropelo rispetto alle acque agitate dei mercati internazionali.