Debito sovrano

Fitch alza il rating dell’Italia a “BBB+”, l’outlook passa a “stabile”

Giorgetti: «Abbiamo riportato l’Italia sulla giusta strada»

di Gianni Trovati

 (Foto di Lionel BONAVENTURE / AFP)

3' di lettura

3' di lettura

L’aria di promozione soffiava da settimane, alimentando un’attesa che l’aggiornamento del rating italiano diffuso da Fitch in tarda serata non ha deluso. I BTp aggiungono oggi un “+” alla loro tripla B, con outlook stabile, esattamente come avevano fatto l’11 aprile scorso nella scala di S&P Global Ratings. «Tanto studio, tanto lavoro. Serio e riservato. Abbiamo riportato l’Italia sulla giusta strada», ha commentato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

La risalita dei titoli italiani arriva a sette giorni esatti dal downgrade della Francia (da AA- ad A+, outlook stabile), replicato da Dbrs (da AA(high) ad AA). Ed evidenzia anche nel calendario la navigazione controcorrente dei BTp rispetto alle principali dinamiche continentali e accorciando almeno in parte una distanza da Parigi che nei giudizi delle agenzie resta più alta di quella suggerita dai numeri chiave della finanza pubblica, e soprattutto dalla loro evoluzione.

Loading...

I conti pubblici

Perché l’aumento del rapporto fra debito e Pil in Italia è oggi essenzialmente figlio del passato recente dominato dal Superbonus, ma il deficit è in riduzione e punta dritto verso quella quota 3% sul Pil che apre la via d’uscita dalla procedura europea per disavanzi eccessivi (il 1° ottobre con il nuovo programma di finanza pubblica si saprà se l’obiettivo sarà centrato già quest’anno).

I numeri della crescita rimangono lontani dal suscitare entusiasmo, ma nonostante il rallentamento di primavera il Governo punta a confermare il +0,6% previsto per quest’anno, e non è escluso che nel piano dei conti di inizio ottobre possa ritoccare al rialzo il +0,8% messo in calendario per il 2026. Gli occhi degli osservatori, soprattutto internazionali, guardano in particolare all’anno finale del Pnrr, che nonostante la rimodulazione attesa nelle prossime settimane ha accelerato da qualche mese i livelli di spesa effettiva, ora sopra i 3 miliardi al mese, e dovrebbe aumentare ulteriormente la spinta nel rush finale dell’anno prossimo.

I «miglioramenti strutturali»

Di tutto questo tiene conto Fitch nel suo report di venerdì sera, che basa il cambio di giudizio su una discesa del deficit al 3,1% del Pil quest’anno, in una dinamica «supportata dai miglioramenti strutturali sul lato delle entrate e da un rigoroso controllo della spesa». Nell’ottica espressa dagli analisti dell’agenzia, questa evoluzione è figlia anche di «un contesto politico stabile» e del «continuo slancio riformatore», che insieme alla «riduzione degli squilibri esterni migliorano ulteriormente gli indicatori di credito dell’Italia». L’insieme di questi fattori «mitiga i rischi derivanti dal debito pubblico ancora elevato e dalle crescenti sfide esterne», e permette ai BTp di risalire nella scala della tripla B nonostante il fatto che gli altri Paesi nella stessa area della graduatoria mostrino in media un rapporto fra debito e Pil al 57,3%, cioè molto sotto alla metà dei livelli italiani.

L’evoluzione

Ma quando si guarda ai conti pubblici, gli stock contano ma l’evoluzione è il fattore decisivo. E quella vissuta dall’Italia è«in netto contrasto con il recente passato, quando il Paese ha sofferto di inversioni di rotta e instabilità politica, che hanno portato al mancato raggiungimento degli obiettivi».

Ora invece «il debito è diminuito di oltre 20 punti percentuali nel periodo 2020-2024, tornando ai livelli pre-pandemia più rapidamente del previsto (e in contrasto con molti altri paesi dell’eurozona)», promette agli occhi di Fitch di proseguire sul sentiero positivo, nonostante la manovra in arrivo. «È probabile che il Governo continui ad attuare modeste misure di sgravio fiscale - spiega il report - , ma è improbabile che ciò comprometta gli obiettivi di bilancio».

Lo dimostra l’esperienza degli ultimi due anni, in cui «misure simili sono state implementate, ma i risultati di bilancio continuano a superare gli obiettivi».

La prudenza di Giorgetti in questa previsione dovrebbe continuare a mostrarsi anche sul terreno delicato degli investimenti nella Difesa. In questo capitolo Fitch prevede «solo una spesa aggiuntiva limitata per la difesa nel 2026-2027 (meno di 0,1 punti percentuali all’anno)», con il risultato che il complesso della spesa pubblica dovrebbe «scendere al 49% nel medio termine, simile ai livelli pre-pandemia».

Sulla base di questi presupposti, la domanda di titoli italiani che rimane intensa offre la misura più efficace del giudizio sui mercati internazionali, riassunto dalla serie positiva che quest’anno ha già visto due upgrade (S&P e Fitch) e due miglioramenti dell’outlook, passato da stabile a positivo accanto al Baa3 di Moody’s (Baa3; il giudizio è fermo da sette anni e il nuovo esame è previsto il 21 novembre) e al BBB(high) di Dbrs.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti