Difesa

Occhi puntati su Leonardo, alla difesa destinato il 41% dei fondi industriali del Mimit

Pari a circa 10,3 miliardi di euro per il triennio 2026-2028. Salgono anche gli altri titoli europei del comparto sulle rinnovate tensioni in Ucraina con il piano di pace che difficilmente troverà attuazione nel breve termine

di Martina Soligo

  ANSA/LUCA ZENNARO

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Occhi puntati su Leonardo a Piazza Affari dopo la debolezza delle ultime sedute: il titolo ha corso molto nella prima parte della seduta, per poi limare i guadagni sul finale (dopo la notizia dell'accordo tra Ucraina e Usa su un possibile piano di pace) chiudendo in rialzo dello 0,93%. Il titolo della società guidata da Roberto Cingolani torna a salire dopo aver perso più dell’8% negli ultimi dieci giorni. Da inizio anno il titolo ha comunque messo a segno un guadagno di oltre il 76%.

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, analizzando nel dettaglio la documentazione relativa alla Legge di Bilancio in discussione, emerge come nel triennio 2026-2028 la difesa assorbirà il 40,9% del budget, pari a circa 10,3 miliardi di euro sui 25,1 miliardi totali. Le risorse finanzieranno programmi strategici nazionali e multinazionali, inclusi fregate, sottomarini, elicotteri, sistemi missilistici e veicoli blindati, oltre a progetti di ricerca e sviluppo aeronautico e dual-use. Una misura che si rivela coerente con l’impegno dell’Italia a rafforzare le proprie capacità nel quadro Nato ed europeo, dopo le conclusioni del Vertice dell’Alleanza atlantica dello scorso giugno, da cui è emerso l’impegno ad aumentare le spese per la difesa in modo tale da raggiungere l’obiettivo del 5% del Pil entro il 2035.

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La notizia, commentano gli analisti di Intermonte, «conferma il rafforzamento strutturale della spesa per la difesa in Italia e l’evoluzione del Mimit in vero strumento di politica industriale strategica per il settore». Si tratta, dunque, «di un segnale positivo per l’intera filiera nazionale della difesa», con Leonardo in prima fila tra i beneficiari diretti grazie ai programmi aerospaziali, missilistici e di elicotteri. Secondo gli esperti, anche Fincantieri dovrebbe beneficiare della notizia, grazie alle sue piattaforme navali, tra cui nuove fregate, unità logistiche e sottomarini, ma il titolo al momento è in calo. In ogni caso, continua Intermonte, la notizia rafforza «il posizionamento competitivo e la capacità di cogliere opportunità sui mercati europei ed export» di entrambe le società. In prospettiva, il crescente coordinamento con i programmi congiunti Ue «rappresenta un ulteriore catalizzatore per consolidare la leadership industriale italiana nel comparto difesa», continuano gli esperti della Sim, che confermano su Leonardo la view positiva con target price a 63 euro.

In linea con l’andamento della società italiana, si mettono in evidenza anche gli altri titoli europei della difesa. A Francoforte salgono Rheinmetall, Renk e Hensoldt, a Parigi si mettono in evidenza Thales e Airbus e Saab avanza alla Borsa di Stoccolma. A influenzare l’andamento positivo del comparto sono anche le novità sul fronte ucraino, con i nuovi attacchi russi su Kiev e un piano di pace che difficilmente si attuerà in tempi brevi, tanto che il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, nel briefing con la stampa ha fatto sapere che nessuna versione aggiornata del piano è pervenuta a Mosca.

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