Brilla Diasorin, voci riassetto Qiagen accendono la speculazione
Forti acquisti sulla holding olandese a Francoforte
di Laura Bonadies
3' di lettura
Le ultime da Radiocor
*** Iran: Trump, se rispetta accordi Hormuz riaprira' oppure guerra riprendera''
Ariston: I trim con ricavi stabili a 656 mln, utile ante imposte cala a 18,4 mln
***Iran: Pasdaran, passaggio sicuro per Hormuz solo dopo fine minacce aggressore
3' di lettura
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Viaggia in buon rialzo Diasorin che a Piazza Affari (FTSE MIB ) si posiziona in cima al listino. I titoli sono supportati dalle indiscrezioni di Bloomberg secondo cui la concorrente olandese Qiagen sta valutando opzioni strategiche, inclusa una possibile vendita, dopo un nuovo interesse di potenziali acquirenti. Su queste indiscrezioni il titolo a Wall Street è salito alla vigilia di oltre il 16%. A Francoforte il titolo è in progresso del 3,8% a 45,74 euro. Entrambe sono aziende che operano in settori affini della diagnostica in vitro e che collaborano strettamente, soprattutto nella diagnostica molecolare, con una partnership strategica che integra i test di Qiagen (come il QuantiFeron per la tubercolosi) sulle piattaforme automatizzate di DiaSorin (la linea Liaison) per offrire soluzioni "Sample to Insight" complete ai laboratori.
Gli analisti di Intermonte fanno notare come in passato Qiagen aveva già attirato l’interesse di Thermo Fisher Scientific e bioMerieux senza arrivare a un accordo; a novembre la Società ha annunciato che il ceo Thierry Bernard lascerà l’incarico non appena sarà nominato un successore, «fattore che potrebbe ora rendere il gruppo più appetibile per un deal. Read-across contrastato per DiaSorin: da un lato, il rinnovato interesse per Qiagen potrebbe sostenere la visibilità sui multipli correnti e riaccendere l’appeal speculativo sul settore della diagnostica. Ai prezzi attuali, sul 2016, Qiagen tratta a 15 volte il rapporto Enterprise value/ebitda e 21 volte il rapporto prezzo/utili, contro gli 11 e 17 volte rispettivamente di Diasorin». Dall’altro canto, i broker ricordano che «il capitale di Diasorin non è oggi contendibile senza un accordo con i tre principali azionisti, che controllano complessivamente il 73% dei diritti di voto (in particolare la famiglia Denegri con il 57%), e non ci sono indicazioni su un loro possibile disimpegno futuro».
Sul piano industriale e strategico, Diasorin, inoltre, è partner di Qiagen per la commercializzazione del Quantiferon, test di riferimento per la diagnosi della tubercolosi latente e della malattia di Lyme. «Un eventuale cambio di controllo di Qiagen dovrà quindi essere valutato in termini di possibili impatti sugli accordi commerciali in essere con Diasorin. Ricordiamo che il Quantiferon dovrebbe generare circa 500 milioni di fatturato per Qiagen nel 2026 (27% del fatturato) e 600 milioni nel 2028 (30% del fatturato). Sebbene i dettagli economici dell’accordo non siano mai stati resi noti, per Diasorin stimiamo un fatturato annuo di circa 100 milioni (8% dei ricavi di Gruppo), con un impatto diluitivo sul margine per via delle royalties pagate a Qiagen».
Per gli analisti di Banca Akros, «un’eventuale vendita di Qiagen non comporterebbe rischi particolari per la prosecuzione della partnership tra Qiagen e DiaSorin». Inoltre, «considerata l’importanza della tecnologia QuantiFeron per i ricavi di Qiagen (le vendite rappresentano oltre il 20% del fatturato di Qiagen), riteniamo che un potenziale acquirente avrebbe un forte interesse a mantenere la partnership con DiaSorin. Tuttavia, qualora non vi fosse interesse nel proseguire con la tecnologia QuantiFeron, il business potrebbe essere acquisito da DiaSorin oppure, come già indicato in passato dal management, DiaSorin potrebbe sviluppare internamente la tecnologia, come fatto da altri operatori entrati nel mercato». Alla luce di ciò la casa d’affari conferma la raccomandazione Accumulate, in attesa dei risultati dell’esercizio 2025, attesi per il 20 marzo.
Infine Equita ritiene che «eventuali riflessi per Diasorin dipenderanno dalla natura del potenziale offerente; in ogni caso, evidenziamo che il gruppo è tutelato da clausole contrattuali robuste e che l’eventuale sviluppo dei test su nuove piattaforme richiederebbe tempistiche lunghe. Riteniamo che la notizia sia positiva per il settore nel suo complesso, in quanto conferma l’attrattività del business».


