Bp vola in Borsa dopo l’ingresso del fondo attivista Elliott
Il titolo della compagnia britannica, in profonda crisi, guadagna oltre il 7%. Più che un takeover ora si immagina uno spezzatino, magari sul modello delle società satellite sperimentato dall’Eni
3' di lettura
3' di lettura
Un balzo di oltre il 7%, il più forte da due anni in una sola seduta, che ha spinto la valutazione di Bp ai massimi da sei mesi alla Borsa di Londra. L’effetto Elliott non si è fatto attendere, rilanciando con forza le speculazioni sul futuro della Major britannica: dall’ipotesi di “spezzatino” fino ad un possibile takeover dell’intero gruppo da parte di una compagnia petrolifera straniera, suggestione ricorrente quest’ultima, che riemerge periodicamente da almeno un decennio.
Difficile a questo punto prevedere quali saranno i prossimi sviluppi. Ma senza dubbio l’ingresso nel capitale di Bp di Elliott Investment Management – uno dei fondi attivisti più grandi ed aggressivi al mondo – ha rimescolato le carte in tavola.
L’entità della partecipazione finita in mano ad Elliott non si conosce: siamo ancora nel campo delle indiscrezioni, riportate dapprima da Bloomberg sabato e poi confermate da fonti anonime anche ad altri media. Visti i trascorsi, tuttavia, è ovvio che per il fondo di Paul Singer rilevare una quota è solo la mossa di apertura in una partita che potrebbe essere lunga e aspra, il cui obiettivo sarà forzare al cambiamento la compagnia britannica, oggi in crisi profonda e sottovalutata rispetto ai concorrenti.
Bp - anche dopo il rally di lunedì 10 - vale meno di 90 miliardi di dollari, all’incirca la metà rispetto a Shell, la maggiore compagnia integrata del Vecchio continente, che viene considerata la principale candidata per un tentativo di scalata: operazione comunque non facile, che attirerebbe l’attenzione delle autorità antitrust e forse anche l’opposizione del Governo britannico.
Tra gli altri potenziali pretendenti vengono citati anche la francese TotalEnergies, la statunitense ConocoPhillips (che a differenza di ExxonMobil e Chevron non ha fatto rilevanti acquisizioni negli ultimi mesi) e l’emiratina Adnoc, su cui mesi fa si erano diffusi rumors a proposito di un interesse per Bp.


