Sondaggio Assiom Forex-Radiocor

Borse, gli operatori puntano su nuovi rialzi e tagli Fed. Ma resta il nodo AI

La maggioranza degli intervistati si aspetta ulteriori guadagni per i listini. Per il 64% la Banca centrale americana avrà un orientamento più accomodante. Il dollaro resta sotto pressione, ancora fiducia sulle prospettive dello spread Btp-Bund

di Chiara Di Michele

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - I timori per la tenuta del settore AI, accanto al permanere delle incertezze macroeconomiche e geopolitiche, accompagneranno i mercati nei prossimi mesi. Tuttavia, le Borse potranno reggere l'urto e consolidare i guadagni. E' questo il sentiment che prevale fra gli operatori Assiom Forex, intervistati a febbraio 2026 nel consueto sondaggio mensile condotto dall’associazione in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor. Il 49% degli operatori si aspetta listini in rialzo, rispetto al 43% degli intervistati a gennaio. Più nel dettaglio, il 44% (dal 41%) indica variazioni fra +3% e +10%, mentre il 5% (dal 2%) si aspetta incrementi oltre i dieci punti percentuali. In deciso calo le scommesse su una stabilità dei mercati (dal 48% al 37%). Di conseguenza, sale anche la quota di chi si attende un ribasso: dal 9% al 14%. Di questi, il 13% (dal 7%) indica perdite nell’intervallo da -3% a -10%, mentre l’1% (dal 2%) si aspetta indici in forte calo oltre il 10%. «Il sondaggio di febbraio di Assiom Forex mostra che la maggioranza degli intervistati resta ottimista sui mercati azionari, ma le incertezze sull’impatto dell’intelligenza artificiale stanno aumentando la dispersione delle aspettative», commenta Massimo Mocio, presidente di Assiom Forex.

Cambi: dollaro ancora sotto pressione, operatori puntano su rafforzamento euro

Continuano a soffiare venti contrari al dollaro, in un contesto di tensioni geopolitiche, dubbi sulla sostenibilità del debito Usa e divisioni all’interno della Fed, che attende l’arrivo del nuovo presidente, Kevin Warsh, il prossimo maggio, quando scadrà il mandato di Jerome Powell. Il 48% degli intervistati si aspetta un ulteriore rafforzamento dell’euro sul biglietto verde. Percentuale in aumento di oltre dieci punti rispetto al 39% del sondaggio di gennaio. Rimane sostanzialmente stabile la quota di chi prevede un andamento invariato (34% dal 32%) del cambio fra le due valute. Al contempo si riduce sensibilmente, dal 29% al 18%, la percentuale di coloro che prevedono un indebolimento dell’euro. «A gennaio il cambio euro/dollaro ha registrato un aumento della volatilità, muovendosi in un intervallo compreso tra 1,160 e 1,204», afferma Mocio, evidenziando che «si rafforzano le attese di un apprezzamento della valuta europea nei confronti del dollaro».

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Fed: con Warsh attesa politica monetaria più accomodante

Con l’atteso cambio al vertice della Federal Reserve, gli operatori dei mercati finanziari si aspettano una politica monetaria più accomodante da parte della banca centrale americana. «Dopo numerose indiscrezioni e una lunga attesa dei mercati, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha nominato Kevin Warsh prossimo Governatore della Federal Reserve. Secondo il nostro campione di intervistati, il 64% ritiene che l’orientamento del nuovo Presidente della Fed sarà indirizzato verso ulteriori tagli dei tassi», spiega Mocio. Il 36% degli operatori prevede, invece, una politica monetaria restrittiva, alla luce della sua reputazione da ‘falco’ sull’inflazione. Una posizione che però – come ritiene la maggioranza degli intervistati – si è ammorbidita nel tempo.

Spread: operatori ancora fiduciosi, per 85% sotto i 100 punti fino ad agosto

Continua a prevalere la fiducia fra gli operatori dei mercati finanziari sulle prospettive dello spread. Per l’85% degli intervistati a febbraio, in linea con i sondaggi degli ultimi mesi, il differenziale fra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi rimarrà sui livelli attuali, nell’intervallo fra 50 e 100 punti, da qui ad agosto. E’ in lieve aumento (dal 9% al 15%) la percentuale di quanti si aspettano uno spread fra 100-150 punti. Nessun operatore ritiene che il differenziale fra i Btp italiani e il Bund tedesco possa tornare fra 150-200 punti. Dallo scorso giugno non viene indicato uno spread oltre quota 200. «Lo spread Btp-Bund si mantiene vicino ai minimi dal 2008», osserva il presidente di Assiom Forex, sottolineando che «l’intensa attività di emissione del Tesoro nei primi mesi dell’anno, insieme al successo delle prime operazioni sindacate, ha sostenuto la performance del differenziale. Le aspettative restano favorevoli».

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