Le Borse Ue festeggiano lo stop ai dazi di Trump, a Milano (+1,5%) vola Moncler. Wall Street chiude positiva
Il mercato però già ipotizza una contromossa della Casa Bianca. Intanto, frena l'economia Usa e l'inflazione si attesta sopra le stime. Settimana positiva per i listini europei con il Ftse Mib a +1,3%, Fincantieri maglia nera dopo l'aumento di capitale
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Una scossa sul finale per le Borse europee, che si consolidano sui massimi dopo che la Corte Suprema Usa ha annullato i dazi doganali voluti dal presidente Donald Trump. Una decisione da lui definita «vergognosa». Sul mercato tuttavia la festa non è accompagnata da un vero e proprio entusiasmo: già il mese scorso il principale negoziatore commerciale di Trump, Jamieson Greer, aveva dichiarato che l’amministrazione si sarebbe mossa rapidamente per reagire a un'eventuale invalidazione dei dazi con altri tipi di prelievi. Questo sebbene le altre leggi Usa che attribuiscono alla Casa Bianca il potere di imporli siano più limitate. Rimangono sullo sfondo le tensioni Usa-Iran, con il presidente americano che ha dichiarato che sta prendendo in considerazione la possibilità di un attacco militare limitato contro il Paese.
Così, il Ftse Mib di Milano è il migliore del Vecchio Continente, in rialzo del 1,48% grazie allo scatto di Moncler (+13,4%) e Unipol (+8,67%). In gran spolvero anche il Cac di Parigi (+1,39%) che ha aggiornato il suo massimo storico a 8.529 punti. Seduta positiva anche per il Dax di Francoforte (+0,81%), l’Ibex di Madrid (+0,83%), il Ftse 100 di Londra (+0,57%) e l’Aex di Amsterdam (+0,91%).
Wall Street chiude in rialzo, Dj +0,47%, Nasdaq +0,90%
Wall Street chiude positiva. Il Dow Jones sale dello 0,47% a 49.625,97 punti, il Nasdaq avanza dello 0,90% a 22.886,07 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,69% a 6.909,51 punti.
Intanto, il dato dell'inflazione di dicembre si è attestato superiore alle attese al +2,9% annuale. Frena invece l'economia statunitense, con il Pil del quarto trimestre a +1,4%, contro stime per un +2,5%. Il presidente Donald Trump ha reagito ai dati scrivendo sul suo social Truth che «Lo 'shutdown democratico' è costato agli Stati Uniti almeno due punti del Pil». Il tycoon ha poi ribadito che «servono tassi d'interesse più bassi. Powell è il peggiore!». Sempre sul fronte macro, a febbraio l'attività nel settore servizi è scesa lievemente a 52,3 punti, la lettura più bassa in 10 mesi, sotto le attese, mentre l'indice sull'attività manifatturiera si è attestato a 51,2 punti, sotto le stime.
In Europa attività manifatturiera in espansione
A febbraio nell'Eurozona l'indice Pmi manifatturiero ha segnalato un'attività in espansione, attestandosi in aumento a 50,8 punti. In rialzo anche l'Indice Composito a 51,9 a febbraio. «A febbraio, il tasso di crescita dell’economia dell’Eurozona ha raggiunto il valore più alto degli ultimi tre mesi e tale miglioramento si è particolarmente manifestato nel settore manifatturiero, dove la produzione ha segnato il rialzo più rapido da agosto dello scorso anno», sottolineano da S&P Global.



