Mercati

Le Borse Ue festeggiano lo stop ai dazi di Trump, a Milano (+1,5%) vola Moncler. Wall Street chiude positiva

Il mercato però già ipotizza una contromossa della Casa Bianca. Intanto, frena l'economia Usa e l'inflazione si attesta sopra le stime. Settimana positiva per i listini europei con il Ftse Mib a +1,3%, Fincantieri maglia nera dopo l'aumento di capitale

di Ivan Torneo e Martina Soligo

La Borsa, gli indici del 20 febbraio 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Una scossa sul finale per le Borse europee, che si consolidano sui massimi dopo che la Corte Suprema Usa ha annullato i dazi doganali voluti dal presidente Donald Trump. Una decisione da lui definita «vergognosa». Sul mercato tuttavia la festa non è accompagnata da un vero e proprio entusiasmo: già il mese scorso il principale negoziatore commerciale di Trump, Jamieson Greer, aveva dichiarato che l’amministrazione si sarebbe mossa rapidamente per reagire a un'eventuale invalidazione dei dazi con altri tipi di prelievi. Questo sebbene le altre leggi Usa che attribuiscono alla Casa Bianca il potere di imporli siano più limitate. Rimangono sullo sfondo le tensioni Usa-Iran, con il presidente americano che ha dichiarato che sta prendendo in considerazione la possibilità di un attacco militare limitato contro il Paese.

Così, il Ftse Mib di Milano è il migliore del Vecchio Continente, in rialzo del 1,48% grazie allo scatto di Moncler (+13,4%) e Unipol (+8,67%). In gran spolvero anche il Cac di Parigi (+1,39%) che ha aggiornato il suo massimo storico a 8.529 punti. Seduta positiva anche per il Dax di Francoforte (+0,81%), l’Ibex di Madrid (+0,83%), il Ftse 100 di Londra (+0,57%) e l’Aex di Amsterdam (+0,91%).

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Wall Street chiude in rialzo, Dj +0,47%, Nasdaq +0,90%

Wall Street chiude positiva. Il Dow Jones sale dello 0,47% a 49.625,97 punti, il Nasdaq avanza dello 0,90% a 22.886,07 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,69% a 6.909,51 punti.

Intanto, il dato dell'inflazione di dicembre si è attestato superiore alle attese al +2,9% annuale. Frena invece l'economia statunitense, con il Pil del quarto trimestre a +1,4%, contro stime per un +2,5%. Il presidente Donald Trump ha reagito ai dati scrivendo sul suo social Truth che «Lo 'shutdown democratico' è costato agli Stati Uniti almeno due punti del Pil». Il tycoon ha poi ribadito che «servono tassi d'interesse più bassi. Powell è il peggiore!». Sempre sul fronte macro, a febbraio l'attività nel settore servizi è scesa lievemente a 52,3 punti, la lettura più bassa in 10 mesi, sotto le attese, mentre l'indice sull'attività manifatturiera si è attestato a 51,2 punti, sotto le stime.

In Europa attività manifatturiera in espansione

A febbraio nell'Eurozona l'indice Pmi manifatturiero ha segnalato un'attività in espansione, attestandosi in aumento a 50,8 punti. In rialzo anche l'Indice Composito a 51,9 a febbraio. «A febbraio, il tasso di crescita dell’economia dell’Eurozona ha raggiunto il valore più alto degli ultimi tre mesi e tale miglioramento si è particolarmente manifestato nel settore manifatturiero, dove la produzione ha segnato il rialzo più rapido da agosto dello scorso anno», sottolineano da S&P Global.

A Milano vola Moncler, giù i petroliferi

Sull’azionario, a Piazza Affari vola Moncler (+13,4%) dopo i conti 2025 sopra alle attese. Gli analisti hanno apprezzato la forte accelerazione delle vendite avvenuta nell'ultimo trimestre dell'anno passato. Seduta di rialzi anche per Unipol +8,67%, spinta dai numeri del 2025 superiori alle stime, con l'utile netto che ha superato la soglia di 1,5 miliardi di euro. Tonico nel complesso il comparto bancario, con Bper (+4,07%), Banco Bpm e Popolare di Sondrio (+3,95% per entrambe). Di contro, i petroliferi risentono dell'andamento del greggio che ha virato in negativo dopo la corsa delle ultime ore: Tenaris scivola in coda al listino a -4,16% e perdono quota anche Saipem -2,12% ed Eni -0,32%.

Borsa in un minuto

Spread in lieve calo, giù anche rendimento decennale

Chiusura in lieve calo per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata non è stato influenzato dalla bocciatura dei dazi Usa da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti e si è attestato, in chiusura, a 60 punti base, un punto in meno rispetto ai 61 della vigilia. In leggera flessione anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha terminato la seduta al 3,34% dal 3,35% del riferimento precedente.

Si indebolisce il dollaro, giù petrolio e gas

Sul valutario, si indebolisce il dollaro, con il cambio euro/dollaro a 1,178 (da 1,177 alla vigilia), mentre il cambio dollaro/yen vale 154,92 (da 154,94). La moneta unica vale invece 182,52 yen. In calo il petrolio mentre gli investitori si interrogano sull'evoluzione delle trattative tra Iran e Stati Uniti, considerando che l'Iran non solamente è uno de principali produttori al mondo di greggio, ma anche un Paese che controlla lo stretto di Hormuz. Così il Brent scambia a 71,26 dollari al barile (-0,56%) e il Wti a 66,07 dollari (-0,54%). Scende anche il gas a 31,9 euro al megawattora (-4,6%).

Settimana positiva tra stop and go, Milano +1,3%

Una settimana che si chiude con il botto sui dazi Usa, arrivato alla fine di cinque sedute settimanali focalizzate sulle trimestrali, ma dense anche di altri eventi. Tra tutti, il summit sull'AI in India, che ha tenuto banco mentre sui mercati continua la "lotta" tra gli ottimisti e i pessimisti sulla nuova tecnologia. Protagonista anche la geopolitica, con il petrolio che risale a causa della possibile escalation Usa-Iran. E sullo sfondo, una sequenza di dati macro: il Pil giapponese del quarto trimestre 2025 molto inferiore alle attese, il mercato del lavoro Uk peggiorato, insieme all’inflazione inglese in rallentamento. Fino ai numeri Usa, con Pil preliminare del quarto trimestre molto sotto le previsioni e l'inflazione Pce più alta del previsto, che non depone a favore di nuovi tagli dei tassi Fed a breve. In questo contesto, l’azionario europeo chiude la settimana in rialzo, con Milano che recupera sul finale: Ftse Mib +1,3% (+3,4% da inizio anno), Parigi +2,9%, Francoforte +2,1%, Madrid +1,4%, e Londra +3,1%.

A Piazza Affari protagoniste le trimestrali, con la fotografia settimanale riflette per certi versi quella dell'ultima seduta. In testa Moncler (+12,5%) e Unipol (+12,1%), seguite da Mediobanca (+10,1%) dopo il via libera al delisting da parte di Mps (+7,1%). Acquisti diffusi anche su Banco Bpm (+9,7%), Tenaris (+9,1%) e Leonardo (+8,9%). Sul lato opposto, arretra Fincantieri (-7,7%) penalizzata dall'aumento di capitale del 10% deliberato da cda. Seguono DiaSorin (-5,0%), Ferrari (-4,1%) e Amplifon (-3,9%). Sul fronte materie prime, il Brent (aprile) chiude la settimana in forte rialzo a 71,4 dollari al barile (+5,6% nella settimana) e il Wti a 66,18 dollari (+5,5%). Il gas Ttf scende a 31,53 euro al megawattora (-2,6%), mentre l’oro spot resta abbastanza stabile a 5.069 dollari l’oncia (+0,5%). Sul valutario, euro/dollaro a 1,1776 (da 1,1867 una settimana fa), euro/yen a 182,6 (da 181,19) e dollaro/yen intorno a 155 (da circa 152,7).

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