Settimana di passione per le Borse con i dazi di Trump. Milano (-11,2%) azzera rialzi 2025. A Wall Street Dj -5,5%, Nasdaq -5,8%, S&P -5,97%
Il presidente della Fed profila un rallentamento della crescita economica, oltre al rincaro dei prezzi. Pechino risponde alle tariffe di Trump. Il Ftse Mib di Piazza Affari brucia 47 miliardi e va ai minimi da tre mesi. Tracollo delle banche. A picco petrolio e gas
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - I dazi americani affossano le Borse europee, che chiudono la settimana in rosso e bruciano quasi completamente i progressi messi a segno da inizio anno. Milano, la peggiore nell'ottava, ha perso l'11,2%, erodendo il progresso da gennaio a poco più di un punto percentuale. Male anche Parigi (-9,5%), Francoforte (-9,8%) e Amsterdam (-8%), mentre limitano parzialmente i danni Madrid (-7%) e Londra (-6,8%). Questo mentre anche Wall Street si avvia a terminare l'ottava con ribassi molto pesanti. Le vendite sono scattate sin da lunedì scorso con le prime indiscrezioni sulle tariffe volute da Donald Trump. A nulla sono valsi i recuperi di metà settimana, vanificati dai realizzi scattati dopo il così detto "Liberation Day".
A Milano sell-off su banche e industriali, reggono i titoli difensivi
Tra i settori più penalizzati sull'azionario c'è quello bancario (-14,8% il sottoindice europeo nell'ottava), che a Milano ha visto precipitare Bper (-20,1%) e Intesa (-14,4%). Forti vendite anche sul comparto auto e veicoli industriali, su cui scatteranno tariffe al 25%: a Piazza Affari, Iveco ha mandato in fumo il 20,5% e Stellantis il 20,9%. St (-23%) ha accusato la debolezza del Nasdaq e le possibili risposte europee alla guerra commerciale, che minacciano di coinvolgere il settore tech. La maglia nera del principale listino milanese va però a Prysmian (-25,2%), che si allinea alla debacle dei titoli industriali (-13,8% a livello europeo) e sconta anche i timori di una frenata degli investimenti nei data center e nell'AI. Tra le poche note positive del Ftse Mib ci sono le utility, che oltre al carattere difensivo beneficiano dei possibili ulteriori tagli dei tassi della Bce per frenare apprezzamenti dell'euro e per i timori sulla crescita. Bene quindi Italgas (+4,1%), Snam, Terna (entrambe +3,6%) ed Enel (+1,6%). La scalata di Poste a ridosso della soglia del 25% nel suo capitale e le speculazioni su eventuali consolidamenti nel mercato delle Tlc hanno infine spinto Tim al +3% nella settimana.
Venerdì nero con la guerra dei dazi, Ftse Mib brucia 47 miliardi
La risposta cinese alle tariffe imposte da Donald Trump - con sovrattasse del 34% su tutti i beni Usa - ha alzato la temperatura dello scontro commerciale. Nessun passo indietro dal presidente americano, nemmeno dopo la seconda giornata di forti cali registrata a Wall Street. Così, le Borse del Vecchio Continente segnano venerdì tutte perdite attorno ai 4 - 5 punti percentuali. Maglia nera è Milano che, con un passivo del 6,5%, manda in fumo 47 miliardi di euro. A livello europeo, l'Euro Stoxx 600 ha invece bruciato 1.200 miliardi di euro, e le vendite non hanno risparmiato alcun settore nell'ultima seduta della settimana. «La risposta della Cina ai dazi statunitensi è aggressiva e rende altamente improbabile un accordo a breve termine» con gli Usa, spiega Capital Economics riassumendo gli umori di giornata sui mercati, con il Dragone che sembra credere che la sua economia sia «sufficientemente forte per resistere a qualsiasi attacco di Trump».
Botta e risposta Trump-Powell sui tassi d'interesse
In questo quadro, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, prevede che i dazi decisi dal presidente Trump faranno aumentare l'inflazione e rallentare la crescita economica. Per questo, avverte, la Banca centrale statunitense non modificherà i tassi d'interesse finché non avrà un quadro più chiaro sul loro impatto. Powell comunque vede un'economia che «al momento è forte» e una crescita «solida». Di contro, l'inquilino della Casa Bianca incalza su Truth Social: «Questo sarebbe il momento perfetto di tagliare i tassi per il presidente della Fed, Jerome Powell. È sempre in 'ritardo' ma potrebbe ora cambiare la sua immagine rapidamente». Il tycoon si rivolge poi direttamente al numero uno della banca centrale: «Jerome, taglia i tassi di interesse e smettila di fare politica».
Posti di lavoro Usa in crescita sopra le stime a marzo, disoccupazione sale al 4,2%
Rapporto sull'occupazione di marzo superiore alle stime, negli Stati Uniti, dove sono stati creati 228.000 posti di lavoro contro attese per 140.000. Il tasso di disoccupazione è cresciuto dal 4,1% al 4,2%, contro attese per una conferma del 4,1%. Il presidente Donald Trump ha definito i numeri sul mercato del lavoro «ottimi» su Truth Social. «Sta già funzionando. Non possiamo perdere», ha scritto.




