La giornata dei mercati

Settimana di passione per le Borse con i dazi di Trump. Milano (-11,2%) azzera rialzi 2025. A Wall Street Dj -5,5%, Nasdaq -5,8%, S&P -5,97%

Il presidente della Fed profila un rallentamento della crescita economica, oltre al rincaro dei prezzi. Pechino risponde alle tariffe di Trump. Il Ftse Mib di Piazza Affari brucia 47 miliardi e va ai minimi da tre mesi. Tracollo delle banche. A picco petrolio e gas

di Giorgia Colucci e Stefania Blasioli

Borsa a metà seduta

5' di lettura

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - I dazi americani affossano le Borse europee, che chiudono la settimana in rosso e bruciano quasi completamente i progressi messi a segno da inizio anno. Milano, la peggiore nell'ottava, ha perso l'11,2%, erodendo il progresso da gennaio a poco più di un punto percentuale. Male anche Parigi (-9,5%), Francoforte (-9,8%) e Amsterdam (-8%), mentre limitano parzialmente i danni Madrid (-7%) e Londra (-6,8%). Questo mentre anche Wall Street si avvia a terminare l'ottava con ribassi molto pesanti. Le vendite sono scattate sin da lunedì scorso con le prime indiscrezioni sulle tariffe volute da Donald Trump. A nulla sono valsi i recuperi di metà settimana, vanificati dai realizzi scattati dopo il così detto "Liberation Day".

A Milano sell-off su banche e industriali, reggono i titoli difensivi

Tra i settori più penalizzati sull'azionario c'è quello bancario (-14,8% il sottoindice europeo nell'ottava), che a Milano ha visto precipitare Bper (-20,1%) e Intesa (-14,4%). Forti vendite anche sul comparto auto e veicoli industriali, su cui scatteranno tariffe al 25%: a Piazza Affari, Iveco ha mandato in fumo il 20,5% e Stellantis il 20,9%. St (-23%) ha accusato la debolezza del Nasdaq e le possibili risposte europee alla guerra commerciale, che minacciano di coinvolgere il settore tech. La maglia nera del principale listino milanese va però a Prysmian (-25,2%), che si allinea alla debacle dei titoli industriali (-13,8% a livello europeo) e sconta anche i timori di una frenata degli investimenti nei data center e nell'AI. Tra le poche note positive del Ftse Mib ci sono le utility, che oltre al carattere difensivo beneficiano dei possibili ulteriori tagli dei tassi della Bce per frenare apprezzamenti dell'euro e per i timori sulla crescita. Bene quindi Italgas (+4,1%), Snam, Terna (entrambe +3,6%) ed Enel (+1,6%). La scalata di Poste a ridosso della soglia del 25% nel suo capitale e le speculazioni su eventuali consolidamenti nel mercato delle Tlc hanno infine spinto Tim al +3% nella settimana.

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Venerdì nero con la guerra dei dazi, Ftse Mib brucia 47 miliardi

La risposta cinese alle tariffe imposte da Donald Trump - con sovrattasse del 34% su tutti i beni Usa - ha alzato la temperatura dello scontro commerciale. Nessun passo indietro dal presidente americano, nemmeno dopo la seconda giornata di forti cali registrata a Wall Street. Così, le Borse del Vecchio Continente segnano venerdì tutte perdite attorno ai 4 - 5 punti percentuali. Maglia nera è Milano che, con un passivo del 6,5%, manda in fumo 47 miliardi di euro. A livello europeo, l'Euro Stoxx 600 ha invece bruciato 1.200 miliardi di euro, e le vendite non hanno risparmiato alcun settore nell'ultima seduta della settimana. «La risposta della Cina ai dazi statunitensi è aggressiva e rende altamente improbabile un accordo a breve termine» con gli Usa, spiega Capital Economics riassumendo gli umori di giornata sui mercati, con il Dragone che sembra credere che la sua economia sia «sufficientemente forte per resistere a qualsiasi attacco di Trump».

Botta e risposta Trump-Powell sui tassi d'interesse

In questo quadro, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, prevede che i dazi decisi dal presidente Trump faranno aumentare l'inflazione e rallentare la crescita economica. Per questo, avverte, la Banca centrale statunitense non modificherà i tassi d'interesse finché non avrà un quadro più chiaro sul loro impatto. Powell comunque vede un'economia che «al momento è forte» e una crescita «solida». Di contro, l'inquilino della Casa Bianca incalza su Truth Social: «Questo sarebbe il momento perfetto di tagliare i tassi per il presidente della Fed, Jerome Powell. È sempre in 'ritardo' ma potrebbe ora cambiare la sua immagine rapidamente». Il tycoon si rivolge poi direttamente al numero uno della banca centrale: «Jerome, taglia i tassi di interesse e smettila di fare politica».

TUTTE LE PERFORMANCE NEGATIVE A PIAZZA AFFARI

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Posti di lavoro Usa in crescita sopra le stime a marzo, disoccupazione sale al 4,2%

Rapporto sull'occupazione di marzo superiore alle stime, negli Stati Uniti, dove sono stati creati 228.000 posti di lavoro contro attese per 140.000. Il tasso di disoccupazione è cresciuto dal 4,1% al 4,2%, contro attese per una conferma del 4,1%. Il presidente Donald Trump ha definito i numeri sul mercato del lavoro «ottimi» su Truth Social. «Sta già funzionando. Non possiamo perdere», ha scritto.

Wall Street sprofonda per i dazi: Dj -5,50%, Nasdaq -5,82%

Seconda giornata di crolli per la Borsa di Wall Street dopo l’annuncio dei dazi da parte di Donald Trump e la risposta, dura e reciproca, arrivata oggi dalla Cina che ha deciso per maggiorazioni tariffarie del 34% sulle merci Usa. Dopo il tonfo di ieri, anche oggi Wall Street ha chiuso con gli indici a picco, registrando crolli anche maggiori di quelli messi a segno ieri: il Dow Jones perde il 5,50% a 38.314,86 punti, il Nasdaq cede il 5,82% a 15.587,79 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 5,97% a 5074,08 punti.

Wall Street perde 5.200 miliardi in due sedute con i dazi

Wall Street si avvia a chiudere la sua peggiore settimana dal marzo del 2020, nel pieno dell’emergenza Covid. Lo S&P 500 ha perso infatti 5.200 miliardi di dollari in due sedute da quando Donald Trump ha annunciato i dazi e dopo che il presidente della Fed ha detto che le tariffe potrebbero avere un impatto persistente sull’inflazione. Lo riporta l’agenzia Bloomberg.

I 500 più ricchi al mondo hanno perso quasi 500 miliardi di dollari, per l’esattezza 485, in due giorni con il crollo di Wall Street. E’ la cifra più alta mai registrata in due sedute. A fare i conti è il Bloomberg Billionaires Index.

Giornata nera sull'azionario premia i Bund, spread chiude a 119 punti

Il forte scivolone delle principali piazze azionarie premia il reddito fisso e in particolare il Bund decennale sul secondario telematico Mts con la conseguenza che lo spread con i BTp benchmark di pari scadenza si allarga nel finale a 119 punti dai 113 della vigilia. Il venerdì nero, che ha penalizzato in particolare Piazza Affari, ha spinto al rialzo i corsi del Bund decennale che nel finale registrano un calo dei rendimenti al 2,57% dal 2,64% del finale di giovedì. L'apprezzamento generalizzato dei sovrani dell'Eurozona non ha tenuto il passo del titolo pubblico tedesco con la conseguenza che tutti i differenziali si sono allargati in chiusura di scambi. Il BTp decennale scadenza primo agosto 2035 rende nel finale il 3,75% (3,76% al closing della vigilia).

Borsa a metà seduta

Euro +1,5% sul dollaro nella settimana, a picco petrolio e gas. Il petrolio a New York chiude a -7,41% +

Per quanto riguarda il mercato dei cambi, l'euro termina l'ottava con un bottino dell'1,5% e si riporta sopra la soglia degli 1,1 dollari. Sul mercato delle criptovalute, il bitcoin arretra lievemente dell'1,6%, mentre su quello energetico il petrolio è in caduta libera. Il Wti nella settimana ha infatti perso il 9,2%, portandosi sotto i 62 dollari al barile (ai minimi da marzo 2021), mentre il Brent è vicino alla soglia dei 65 dollari al barile, dopo un balzo indietro del 9,4%.

Il petrolio chiude in forte calo a New York, dove le quotazioni perdono il 7,41% a 61,99 dollari al barile.

Il contratto spot dell'oro, che nelle ultime sedute ha superato la soglia dei 3.100 dollari, toccando un nuovo record storico, chiude poco mosso (+0,1%), dopo i cali odierni. Da inizio anno ha però messo a segno un guadagno del 16,1%.

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