In grossa difficoltà i titoli delle aziende che dipendono dalle importazioni: Nike e Apple, per esempio, perdono alla chiusura rispettivamente il 14,47% e il 9,25%. Vendite pesanti anche su Amazon (-9%) e Meta Platforms . Confermati i dazi del 25% sulle auto straniere: per questo, General Motors, Ford Motor e Stellantis soffrono. Cali comunque limitati, secondo gli analisti, dal fatto che Canada e Messico sono stati al momento risparmati dai dazi reciproci. Giù anche il titolo di Tesla .
Sul fronte macro, l'attività economica nel settore servizi è rimasta in espansione negli Stati Uniti, a marzo, facendo registrare un dato però in ribasso e inferiore alle attese. L'Ism servizi è sceso infatti da 53,5 a 50,8 punti, con le attese che erano per un dato a 52,9. In calo di 6.000 unità le richieste di sussidi di disoccupazione a quota 219.000, meno delle attese che erano per un dato a 228.000. Invece, il deficit della bilancia commerciale a febbraio è notevolmente diminuito, più delle attese: -6,1% rispetto al mese precedente a 122,7 miliardi di dollari.
Trump: il mercato finanziario avrà un boom
Il mercato finanziario “avrà un boom”. Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulla reazione di Wall Street ai dazi. Lo riporta l’agenzia Bloomberg.
Tema dazi orienta il Ftse Mib, titoli auto osservati speciali
A Piazza Affari giornata da dimenticare per quasi tutti i titoli del Ftse Mib. Il crollo maggiore è per i petroliferi (-9,85% Tenaris e -9% Saipem). Pesante anche St (-8,3%) con i tecnologici tra i più in difficoltà anche a Wall Street. Il comparto auto, per il quale sono state confermate tariffe al 25%, resta osservato speciale con Stellantis (-8%) che amplia i cali e chiude sui minimi di giornata. Si distinguono in positivo le utility (+3,7% Terna), che oltre al carattere difensivo beneficiano dei possibili ulteriori tagli dei tassi della Bce per frenare apprezzamenti dell'euro e per i timori sulla crescita. Sul podio anche Italgas (+3,7%) e Snam (+3,46%) seguite da A2a (+3,4%), Enel (+2,7%) e Hera (+2,67%). In rialzo anche Leonardo (+3,3%), Inwit (+1,77%) e Tim (+1,6%).
Petrolio: crollano Brent e Wti, si teme recessione
Crolla il prezzo del petrolio, in una giornata molto difficile per i mercati, dopo l'imposizione di dazi reciproci decisa dal presidente statunitense, Donald Trump, con i timori che le misure possano provocare una recessione e un crollo della domanda di petrolio. Il prezzo del petrolio, già in calo per i dazi e il timore che scatenino una recessione, ha poi accelerato in ribasso dopo che otto produttori dell'Opec+ hanno deciso di aumentare la produzione di 411.000 barili al giorno, a partire da maggio. Si tratta di Arabia Saudita, Russia, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Kazakhstan, Algeria e Oman.