Mercati

Borse travolte dai dazi di Trump: Wall Street affonda, Dj chiude a -3,98%, Nasdaq -5,97%. Giù dollaro e petrolio

L'euro riaggancia la soglia di 1,11 sul biglietto verde. L'oro aggiorna i record e poi ritraccia, il petrolio in picchiata su timori domanda. Ribassi generalizzati sugli indici, prevale l'avversione al rischio

di Chiara Di Cristofaro e Chiara Di Michele

La Borsa, gli indici del 3 aprile 2025

5' di lettura

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - I dazi americani colpiscono e affondano i mercati globali. Debacle per l’Europa, dove l'Euro Stoxx 600 brucia oltre 760 miliardi. A Milano il Ftse Mib chiude in calo del 3,6% tornando ai minimi da quasi due mesi, pagando un conto da 26 miliardi di euro. In picchiata i principali indici di Wall Street: lo S&P 500 chiude la sua peggiore seduta dal 2020 e brucia circa 2.000 miliardi di dollari di valore.

Dopo la chiusura di Wall Street, l’euro è scambiato a 1,1026 dollari. La moneta unica sale dell’1,58% verso il biglietto verde, che ha perso - riporta l’agenzia Bloomberg - tutti i guadagni accumulati dall’elezione di Donald Trump.
A New York il petrolio chiude in forte calo. Il West Texas Intermediate con consegna a maggio è sceso di 4,76 dollari, -6,64%, per attestarsi a 66,95 dollari al barile sul New York Mercantile Exchange. A Londra il Brent con consegna a giugno ha perso 4,81 dollari, -6,42%, per attestarsi a 70,14 dollari al barile.
Perdono terreno le criptovalute. L'oro ritraccia dopo il nuovo record.

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Le Borse oggi, 3 aprile 2025

In Europa i dazi sono stati fissati al 20%, in Cina al 34% in Giappone al 24%. Per il resto del mondo le tariffe saranno del 10%, ma tra i maggiori partner di Washington solo al Regno Unito è stata assegnata questa aliquota. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha proposto una trattativa con gli States. «Passiamo dallo scontro alla trattativa», ha infatti detto, affermando a ogni modo che l’Unione europea è già pronta a rispondere e sta già progettando contromisure «per proteggere i nostri interessi e le nostre imprese se i negoziati falliscono». La presidente della Commissione Ue ha anche invocato i Paesi dell’Unione a essere uniti.

Gli economisti stanno già rivedendo le stime sull’economia globale e sui singoli Paesi, arrivando a temere una recessione generalizzata a causa della guerra commerciale.

Wall Street affonda, Dj chiude a -3,98%, Nasdaq -5,97%

Tonfo Wall Street con i dazi. Il Dow Jones chiude in calo del 3,98% a 40.544,64 punti, il Nasdaq perde il 5,97% a 16.550,61 punti dopo essere arrivato a cedere il 6,04%. Lo S&P 500 arretra del 4,84% a 5.396,60 punti.

In grossa difficoltà i titoli delle aziende che dipendono dalle importazioni: Nike e Apple, per esempio, perdono alla chiusura rispettivamente il 14,47% e il 9,25%. Vendite pesanti anche su Amazon (-9%) e Meta Platforms . Confermati i dazi del 25% sulle auto straniere: per questo, General Motors, Ford Motor e Stellantis soffrono. Cali comunque limitati, secondo gli analisti, dal fatto che Canada e Messico sono stati al momento risparmati dai dazi reciproci. Giù anche il titolo di Tesla .

Sul fronte macro, l'attività economica nel settore servizi è rimasta in espansione negli Stati Uniti, a marzo, facendo registrare un dato però in ribasso e inferiore alle attese. L'Ism servizi è sceso infatti da 53,5 a 50,8 punti, con le attese che erano per un dato a 52,9. In calo di 6.000 unità le richieste di sussidi di disoccupazione a quota 219.000, meno delle attese che erano per un dato a 228.000. Invece, il deficit della bilancia commerciale a febbraio è notevolmente diminuito, più delle attese: -6,1% rispetto al mese precedente a 122,7 miliardi di dollari.

Trump: il mercato finanziario avrà un boom

Il mercato finanziario “avrà un boom”. Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulla reazione di Wall Street ai dazi. Lo riporta l’agenzia Bloomberg.

Tema dazi orienta il Ftse Mib, titoli auto osservati speciali

A Piazza Affari giornata da dimenticare per quasi tutti i titoli del Ftse Mib. Il crollo maggiore è per i petroliferi (-9,85% Tenaris e -9% Saipem). Pesante anche St (-8,3%) con i tecnologici tra i più in difficoltà anche a Wall Street. Il comparto auto, per il quale sono state confermate tariffe al 25%, resta osservato speciale con Stellantis (-8%) che amplia i cali e chiude sui minimi di giornata. Si distinguono in positivo le utility (+3,7% Terna), che oltre al carattere difensivo beneficiano dei possibili ulteriori tagli dei tassi della Bce per frenare apprezzamenti dell'euro e per i timori sulla crescita. Sul podio anche Italgas (+3,7%) e Snam (+3,46%) seguite da A2a (+3,4%), Enel (+2,7%) e Hera (+2,67%). In rialzo anche Leonardo (+3,3%), Inwit (+1,77%) e Tim (+1,6%).

Petrolio: crollano Brent e Wti, si teme recessione

Crolla il prezzo del petrolio, in una giornata molto difficile per i mercati, dopo l'imposizione di dazi reciproci decisa dal presidente statunitense, Donald Trump, con i timori che le misure possano provocare una recessione e un crollo della domanda di petrolio. Il prezzo del petrolio, già in calo per i dazi e il timore che scatenino una recessione, ha poi accelerato in ribasso dopo che otto produttori dell'Opec+ hanno deciso di aumentare la produzione di 411.000 barili al giorno, a partire da maggio. Si tratta di Arabia Saudita, Russia, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Kazakhstan, Algeria e Oman.

Il petrolio chiude in forte calo a New York, dove le quotazioni perdono il 6,64% a 69,95 dollari al barile.

Dollaro scivola su principali valute, euro sopra 1,11 $

Si intensifica il calo del dollaro, con l'euro che ne approfitta per riconquistare la soglia di 1,11, dopo l'introduzione dei dazi reciproci, più pesanti del previsto, da parte del presidente americano Donald Trump. Lo yen viaggia ai massimi di tre settimane mentre il franco svizzero ha toccato il massimo in 4 mesi. «L'annuncio di una vasta gamma di dazi imposti dall'amministrazione Trump ha fortemente impattato il dollaro, accelerandone il movimento al ribasso iniziato alla fine di gennaio», commenta Stefano Fiorini di Generali Asset Management.

«La svalutazione del dollaro è nell'interesse dell'amministrazione Trump, che è stata abbastanza chiara riguardo al suo desiderio di una valuta debole», aggiunge. Il problema, sottolinea Fiorini, è che gli investitori globali sono fortemente esposti agli asset americani complessivi. «Il pericolo è che questo movimento potrebbe accelerare poiché tali attività potrebbero iniziare a essere liquidate e il flusso di capitali a favore degli Stati Uniti potrebbe invertirsi. Questa è probabilmente una dinamica a lungo termine che potrebbe obbligare gli investitori a vendere la valuta statunitense», conclude.

Oro aggiorna record e poi ritraccia

Continua la corsa degli investitori verso i beni rifugio, mentre il rischio di una guerra commerciale globale si fa sempre più concreto dopo l'imposizione dei nuovi, aspri, dazi reciproci annunciata dal presidente americano Donald Trump. L'oro spot ha toccato il massimo storico di 3.167 dollari. Il future scadenza aprile ha toccato un massimo a 3.172,60 dollari. Dopo avere aggiornato i record l'oro ha ritracciato leggermente. «Ci sono alcune ragioni per cui i dazi sostengono la domanda di oro: uno è il rallentamento che le tariffe potrebbero causare all'economia statunitense, aumentando le prospettive di futuri tagli dei tassi», dicono gli analisti di Capital.com.

Vendite sulle cripto, Bitcoin scende sotto quota 82.000 $

L'avversione al rischio innescata dall'incertezza prodotta dalla nuova ondata di dazi reciproci imposti dall'amministrazione Trump fa scivolare anche il bitcoin, che torna sotto 82.000 dollari. La criptovaluta è arrivata a toccare un minimo a 81.187 dollari. In discesa anche le altre principali criptovalute, come Ether e Solana.

«In quanto asset rischiosi, le criptovalute hanno generalmente performato male durante i periodi di incertezza, per esempio quelli legati all'introduzione di tariffe commerciali», dicono gli analisti di Ava Labs, sottolineando che «i mercati caleranno probabilmente nel breve periodo, non tanto per le tariffe in sé ma per quello che rappresentano, ovvero un ritorno alla volatilità legata alle scelte politiche».

Spread chiude in rialzo a 112 punti, rendimento decennale cala al 3,77%

Lo shock sui mercati finanziari seguito all'introduzione di nuovi dazi da parte degli Usa porta un moderato flight-to-quality sui mercati obbligazionari dove gli acquisti diffusi hanno piegato verso il basso la curva dei rendimenti. In Europa, sul circuito Mts, la preferenza accordata ai titoli tedeschi ha generato un modesto allargamento del differenziale di rendimento tra il BTp decennale italiano e il pari scadenza tedesco che, a fine giornata, si è attestato a 113 punti base, dai 110 punti della vigilia. Scende, invece, il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato oggi un'ultima posizione al 3,77% rispetto al 3,82% della vigilia.

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