Mercati e regole

Borsa, governance, vigilanza: cosa cambia con il Ddl Capitali

Via libera del Cdm al disegno di legge per rendere Piazza Affari più attrattiva: focus su misure d’accesso per le Pmi, semplificazione, tutela dei risparmiatori ed educazione finanziaria

di Matteo Meneghello

(Ansa)

2' di lettura

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Con il via libera in Consiglio dei ministri al Ddl Capitali, il Governo Meloni prova a dare un definitivo colpo di acceleratore al percorso di rimozione e semplificazione di quegli ostacoli che continuano a frenare l’attrattività del mercato dei capitali italiano, arrivato a perdere negli ultimi dieci anni una capitalizzazione potenziale di circa 55 miliardi di euro.

Il Disegno di legge arriva a valle di una stagione di interventi significativi da parte dei principali attori del sistema, chiamati in causa dal Libro Verde sulla competitività dei mercati finanziari, documento di indirizzo licenziato dal Mef l’anno scorso dopo una consultazione tra tutti gli addetti ai lavori. In questi mesi Borsa e Consob hanno provveduto a modificare e semplificare regolamenti e prassi, ma ora lo sforzo riformatorio passa al livello legislativo primario, con un’azione diretta sul Testo unico della finanza, atteso da tempo.

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L’impianto legislativo prevede interventi sul fronte della governance societaria, della vigilanza e in generale per l’accesso alla quotazione da parte delle Pmi.

La relazione introduttiva ai 22 articoli del provvedimento indica espressamente il traguardo, che è «migliorare la competitività del mercato dei capitali italiano, fondamentale per accompagnare e sostenere la ripresa che si è andata consolidando in questi ultimi anni e affrontare le sfide della transizione che attendono il paese». Il Ddl «intende, da un lato, rimuovere i vincoli, normativi e operativi, all’accesso al mercato da parte delle imprese; dall’altro, introdurre misure che incentivino, sia dal lato della domanda sia da quello dell’offerta, la canalizzazione attraverso i mercati del risparmio privato verso le imprese, assicurando al contempo la tutela degli investitori».

Il Ddl si premura quindi di agire «sia sul fronte interno - spiega la relazione - che su quello esterno». Sotto il primo profilo sono previste misure in materia di accesso ai mercati (soprattutto da parte delle Pmi) e di permanenza sugli stessi (semplificando alcuni obblighi a carico delle società e incentivando le attività sul mercato secondario); nonché misure di promozione alla canalizzazione dei risparmi privati verso le imprese (grazie alla semplificazione di alcuni aspetti legislativi in materia di intermediari). Viene quindi elevata la soglia di capitalizzazione che definisce una Pmi (da 500 milioni a un miliardo, si interviene sul moltiplicatore del voto plurimo, vengono equiparate le Casse di previdenza agli Oicr nella qualifica di «investitori professionali». Viene abolita la figura del responsabile del collocamento e chiarita la disciplina del prospetto. Ampie poi le revisioni della corporate governance con in particolare l’introduzione di una disciplina semplificata per gli aumenti di capitale, mutuata sulle sperimentazioni portate avanti durante il periodo pandemico. Sul fronte esterno, invece, sono previsti interventi volti a rendere maggiormente fruibili le informazioni rese dalle società anche a investitori esteri (abrogati, per esempio, gli attuali obblighi di comunicazione da parte degli azionisti di controllo) e rivede parzialmente alcune competenze di Consob. Accanto alle misure di semplificazione e di incentivo al rafforzamento dei mercati dei capitali, il Governo ha infine ritenuto necessario affiancare norme volte a facilitare l’inclusione finanziaria, attraverso specifici percorsi di formazione per gli studenti.

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