Il gruppo Volkswagen, intanto, ha dichiarato che non è stata presa ancora alcuna decisione, ma che per fare pendere la bilancia dalla parte dell’Europa e rispettare i piani stabiliti nella precedente gestione servono «le giuste condizioni quadro».
Ritornando proprio alle decisioni prese dall’ex ceo Herbert Diess (uscito di scena a fine luglio 2022), Volkswagen aveva programmato 6 gigafactory in Europa al 2030, con una capacità totale di 240 gigawattora per la sua PowerCo. Si è partiti con la conversione di una fabbrica a Salzgitter, in Bassa Sassonia, dove nascevano motori e vetture come la K70. Ora è pronto il terreno a Sagunto, in Spagna, per un secondo sito continentale. Un impianto era previsto anche in Europa orientale, tra Ungheria, Polonia, Slovacchia o Repubblica Ceca.
Le condizioni per non affossare l’Europa
Schmall ha riferito dell’incontro a Bruxelles su LinkedIn venerdì e ha detto chiaramente che l’Europa potrebbe perdere «la corsa ai miliardi di investimenti che saranno decisi nei prossimi mesi e anni», viste le condizioni offerte dall’IRA. La Commissione presenterà martedì 14 il pacchetto rivisto per il suo Piano industriale del Green Deal e contemporaneamente il Critical Raw Materials Act, una serie di provvedimenti per abbassare sensibilmente la dipendenza dalla Cina in fatto di materie prime. In parte aprendo alle miniere in Europa, in parte cercando la stampella di Canada e Stati Uniti, dove si trova in questi giorni la presidente Ursula Von der Leyen (ha incontrato mercoledì a Ottawa il premier canadese Trudeau e incontrerà venerdì il presidente Biden a Washington).
L'allentamento delle regole sugli aiuti di Stato e il pacchetto di sussidi presentato il 1 febbraio a Bruxelles ha deluso l'industria, che sta alla finestra. «La batteria - ha scritto Schmall - rappresenta circa il 40% del valore aggiunto delle auto elettriche. Oggi, il business delle batterie è guidato da società asiatiche. E mentre gli Stati Uniti recuperano terreno grazie all’Inflation Reduction Act, l’Europa è sempre più in ritardo».
Ecco i quattro punti chiave per offrire in Europa condizioni competitive con l’IRA secondo Schmall: