Batterie, Volkswagen in bilico tra Europa e Usa. Pesano i 10 miliardi di aiuti dell’«Ira» di Biden
La cifra è emersa da un incontro tra la casa tedesca e tre commissari europei. Vw, ha scritto FT, è in attesa di capire come Bruxelles intende rispondere a Washington con la nuova versione del Piano industriale del Green Deal
di Alberto Annicchiarico
4' di lettura
Le ultime da Radiocor
Tim: nel I trim. ricavi a 3,3 mld (+1,4%), ebitda -1,7%, conferma guidance (RCO)
Campari: -3,4% a 643 mln vendite I trim, conferma guidance 2026
***Sky: chiede danni fino a 1,9 mld a Tim e Dazn per diritti sulla serie A
4' di lettura
Le prime scosse del terremoto erano state registrate il 23 agosto dello scorso anno quando una delegazione tedesca ai massimi livelli, guidata dal cancelliere Scholz e dai ceo di Volkswagen e Mercedes-Benz era volata in Canada per siglare un accordo su forniture di materie prime per le batterie. Anzi, per «una catena del valore sostenibile», aveva dichiarato Volkswagen. La mossa, strategica, era stata il primo passo per fare mettere piede in Nord America a PowerCo, la controllata del secondo costruttore mondiale focalizzata sulla produzione di batterie. Alla fine della prima settimana di gennaio, poi, erano stati pubblicati documenti riservati sulla ricerca da parte di Vw di un sito per una fabbrica di batterie in Ontario, Canada.
L’ipotesi americana
Così non arriva del tutto inaspettata la nuova rivelazione, ad opera del Financial Times, che il gruppo di Wolfsburg starebbe valutando la possibilità di realizzare un impianto anche negli Stati Uniti. Solo pochi giorni fa era emersa l’intenzione di realizzare in America una fabbrica da 2 miliardi dedicata al nuovo brand solo amercano Scout (pick-up e suv, in produzione dal 2026).
La fabbrica di batterie è in competizione con un altro impianto pianificato nell’Europa orientale. All’origine della decisione ci sarebbero i 10 miliardi di euro di incentivi che potrebbero arrivare dall’Inflation reduction act (IRA), la legge green voluta da Joe Biden e che mette in severa competizione l’ecosistema industriale americano con quello europeo.
Anche la svedese Northvolt, partner di Vw (che detiene il 20% delle azioni), si è espressa a favore di una migrazione negli Stati Uniti grazie al maxi pacchetto di incentivi e crediti fiscali da 369 miliardi di dollari (Northvolt ha calcolato che avrebbe vantaggi per 8 miliardi) che sta diventando un potente attrattore di aziende europee dell'area tech e dell'energia verde. L'obiettivo è rispondere alla sfida della concorrenza cinese, il risultato potrebbe essere una mazzata all'Europa. Diversi governatori di Stati Usa hanno effettuato veri e propri roadshow in Europa nei mesi scorsi per convincere le migliori realtà europee dell'energia rinnovabile e tecnologiche a trasferire parte delle loro attività dall'altro lato dell'Atlantico. Una minaccia anche per l'occupazione.
L’incontro a Bruxelles
Quanto ai 10 miliardi per Vw, la cifra è emersa da un incontro tra la casa tedesca e tre commissari europei, Maroš Šefčovič, Margrethe Vestager and Thierry Breton, come ha riferito su LinkedIn il responsabile per la tecnologia del gruppo Vw e consigliere di amministrazione, Thomas Schmall, che è anche presidente del Consiglio di sorveglianza di PowerCo. Vw è in attesa di capire come Bruxelles intende rispondere a Washington.


