Automotive

Volkswagen vede rosa per il 2023, il titolo vola. Fabbrica da 2 miliardi negli Usa

Aumenta il dividendo per il 2022 e nel 2023 balzo dei ricavi del 10-15%. Il brand Scout costruirà un impianto da 2 miliardi di dollari vicino a Columbia, nella Carolina del Sud, per produrre pick-up e suv elettrici

di Alberto Annicchiarico

La nuova ID.3 nello stabilimento di Dresda (AFP)

3' di lettura

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Giornata gloriosa per il gruppo Volkswagen. Il primo costruttore europeo (Toyota ha la leadership mondiale da tre anni) ha presentato i risultati del 2022 e le stime per l’anno in corso. Il calo della produzione a 8,3 milioni di unità (-7%, contro il -0,5% e 9,6 milioni di Toyota) dovuto alle difficoltà logistiche non ha intaccato la performance finanziaria in termini di utili e margini grazie al miglior mix di prezzo e prodotto. Nelle scorse settimane anche Mercedes-Benz, Renault e Stellantis avevano registrato ricchi utili grazie ai prezzi aumentati per effetto della crisi delle supply chain, che avevano visto allungarsi di mesi i tempi di consegna ai clienti. Nel 2023, con i portafogli ordini pieni e una minore tensione sul mercato dei semiconduttori, le cose dovrebbero andare ben diversamente, nonostante la frenata delle economie.

Utili su, sale il dividendo

Volkswagen ha chiuso il 2022 con utili al netto delle tasse per 15,8 miliardi di euro, il 2,6% in più rispetto ai 15,4 miliardi dell’anno precedente, con vendite in aumento del 12% circa a 279,2 miliardi. Nel 2023, con il portafoglio ordini pieno e una minore tensione sul mercato dei semiconduttori, le cose dovrebbero andare anche meglio, nonostante la frenata dell’economia. Le azioni sono quindi scattate in cima al Dax (indice di riferimento della Borsa di Francoforte), fino al +11%, e hanno raggiunto il livello più alto dal 13 dicembre. Le ordinarie sono in calo di oltre il 7% rispetto a dodici mesi fa ma hanno guadagnato il 23% da inizio d’anno. La società guidata dal ceo Oliver Blume ha proposto un dividendo di 8,70 euro per azione ordinaria e di 8,76 euro per azione privilegiata, un incremento di 1,2 euro per azione in entrambi i casi, con un payout ratio in aumento dal 25,4% al 29,4%.

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Il cfo Antlitz: meno problemi con le supply chain

I risultati annuali «hanno dimostrato la maggiore resilienza del gruppo Volkswagen in un contesto globale difficile. Nonostante significativi problemi della catena di fornitura che hanno portato a un calo delle consegne, abbiamo consegnato 572.100 veicoli (+26%, contro il +40% di Tesla a 1,3 milioni, ndr) completamente elettrici e abbiamo aumentato ulteriormente gli utili operativi», ha commentato il Cfo Arno Antlitz, sottolineando che è stata dimostrata «ancora una volta la solidità delle basi finanziarie su cui implementiamo coerentemente la nostra strategia». Il top manager ha detto di prevedere che «i colli di bottiglia della supply chain si attenueranno gradualmente nell’anno in corso, consentendoci di gestire l’elevato portafoglio ordini».

Le attese per il 2023

Le prospettive mettono in conto, come si diceva, un’attenuazione della crisi dei microchip e quindi una forte ripresa delle consegne di veicoli a 9,5 milioni quest’anno (+14%) . Si stima che i ricavi crescano del 10-15%, con vendite nel 2023 comprese tra 307 miliardi e 331 miliardi di euro, superiori alle attese. Il ritorno operativo sulle vendite dovrebbe essere compreso tra il 7,5% e l’8,5%, rispetto al 7,9% nel 2022, ha affermato Volkswagen, aggiungendo che il dividendo aumenterebbe di 1,20 euro a 8,70 euro per azione ordinaria e 8,76 euro per azione privilegiata.

Missione America, 2 miliardi per la fabbrica Scout

Prende forma, intanto, la missione America di Volkswagen. Scout Motors, il brand di veicoli fuoristrada che il gruppo tedesco vuole rilanciare per portare al 10% (almeno) la quota di mercato negli Stati Uniti, ha reso ufficiale che costruirà un impianto da 2 miliardi di dollari vicino a Columbia, nella Carolina del Sud, per produrre dal 2026 pick-up e suv elettrici. L’investimento potrebbe potenzialmente creare 4.000 o più posti di lavoro. La produzione potrebbe arrivare a più di 200mila veicoli all’anno. L’operazione prende quota mentre è accesa la polemica intorno alla politica protezionista del governo Biden, che con l’Inflation reduction act ha stanziato 370 miliardi di dollari per incentivare la produzione green negli Stati Uniti, attraendo investimenti dei big europei. Il gruppo tedesco ha in programma anche l’espansione del sito produttivo di Chattanooga per la linea ID di auto elettriche a batteria.


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