Azimut Holding accelera nel trimestre: utile a 125 milioni e raccolta a 4,6 miliardi
La raccolta netta è stata pari a 4,6 miliardi, di cui il 49% generato all’estero, portando le masse gestite a 144 miliardi di euro (+32%)
di Mo.D.
2' di lettura
2' di lettura
Una crescita a doppia cifra dei ricavi ricorrenti e dell’utile netto ricorrente, insieme a una raccolta in forte accelerazione e al contributo crescente dei mercati internazionali, consentono ad Azimut Holding di confermare gli obiettivi per l’intero 2026. Il gruppo del risparmio gestito ha infatti chiuso il primo trimestre con ricavi totali pari a 371 milioni di euro in crescita del 14% e un utile netto di 125 milioni, mentre l’utile netto ricorrente è salito del 15% a 128 milioni. Il primo trimestre ha evidenziato una raccolta netta pari a 4,6 miliardi di euro, di cui il 49% generato all’estero. Le masse complessive hanno così raggiunto 144 miliardi di euro a fine marzo, in crescita del 32% rispetto a un anno prima. Una dinamica sostenuta sia dall’offerta nei mercati pubblici sia dallo sviluppo delle soluzioni dedicate ai mercati privati.
A Piazza Affari il titolo ha chiuso la seduta in calo del 4,29%, portando in parità il saldo da inizio anno.
Nel dettaglio, i ricavi ricorrenti hanno registrato una crescita del 14%, sostenuti dall’andamento positivo in tutti i principali mercati del gruppo, con contributi particolarmente solidi provenienti da Italia, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti e Brasile. I costi operativi si sono attestati a 206 milioni, in aumento in linea con il percorso di espansione internazionale e con la dinamica commerciale del gruppo. L’utile operativo ha raggiunto 164 milioni di euro nel trimestre, mentre l’Ebit ricorrente, calcolato al netto delle commissioni di performance, è cresciuto anch’esso del 14% a 157 milioni.
Alla luce dei risultati conseguiti nei primi tre mesi, il gruppo ha confermato i target per il 2026, prevedendo in condizioni di mercato normali una raccolta netta totale di 10 miliardi di euro e un utile netto di 550 milioni, al netto delle componenti straordinarie. «Il 2026 inizia con numeri che confermano la validità della nostra strategia», ha commentato Pietro Giuliani, sottolineando il contributo della gestione attiva e della presenza internazionale del gruppo in 20 Paesi. Giuliani ha inoltre evidenziato il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nella formazione e nello sviluppo professionale della rete di consulenti finanziari e banker.
Sull’evoluzione dell’offerta si è soffermato anche il ceo Giorgio Medda, spiegando che il gruppo continuerà ad ampliare la gamma di prodotti quotati e specializzati, con il prossimo lancio negli Stati Uniti di cinque nuovi ETF attivi tramite la piattaforma Azimut NSI. Parallelamente proseguirà l’espansione nei mercati privati, considerati un pilastro centrale della proposta di valore del gruppo. Per Alessandro Zambotti, ceo e cfo di Azimut, i risultati del trimestre «rappresentano una base solida per il 2026» e confermano «la qualità e la resilienza del modello di business», grazie a una combinazione di elevata redditività, forte generazione di cassa e capacità di finanziare la crescita futura mantenendo al tempo stesso la remunerazione degli azionisti.


