Direct lending

Credito, Fondo Azimut da 100 milioni per l’agroalimentare del Sud con Cdp e Mediocredito Centrale

Primo closing da 70 milioni, il 51% delle risorse destinate al Mezzogiorno. Sostenibilità tra le precondizoni.

di E.Sg.

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Uno strumento di credito alternativo per sostenere lo sviluppo del settore agroalimentare, soprattutto al Sud, con 100 milioni di euro, 70 dei quali assicurati in larghissima parte da Cdp e Mediocredito Centrale: è stato annunciato ieri il primo closing del fondo di direct lending “Azimut Agrifood Mezzogiorno Sca Sicav Raif” dedicato, sottolineano i promotori a «una delle più riconosciute eccellenze italiane».

Il closing, pari a 70 milioni di euro, è stato guidato da Cassa Depositi e Prestiti e Mediocredito Centrale, entrambi anchor investor. Il Fondo che, dicono da Azimut «continua a registrare l’interesse di numerosi investitori istituzionali», ha un obiettivo di raccolta totale di 100 milioni di euro.

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Si tratta di una iniziativa che «intende contribuire a soddisfare le esigenze di capitale a medio-lungo termine delle imprese agroalimentari e della relativa filiera, sostenendone la crescita in tutte le fasi del ciclo di vita». Per farlo «finanzierà principalmente Pmi, Mid-Cap e Large-Cap con sede nelle regioni del Sud Italia, o loro progetti di investimento in quei territori, tramite strumenti di debito (bond, minibond e prestiti diretti). Attraverso la sua azione, il Fondo punta a stimolare lo sviluppo del territorio, generando impatti positivi sulla collettività e sulla crescita dell’economia locale».

Si stima che più di 220 aziende delle regioni meridionali soddisfino attualmente i requisiti per essere un target ideale per il Fondo, ma è un perimetro che cresce notevolmente allargando il perimetro all’intera filiera, includendo ad esempio aziende produttrici di fertilizzanti, mangimi e attrezzature connesse alla trasformazione dei prodotti agroalimentari. Azimut sottolinea poi una «marcata attenzione verso le imprese impegnate a raggiungere obiettivi concreti legati ai valori di sostenibilità ambientale e sociale, in linea con l’Articolo 8 della regolamentazione Sfdr (Sustainable Finance Disclosure Regulation, una norma Ue in vigore dal marzo 2021), e per la promozione di valori Esg».

«Consolidiamo il nostro impegno a sostegno dell’economia italiana attraverso un nuovo fondo di private debt focalizzato sulla filiera agroalimentare, motore strategico di crescita e custode del valore identitario unico che distingue il Made in Italy nel mondo. Con la partecipazione di due dei principali investitori istituzionali del Paese - ha dichiarato Giorgio Medda, ceo del Gruppo Azimut - il Fondo mira a coniugare rendimenti finanziari e sviluppo territoriale, valorizzando il capitale umano e il merito imprenditoriale per innescare un circolo virtuoso di crescita sostenibile e nuova occupazione».

«Con questa nuova iniziativa - ha aggiunto Andrea Nuzzi, direttore business di Cdp - mette a disposizione delle imprese del Mezzogiorno operanti nel settore agroalimentare un ulteriore importante strumento di finanza alternativa, complementare al canale del credito bancario. Il rafforzamento della competitività di una tra le filiere più strategiche per l’economia italiana e il focus sempre più spinto verso le Pmi costituiscono importanti elementi qualificanti del nostro Piano strategico 2025-2027. Grazie a questo intervento, supporteremo investimenti in grado di generare processi di sviluppo sostenibile, occupazione e crescita dei territori».

«L’iniziativa con Azimut e Cdp è coerente con la nostra mission di essere al servizio della crescita e dello sviluppo delle Pmi del Paese, con un focus particolare sulle regioni del Mezzogiorno, a cui dedichiamo gran parte della nostra operatività. Oltre a sostenere un settore particolarmente strategico per il Made in Italy, abbiamo la possibilità di valorizzare e facilitare la realizzazione di progetti improntati alla sostenibilità e all’innovazione», ha detto Mario Lio, chief lending officer di Mediocredito Centrale.

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