ASML, il boom dei chip sostiene il business. Rischio Cina sui ricavi
Hi tech. Il gruppo è leader nella produzione dei macchinari per realizzare i processori. Verso un 2024 di transizione in attesa dell’accelerazione nel 2025
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I semiconduttori sono tecnologicamente complessi. Così come è complessa la loro filiera produttiva. In tal senso non stupisce che, ai diversi livelli della catena del valore, si trovino molte aziende (quasi sempre quotate in Borsa). Diverse di queste sono realtà note perché al centro dell’interesse, non solo degli investitori, ma anche dei media (Nvidia ne è un esempio). Altre società invece, nonostante la loro rilevanza tra gli operatori finanziari, non ricevono la medesima attenzione dagli organi d’informazione. È il caso di Asml.
Oggetto sociale
Il gruppo olandese (quotato tra le altre cose ad Amsterdam e Wall Street) è un colosso della produzione di macchinari per la realizzare i microchip. In particolare: la società è leader di mercato nella cosiddetta fotolitografia. Di cosa si tratta? Per rispondere è utile ricordare - in maniera semplificata - le fasi in cui è articolata la fabbricazione di un semiconduttore. La prima è costituita dal cosiddetto “design”. Cioè: viene progettata la complicatissima architettura del chip. La seconda, invece, è la costruzione del microprocessore sul wafer di silicio (“wafer fabrication”). Infine (terzo passo) ci sono i test di funzionamento e l’assamblaggio del microprocessore. Ebbene: la fotolitografia interviene nella fase intermedia.
Quando la fetta di silicio è pronta, sofisticati macchinari - grazie a particolari fasci di luce - trasferiscono il disegno del circuito attraverso il fotomask (una maschera che contiene il design del medesimo circuito) al wafer stesso. Questo, ricoperto da un materiale sensibile alla luce (il fotoresist), è esposto agli ultravioletti i quali “trasportano” sul fotoresist e, quindi, sul wafer il disegno del circuito. Dopodiché- finita la fotolitografia- inizierà la lavorazione per realizzare, ad esempio, i transistor. Chiaro, quindi, come la multinazionale del Vecchio continente sia posizionata ad un livello cruciale nella catena del valore dei semiconduttori.
Quest’ultimo, a ben vedere, è un settore - considerando solo i macchinari per la “wafer fabrication”- che nel 2022 aveva raggiunto il record di vendite (94 miliardi di dollari). Nel 2023 poi, secondo la società di ricerca Semi, c’è stata una frenata. I ricavi globali sono calati del 3,7%. Rispetto, invece, all’anno in corso il mercato dovrebbe riprendersi (+3%) per, successivamente, accelerare nel 2025 (+18%) anche in scia all’allargamento della base produttiva mondiale.
Il conto economico
Al di là delle singole percentuali, va rimarcato che ASML - facendo leva su leadership di settore e domanda legata all’Intelligenza artificiale - è riuscita lo scorso anno ad andare in controtendenza. I ricavi netti sono arrivati a 27,6 miliardi di euro, in rialzo del 30% rispetto al 2022. Il Gross margin (margine industriale), dal canto suo, si è assestato al 51,3% a fronte del 50,5% di dodici mesi prima. L’ Income from operations, infine, è risultato di 9,042 miliardi rispetto ai 6,5 miliardi dell’anno precedente. In altre parole: il business è aumentato.



