Lettera al risparmiatore

Tamburi, sul tavolo oltre 1 miliardo per gli investimenti

Strategia. Focus sulle società non quotate. La boutique d’affari guarda anche alle imprese con stress finanziario. I rischi dei tassi e della frenata economica

di Vittorio Carlini

Strategia. Focus sulle società non quotate. La boutique d’affari guarda anche alle imprese con stress finanziario. I rischi dei tassi e della frenata economica

6' di lettura

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Puntare a realizzare nuove importanti operazioni. È uno dei propositi di Tamburi investment partners (TIP) a sostegno del proprio business. A ben vedere TIP, nello scorso esercizio, ha concretizzato diverse mosse, sia sul fronte delle dismissioni che su quello degli investimenti. In tal senso, riguardo al secondo aspetto, può ricordarsi che, nei primi nove mesi del 2023, gli impieghi in equity sono stati 108,3 milioni.

Le recenti mosse

Si tratta di esborsi che hanno riguardato, tra le altre cose, lo shopping - nel mondo dell’arredamento e del design - del 50,69% di Investindesign (che, a sua volta, possiede il 46,96% di Italian Design Brand). Oppure: da un lato l’acquisizione - tramite aumento di capitale- del 28,57% di Apoteca Natura (realtà attiva nel settore delle farmacie indipendenti); e, dall’altro, l’incremento - circa 2 milioni- sia dell’investimento in Bending Spoon (settore tecnologia) che della quota in Elica, salita al 21,38%. Rispetto, invece, alle dismissioni c’è stata, ad esempio, la cessione del 3,98% in Azimut/Benetti o di una parte delle azioni in Interpump. Senza dimenticare, peraltro, l’avvio della procedura di valorizzazione della partecipazione in Alpitour.

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NOVE MESI A CONFRONTO

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La strategia

Ciò detto, però, c’è l’impressione che TIP abbia vissuto, complici il contesto di mercato e gli stessi multipli legati ai potenziali deal, un periodo improntato ad una certa cautela. Il tutto in attesa del cambiamento di contesto. Un mutamento che - a detta di TIP - pare concretizzarsi nel 2024.

A fronte di ciò la boutique d’affari, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, è pronta -sempre che si presenti la giusta opportunità sotto il profilo strategico ed industriale - a fare le proprie mosse. Anche importanti. Un esempio? Realizzare, con il coinvolgimento dei “club deal”, un investimento fino a 300 milioni per una quota significativa in una singola realtà. Insomma: la volontà di crescere, ed articolare ulteriormente il portafoglio, è chiara.

Un focus è sulle partecipazioni delle società non quotate. Il maggiore sforzo riguardo alle aziende che non hanno i titoli scambiati in Borsa - va detto - non è di oggi. Tra il 2015 e il 2022 il gruppo ha direttamente investito circa 1,561 miliardi. Di questi: ben 917 milioni sono stati indirizzati proprio sulle cosiddette private company. L’obiettivo è proseguire lungo questa strada . Anche perché se tutti gli asset in cui TIP è investita fossero scambiati in un mercato, il risparmiatore potrebbe direttamente esporsi ai diversi titoli senza acquisire le azioni di TIP. Il che, evidentemente, è un fatto che si vuole evitare.

LA DINAMICA DELL’EQUITY

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Tesoretti e settori

Già, che si vuole evitare. Ma quale la disponibilità finanziaria della boutique d’affari per realizzare le operazioni? In linea di massima, considerando la potenza di fuoco degli stessi “club deal”, il tesoretto a disposizione di TIP, attualmente, si aggira intorno a 1,1 miliardi di euro. Finanze le quali possono essere indirizzate verso i potenziali target.

In primis, al di là dei settori, TIP mette al centro dei suoi criteri di scelta - unitamente alla validità della strategia aziendale e del business - la figura dell’imprenditore/manager della realtà acquisenda. Non solo. Riguardo ai comparti, l’interesse è su aree quali il manifatturiero, la meccanica o l’elettro-meccanica. Sempre, però, che le società in oggetto possiedano tecnologie, brevetti e prodotti che ne facciano un leader con ambizioni di crescita superiore al mercato di riferimento. Infine- va sottolineato - varie risorse sono mantenute a disposizione delle singole partecipate per sostenere eventuali operazioni straordinarie sinergiche (cosiddetti “add on”).

LA STORIA DEGLI INVESTIMENTI

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Le società distressed

Fin qua alcune suggestioni su potenziali target e realtà non quotate. Sennonché un’attenzione è sulle stesse aziende sottoposte a stress finanziario. Qui, al fine di comprendere la concreta strategia, è utile ricordare l’oggetto sociale di TIP. Questo è un gruppo indipendente che, al di là dell’attività di consulenza, investe, direttamente e tramite club deal (accordi tra imprenditori privati), in quote di minoranza di società quotate e non. L’orizzonte temporale dell’investimento è di medio-lungo periodo e la strategia, in linea di massima, è affiancare imprenditore e/o manager della realtà partecipata, sostenendoli attivamente (ad esempio riguardo all’M&A) nel progetto di crescita ed espansione. Con riferimento alle dimensioni dell’investimento, o alla tipologia del target, il gruppo sfrutta diversi veicoli societari. Così, oltre alla stessa TIP, può ricordarsi che, per le start up nel digitale e nell’innovazione, c’è StarTIP; rispetto, invece, a target con più di 200 milioni di ricavi e un equity per l’operazione oltre 70 milioni, è previsto l’intervento di Asset Italia (di cui TIP ha più del 20%). Non solo. Dalla fine del 2020 è stata costituita Itaca Equity (TIP ha la quota del 16,6%). Ebbene: quest’ultima è proprio la società - attiva in operazioni con realtà in difficoltà finanziarie - di cui è prevista accelerare l’operatività. L’epoca delle moratorie e delle garanzie pubbliche, che hanno tolto rischi alle banche - viene spiegato da TIP - è finita. Dal che i dossier per Itaca certamente aumenteranno.

IL CRUSCOTTO DEL TITOLO

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Problemi di prezzo

Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore esprime una preoccupazione. Gli alti prezzi dei deal rischiano di frenare la realizzazione di importanti operazioni. Si tratta di una condizione, è il timore, che può limitare l’espansione di TIP. La boutique d’affari, invitando ad un’analisi più articolata, non condivide la valutazione. Il gruppo sottolinea che, via via, i multipli delle operazioni stanno calando. Secondo Pitchbook, a livello globale, il rapporto tra Enterprise value ed Ebitda dei deal era 13,3 volte nel 2021. Poi l’indicatore è calato a 12,5 nel 2022 per, lo scorso anno, assestarsi a 10,9 volte. Di più. Il rialzo dei tassi, dice sempre TIP, ha ridotto il margine d’azione dei private equity, e quindi, la loro concorrenza. Di conseguenza, conclude il gruppo indipendente, lo spazio per concretizzare un’importante operatività esiste.

La frenata economica

Ma non è solo questione di prezzi e quotazioni. La Bce, di recente, ha lanciato l’allarme sulla sostenibilità finanziaria delle imprese in Europa, e nella stessa Italia, a fronte del contesto macro e di mercato (alti tassi e rallentamento dell’economia). Una situazione che, attraverso le partecipate in portafoglio, potrebbe riverberarsi anche su TIP. La boutique d’affari rigetta il timore. In effetti - ammette il gruppo - troppe imprese sono fragili - anche nel Belpaese - a causa dei tassi alti, che peraltro scenderanno non molto e gradualmente. Ciò detto però, la società dapprima rimarca che le aziende in portafoglio sono poco indebitate: quasi tutte hanno il debito netto inferiore a due volte l’Ebitda. Inoltre- viene sottolineato- si tratta di gruppi forti industrialmente e leader nel loro comparto. Di conseguenza, TIP non vede un particolare problema sul tema. Al di là di ciò, tuttavia, può ulteriormente obiettarsi che la volontà di esporsi maggiormente a realtà “distressed”, soprattutto nell’attuale contesto, può rendere più rischiosa l’attività stessa del gruppo. TIP, pure conscia della situazione, di nuovo rigetta il timore. In primis perché, è l’indicazione, rispetto al passato - su una disponibilità di circa 600 milioni - gli impieghi di Itaca Equity finora sono limitati a 37 milioni. In altre parole: la quota di investimenti, effettuata in un contesto di tassi più favorevole, è molto limitata. Poi perché, riguardo alle prospettive future, il gruppo rivendica la propria abilità, da una parte, nel selezionare i giusti target; e, dall’altra, nel contribuire a farli crescere od uscire da situazioni finanziarie complesse.

La dinamica del Nav

Infine: il rapporto tra titolo e Nav. Il titolo di TIP, al 13 febbraio scorso, quotava a sconto di circa il 35% rispetto al valore intrinseco del portafoglio (13,9 euro) calcolato dalla medesima società. Si tratta di una percentuale elevata, che fa storcere il naso. Il gruppo, su questo fronte, non condivide l’eccessiva sottovalutazione del titolo voluta dal mercato. Ciò detto, TIP rimarca che il mercato stesso - non di rado - si muove seguendo le mode. Così, nel 2023, in Borsa sono state premiate banche e le big tech (anche in scia alla narrazione sull’intelligenza artificiale). Negativo, invece, il consuntivo delle mid cap. Quelle medie capitalizzazioni (di cui TIP è parte, ndr) che però, come indicano diverse banche d’affari, verranno - conclude TIP - riscoperte nel 2024.

Focus

Utile netto
Al 30/9/2023 l’utile netto di TIP si è assestato a quota 73,641 milioni (erano stati 122,7 un anno prima). Il confronto, però, non è significativo poiché il risultato netto è effetto anche di singole operazioni sul portafoglio.

Per approfondire

L’andamento del titolo

Analisi tecnica

Finlabo

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