All’assemblea Juventus

Andrea Agnelli lascia i cda di Exor e Stellantis. «Il futuro una pagina bianca»

L’annuncio all’assemblea Juventus. Dopo il colpo di scena è arrivato il via libera dell’assemblea dei soci della Juventus alla nuova governance del club

di Marigia Mangano

Juventus, ecco il nuovo CdA

3' di lettura

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«Faccio un passo indietro, lascerò il consiglio di tutte le società quotate. È una mia decisione personale, che ho preso d'accordo con John, con cui il rapporto rimane strettissimo, AjaY Banga e Tavares. È la mia volontà di affrontare il futuro come una pagina bianca». Andrea Agnelli sceglie il palcoscenico dell'assemblea della Juventus, quella che ha sancito la chiusura della decennale presidenza del club, per comunicare ufficialmente le sue dimissioni dal consiglio di amministrazione di Stellantis e di Exor, la holding controllata dalla dinastia torinese.

Una decisione “personale”, spiega il figlio di Umberto Agnelli, che risponde all'esigenza di chiudere un capitolo significativo: «Avendo chiuso una parte così importante della mia vita, la mia volontà è, al termine di questa assemblea, di voltare pagina per poter ripartire con entusiasmo e passione, naturalmente dopo qualche giorno di vacanza. Con le assemblee delle società quotate, a cui partecipo come consigliere, farò un passo indietro. È stata una mia richiesta, è la mia volontà dopo un periodo così intenso, di poter affrontare il futuro come una pagina bianca, libera e forte. Il passo indietro dalle società quotate è indispensabile per avere una libertà di pensiero, una libertà intellettuale che altrimenti non avrei».

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Doppio interrogativo

La decisione dell'ex presidente della Juve di abbandonare tutte le cariche ricoperte nell'impero costruito dalla famiglia Agnelli apre così diverse questioni e relativi interrogativi. Il primo, già sollevato subito dopo la traumatica vicenda giudiziaria che ha travolto la juve, è se questa separazione che si è consumata nell'universo Exor possa essere considerata definitiva e come tale propedeutica alla liquidazione della quota che Andrea Agnelli detiene della Giovanni Agnelli Bv, a cui fa capo il controllo della stessa Exor.

Il secondo interrogativo coinvolge invece direttamente l'organigramma studiato da John per le partecipate di riferimento: la scelta di inserire direttamente rappresenti della famiglia in alcune caselle chiave sarà mantenuta oppure riconsiderata? In proposito indiscrezioni di mercato riferiscono che la posizione di Andrea Agnelli in Exor sarà occupata da Tiberio Brandolini D'Adda, mentre in Stellantis entrerà Benoît Ribadeau-Dumas.

Ecco il nuovo cda della Juventus

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Sul tema di un possibile divorzio societario del ramo dell'ex presidente della Juve si possono ipotizzare diversi scenari. Va fatta però una premessa: l'uscita di Andrea Agnelli da Stellantis ed Exor non sarà accompagnata, al momento, dalle dimissioni dal consiglio di amministrazione della Giovanni Agnelli B.V., dove continuerà a mantenere la carica di consigliere. Dunque allo stato attuale non ci sono segnali in tal senso. L'impressione, tuttavia, negli ambienti finanziari è che l'uscita da tutte le caselle chiave dell'impero Exor segni l'avvio di un processo di medio lungo periodo nel corso del quale la quota del ramo di Andrea potrebbe essere quantomeno ridimensionata.

La porta di accesso all'impero della dinastia

La Giovanni Agnelli Bv rappresenta la porta di accesso all'impero della dinastia, detenendo il 52% del capitale di Exor e tramite il meccanismo di voto multiplo diritti di voto fino all'86%. La posizione del ramo di Andrea nel libro soci della Bv è stata storicamente compresa tra i soci forti della capogruppo. Oggi è il terzo socio dietro la Dicembre di John Elkann (38%) e il ramo di Maria Sole (12,32%).

Un ruolo societario che è stata accompagnato da un percorso all'interno del gruppo di riferimento. Il debutto sulla scena per Andrea è avvenuto subito dopo la nomina di John Elkann al vertice della Giovanni Agnelli & C Sapaz. Un passaggio poi sfociato nel 2010 con la nomina a ruolo di accomandatario nella vecchia Giovanni Agnelli & C Sapaz.

Il passo successivo, è stato diventare presidente del club bianconero, nel 2010. Un impegno a tempo pieno nel corso del quale è entrato anche nel board di Exor e dopo essere stato consigliere di Fiat, poi diventata Fca, era l'unico esponente della dinastia che siedeva insieme a John Elkann nel board Stellantis.

L’ipotesi del divorzio societario

L'intenzione, come sottolineato dallo stesso Andrea Agnelli, è però quella di cambiare pagina e dunque probabilmente avviare nuove iniziative fuori dal perimetro della Giovanni Agnelli Bv. Da qui l'ipotesi, spesso sussurrata negli ambienti finanziari, che al divorzio “professionale” possa far seguito quello societario. Che come riportato da Il Sole24 Ore dello scorso 7 gennaio potrebbe valere più di 900 milioni, diviso equamente tra Andrea e la sorella Anna Agnelli.


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  • Marigia Mangano

    Marigia Manganoinviato

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Finanza, automotive, tlc, holding di famiglia, banche e assicurazioni

    Premi: Premio internazionale Amici di Milano per i giovani, 2007, categoria giornalista

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