Juventus, che succede adesso in Exor tra John Elkann e Andrea Agnelli
La Giovanni Agnelli Bv oggi vale 7,8 miliardi e l’11,8% del ramo di Andrea 924 milioni. I possibili nuovi ruoli e l’alternativa della liquidazione
di Marigia Mangano
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«Mi emoziono perfino quando leggo in qualche titolo di giornale la lettera J. Penso subito alla Juve». Nella vita di Gianni Agnelli la passione per la Juventus era diventata quasi un’ossessione, al punto che nel corso degli anni i colori della squadra si sono pian piano identificati nello stemma di una dinastia. Risulta difficile immaginare la Juve senza gli Agnelli. E viceversa. Un legame inscindibile che non ammette eccezioni e che John Elkann, a distanza di 20 anni esatti dalla scomparsa dell’Avvocato, ha ben presente. Si comprende così molto bene perché il terremoto che ha travolto la Vecchia Signora poco prima di Natale e l’uscita di scena improvvisa di Andrea Agnelli dopo 12 anni alla presidenza della Continassa, vada oltre il fatto giudiziario. È una questione di famiglia, di equilibri interni, di immagine, di relazioni che dovranno essere sanate e ricomposte. Così avrebbe fatto l’Avvocato e così dovrà fare John.
Negli ambienti vicini alla famiglia si definisce il clima tra Andrea e John disteso e collaborativo. Nessuno strappo, si racconta, né evidenze che il destino dei due cugini possa separarsi. Eppure la storia della holding insegna che spesso e volentieri alle posizioni di forza nell’assetto proprietario hanno fatto da contraltare ruoli di responsabilità nell’impero della famiglia torinese che oggi fa capo a Exor. Un organigramma retto da equilibri assai delicati, come spesso accade nelle dinastie numerose, che fa sorgere più di un interrogativo: terminata in modo traumatico la lunga esperienza in casa Juve, quale sarà la casella che andrà ad occupare Andrea nell’impero Exor di cui - insieme alla sorella - è il terzo azionista? E se non si trovassero soluzioni condivise, cosa succederebbe se il figlio di Umberto decidesse di uscire dalla società di famiglia per finanziare attività personali? Quanto varrebbe la sua quota nella holding olandese?
Andrea terzo socio della Bv
Per ricostruirlo, bisogna partire dagli assetti azionari della società di famiglia, la Giovanni Agnelli Bv. Oggi la vecchia Sapaz della dinastia, traslocata in Olanda quattro anni fa, vede la Dicembre, la società che fa capo agli eredi di Giovanni Agnelli e controllata da John Elkann, ferma al 38% del capitale, la stessa quota di un anno fa, ma più alta rispetto al 36% di fine 2016. Nello stesso tempo, però, nel giro di dodici mesi si è assistito a un consolidamento del ramo di Maria Sole, con il risultato che lo stesso è diventato il secondo azionista della holding, posizione un anno fa occupata dal ramo di Andrea Agnelli. Con gli ultimi acquisti il pacchetto del ramo di Maria Sole è cresciuto dall’11,63% dello scorso anno all’attuale 12,32%. Gli eredi di Umberto Agnelli, ovvero il ramo di Andrea, sono invece rimasti fermi all’11,85%, scendendo dunque automaticamente di un gradino nella scala della Bv.
Pochi gli aggiustamenti del resto della dinastia. È rimasto fermo anche il peso del ramo di Giovanni Nasi, e dunque di Alessandro Nasi, che oggi può contare sull’8,75% della società della famiglia Agnelli, quota che ne fa il quarto azionista.
Da Exor alla Juve
La posizione del ramo di Andrea nel libro soci della Bv, storicamente sul podio dei soci forti della capogruppo di famiglia, è stato accompagnato negli anni da un percorso all’interno dell’impero della famiglia torinese. Il debutto sulla scena del gruppo Exor-Fiat per Andrea è avvenuto subito dopo la nomina di John Elkann al vertice della Giovanni Agnelli & C Sapaz. Un passaggio poi sfociato nel 2010 con la nomina a ruolo di accomandatario nella vecchia Giovanni Agnelli & C Sapaz. Il passo successivo è stata l’attribuzione di cariche operative di governo societario in alcune aziende dell’impero di famiglia. L’unico erede a portare il cognome degli Agnelli, diplomato a Oxford, bocconiano e tifosissimo della Juventus, è diventato quasi in contemporanea con l’ingresso nella Sapaz presidente del club bianconero, nel 2010. Un ruolo che lo ha occupato a tempo pieno diventando l’unico interlocutore della famiglia sul terreno calcistico. Nel corso della sua presidenza Andrea ha mantenuto altre due cariche di prestigio, tuttora stabili: è presente nel board di Exor e dopo essere stato consigliere di Fiat, poi diventata Fca, è oggi l’unico esponente della dinastia che siede insieme a John Elkann nel board di Stellantis. Un pacchetto di cariche che a questo punto potrebbe evidentemente dover fare i conti con i procedimenti giudiziari in corso.


