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A Parigi giù Vivendi zavorrata dal crollo di Universal ad Amsterdam

L'etichetta sconta il rallentamento dei ricavi da streaming che, secondo gli analisti di Citi, «mina» le credenziali difensive delle azioni Umg

di Paolo Paronetto

 REUTERS/Gonzalo Fuentes/File Photo

1' di lettura

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Mattinata da dimenticare perVivendi alla Borsa di Parigi, in attesa della pubblicazione dei conti trimestrali a mercato chiuso, zavorrati dal crollo di Universal Music Group ad Amsterdam. Vivendi, già controllante di Umg, in occasione della quotazione dell'etichetta discografica ha distribuito il 60% del capitale ai suoi azionisti, mantenendo una partecipazione del 10%. Alla vigilia Umg, che rappresenta artisti come Taylor Swift, Bts e Drake, ha annunciato risultati di bilancio migliori delle previsioni nel secondo trimestre, ma ha registrato un rallentamento nei segmenti abbonamenti e streaming. Un trend che, secondo gli analisti di Citi, «mina» le credenziali "difensive" delle azioni Umg.

Universal ha reso noto che i ricavi da abbonamenti sono cresciuti del 6,9% nel secondo trimestre a fronte del +11% previsto dal mercato. I ricavi da streaming, d'altra parte, sono scesi a causa di «un rallentamento della crescita di piattaforme partner chiave come di mancanze da parte di altre piattaforme in merito alle tempistiche di rinnovo degli accordi». Umg da tempo spinge perché le piattaforme compensino adeguatamente gli artisti e ha invocato un nuovo modello per le royalty dello streaming.

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