A Francoforte scivola Bayer, pesano divisioni Corte Suprema Usa su «affaire» glifosato
Deve decidere se, in merito agli avvertimenti sui rischi associati agli erbicidi, la legge federale Usa prevalga su quella dei singoli Stati, come sostiene l'azienda
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bayer penalizzata alla Borsa Francoforte, dopo la seduta della Corte Suprema Usa che ha esaminato l'appello del gruppo relativo al contenzioso multimiliardario sull’erbicida Roundup. Dall'udienza che si è tenuta lunedì sono emerse divergenze di opinioni tra i giudici. Il titolo è arrivato a cedere quasi tre punti, scivolando fino a 35,89 euro nelle fasi di apertura. Nella sostanza la Corte deve decidere se, in merito agli avvertimenti sui rischi associati agli erbicidi, la legge federale Usa prevalga su quella dei singoli Stati, come sostiene l'azienda.
Bayer spera che una sentenza favorevole permetta di archiviare gran parte del costoso dossier. Nello specifico, i giudici stanno esaminando l’appello di Bayer contro una sentenza del Missouri che ha condannato la società al pagamento di 1,25 milioni di dollari al querelante John Durnell, basandosi sulla normativa di quello Stato. Durnell sostiene di aver sviluppato un linfoma non Hodgkin dopo anni di esposizione al Roundup, l'erbicida a base di glifosato di Bayer.
Al centro della controversia c'è la legge federale Fifra che disciplina la vendita e l'etichettatura dei pesticidi. Bayer sottolinea che l'Epa (l’Agenzia per la Protezione Ambientale) ha ripetutamente concluso che il glifosato non è cancerogeno e ha approvato le etichette dei prodotti senza avvertenze specifiche. L'avvocato del colosso agrochimico e farmaceutico Paul Clement ha sostenuto che la legge federale dovrebbe prevalere sulle rivendicazioni basate sulla legislazione statale. "Una giuria del Missouri ha imposto un'avvertenza sul rischio di cancro che l'Epa non richiede", ha dichiarato Clement alla Corte Suprema. Tuttavia, i nove giudici hanno espresso opinioni divergenti durante l'udienza.
Il giudice conservatore Neil Gorsuch si è interrogato sulle ragioni per cui delle querele a livello statale debbano essere necessariamente in contraddizione con la legge federale. Il presidente della Corte John Robert ha sottolineato che gli Stati devono avere la possibilità di reagire a nuovi potenziali rischi mentre le autorità federali proseguono le indagini. "Se 50 Stati diversi agiscono in modo indipendente, l'Iowa afferma che potrebbe causare il cancro, la California che lo causa sicuramente e un altro Stato che afferma il contrario, obbligandoti a riportare tutte le informazioni sull'etichetta, questo mina completamente l'uniformità delle etichette", ha per contro dichiarato l'avvocato del Dipartimento di Giustizia, Sarah Harris.
Anche i giudici Brett Kavanaugh ed Elena Kagan hanno espresso preoccupazione per la frammentazione normativa. Bayer ha dichiarato di accogliere con favore l'attenta valutazione da parte della Corte della questione dell'uniformità normativa e della supremazia della legge federale. La Corte si pronuncerà entro la fine di giugno. Una sentenza favorevole a Bayer potrebbe segnare una svolta nell'ondata di contenziosi ereditata nel 2018 con l'acquisizione di Monsanto per 63 miliardi di dollari. L'amministratore delegato di Bayer, Bill Anderson, si è posto l'obiettivo di ridurre significativamente queste cause entro la fine del 2026. A febbraio, Bayer ha anche avviato un nuovo accordo transattivo globale del valore massimo di 7,25 miliardi di dollari per risolvere decine di migliaia di controversie, sia attuali che future.


