Bayer strappa a Francoforte: la Corte Suprema Usa farà chiarezza sul caso glifosato
Secondo gli operatori questo rafforza la speranza di un verdetto che sancisca la prevalenza della legge federale Usa in materia di avvertenze sulla vendita di erbicidi rispetto alle legislazioni dei singoli Stati.
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(Il Sole 24 Ore Radiocor)-Bayer svetta alla Borsa di Francoforte, dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha accettato di esaminare un contenzioso sull’erbicida Roundup con una decisione prevista entro giugno, che dovrebbe fare infine chiarezza sull’annosa questione. Secondo gli operatori questo rafforza la speranza di un verdetto che sancisca la prevalenza della legge federale Usa in materia di avvertenze sulla vendita di erbicidi rispetto alle legislazioni dei singoli Stati. Venerdì scorso,16 gennaio, dopo la chiusura della seduta, Bayer ha reso noto che “la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annunciato che esaminerà il caso Durnell Roundup”, accettando un’istanza presentata alla Corte da Monsanto nell'aprile 2025 al “fine di affrontare la disparità di competenza tra le corti distrettuali sull'applicazione della prevalenza federale, una questione trasversale nel contenzioso Roundup”. L’erbicida a base di glifosato è stato accusato di essere cancerogeno e Bayer è stata citata in giudizio davanti a vari tribunali statali Usa in migliaia di cause in quanto non avrebbe avvertito di tale rischio, per altro contestato da Bayer. L'azienda prevede una decisione sul merito durante la sessione della Corte del 2026, che si concluderà a giugno, precisa un comunicato.
«La decisione della Corte Suprema di esaminare il caso è una buona notizia per gli agricoltori statunitensi, che necessitano di chiarezza normativa», ha dichiarato Bill Anderson, il ceo di Bayer, citato in un comunicato. «È anche un passo importante nella nostra strategia su più fronti per contenere significativamente questo contenzioso. È ora che il sistema legale statunitense stabilisca che le aziende non debbano essere punite dalle leggi statali per aver rispettato i requisiti federali sulle etichette di avvertenza», ha aggiunto il ceo. Bayer sottolinea inoltre che «tutti i principali enti regolatori a livello mondiale hanno concluso che gli erbicidi a base di glifosato possono essere utilizzati in sicurezza». La Corte Suprema aveva in precedenza richiesto il parere del Procuratore Generale, che a dicembre aveva presentato una memoria per conto del governo degli Stati Uniti, concordando con l'azienda sul fatto che «la Corte avrebbe dovuto esaminare il caso, risolvere la questione della disparità di giudizio e pronunciarsi a favore della società», aggiunge il comunicato.
Come indica Bayer, il Procuratore Generale John Sauer ha sostenuto che confermare la sentenza Durnell avrebbe permesso alle giurie di ignorare le decisioni scientifiche espresse dall'Epa statunitense (l’agenzia Usa per la protezione dell’ambiente, ndr) in merito alla sicurezza del glifosato e ha messo in guardia dalle conseguenze di una conferma della sentenza Durnell, citando una precedente sentenza della Corte Suprema. In quel caso, «l'Epa ha specificato le avvertenze sanitarie che dovrebbero apparire sull'etichetta di un particolare pesticida e un produttore non dovrebbe essere soggetto a diversi regimi di etichettatura che prescrivono requisiti diversi». Nell'ottobre 2023, il caso Durnell è stato giudicato dalla Corte Circondariale del Missouri della città di St. Louis e la giuria ha emesso un verdetto favorevole all'attore su una delle tre richieste. La giuria ha stabilito che l'azienda non aveva avvertito del rischio del prodotto, concedendo 1,25 milioni di dollari di risarcimento. Bayer ha presentato ricorso contro il verdetto nell'agosto 2024 ma la Corte d'Appello del Missouri ha confermato la sentenza nel febbraio 2025. Monsanto aveva allora presentato un’istanza che ha portato il caso davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Il rinvio alla Corte rafforza le prospettive di una sentenza definitiva nella lunga battaglia legale sull’erbicida, notano gli analisti. Un verdetto del genere sarebbe un precedente per circa 67.000 altri casi, inclusi nell'accantonamento da 6,5 miliardi di euro annunciato nell'ultimo rapporto trimestrale di Bayer, hanno scritto gli esperti di Jefferies. Gli esperti di JPMorgan hanno mantenuto la raccomandazione "Overweight" sulle azioni Bayer, con un obiettivo di prezzo di 50 euro, rilevando che la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di accettare di esaminare il caso "Durnell" relativo al glifosato rappresenta un altro passo importante verso la risoluzione del contenzioso relativo a questo erbicida e che le azioni Bayer potrebbero salire di circa il 5% grazie alla prospettiva di una riduzione degli accantonamenti. La controversia sul glifosato ha gravato pesantemente su Bayer sin dall'acquisizione dell'azienda agrochimica americana Monsanto nel 2018. I procedimenti legali relativi ai presunti rischi cancerogeni sono già costati diversi miliardi di euro e hanno avuto un impatto significativo sul prezzo delle azioni.

