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A Francoforte l'aumento dei dazi Usa pesa sull'automotive, giù Bmw e Continental

La Germania appare come il bersaglio principale della nuova offensiva di Trump che ha annunciato l'intenzione di aumentare le tariffe su auto e camion al 25%

di Giuliana Licini

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Automotive in retromarcia alla Borsa di Francoforte, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l'intenzione di aumentare al 25% i dazi doganali su auto e camion provenienti dall'Unione Europea. Così, sono in calo Mercedes-Benz, Bmw, Volkswagen e Porsche Ag. Nettamente penalizzato poi il produttore di pneumatici Continental, che è il fanalino di coda dell'indice Dax e anche dello Stoxx Europe 600.

Sfuggono alle invettive Usa, per contro, le altre case automobilistiche europee come Stellantis e Renault. Sebbene la nuova offensiva di Trump sia rivolta all'Unione Europea, la Germania appare in realtà come il bersaglio principale, come sottolinea il direttore del Car (Center Automotive Research), Ferdinand Dudenhöffer. «Dato che le esportazioni di produttori stranieri verso gli Stati Uniti sono trascurabili, le nuove minacce tariffarie di Trump possono essere interpretate anche come l'inizio di una guerra economica contro la Germania», ha sottolineato l’esperto. In effetti l’aumento dei dazi arriva in un momento di forte tensione tra Washington e il Governo tedesco, dopo le critiche del cancelliere Merz per la guerra contro l’Iran, tanto che Trump ha anche dichiarato l’intenzione di ridurre la presenza militare Usa in Germania.

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Il presidente statunitnese ha annunciato venerdì che avrebbe aumentato i dazi doganali su auto e camion provenienti dalla Ue al 25% dal 15% concordato in precedenza già questa settimana, citando l'inadempienza di Bruxelles rispetto all'accordo commerciale raggiunto la scorsa estate. A fine marzo, il Parlamento europeo ha approvato il testo relativo alla procedura per l'attuazione della parte europea dell'accordo, ma i rappresentanti del Parlamento e dei governi Ue devono ancora negoziare i testi definitivi prima della votazione finale, la cui data non è ancora stata stabilita. Secondo l’Istituto di Kiel per l'economia mondiale (IfW) l'aumento dei dazi sul settore automobilistico potrebbe costare alla Germania quasi 15 miliardi di euro in termini di produzione complessiva. Per il Car i dazi del 25% potrebbero imporre un onere annuo aggiuntivo di circa 2,5 miliardi di euro alla produzione automobilistica tedesca.

I costi eccezionali non ricadrebbero peraltro interamente sui produttori, che «cercheremo di trasferire parte dei dazi sugli acquirenti americani attraverso aumenti di prezzo». Inoltre secondo il Car l'aumento delle tariffe dovrebbe avere un impatto disomogeneo sulle case automobilistiche. Mercedes e Bmw possiedono importanti stabilimenti produttivi negli Stati Uniti, beneficiando quindi di una certa protezione tariffaria. Gli impianti americani producono Suv, che rappresentano la maggior parte delle loro vendite Oltreoceano. La situazione è diversa per Porsche e Audi. «Questo dovrebbe accelerare i loro piani di costruzione di stabilimenti negli Stati Uniti», ha affermato Dudenhoeffer. Nel complesso, si prevede che i dazi di Trump daranno un ulteriore impulso al trasferimento dell'industria automobilistica fuori dalla Germania.

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