Lettera al risparmiatore

Zignago Vetro, con il riciclo prodotti più sostenibili e calo dei costi operativi

Il gruppo produce e commercializza contenitori in vetro cavo destinati prevalentemente a tre settori: food&beverage, cosmetica e vetri speciali

di Vittorio Carlini

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5' di lettura

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Spingere su riciclo e una produzione sempre più eco-sostenibile ed efficiente. Poi: continuare ad investire nell’innovazione di prodotto. Sono tra le priorità di Zignago Vetro a sostegno del business.

Già, il business. Il gruppo produce e commercializza contenitori in vetro cavo destinati prevalentemente a tre settori. Il primo, quello più importante rispetto ai ricavi, è il Food & Beverage. Vale a dire: bevande e alimenti.

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Appannaggio del secondo settore, la cosmetica e profumeria, sono invece le soluzioni in vetro sfruttate per diversi utilizzi: dai profumi in senso stretto alle creme per il viso fino al make-up e gli smalti. Infine: i vetri speciali. Qui sono ricompresi i contenitori in vetro, fortemente personalizzati e prodotti in piccoli lotti, il quali vengono tipicamente usati per vino, liquori e olio.

Ricerca e sviluppo

Ciò detto una priorità, per l’appunto, è l’innovazione di prodotto. Il gruppo, in media, investe circa il 2% dei ricavi l’anno in ricerca e sviluppo. Tra i vari focus su questo fronte c’è quello di realizzare (in velocità, per rispondere all’evoluzione della domanda) nuove forme estetiche ed ergonomiche dei contenitori cavi. Non solo. Quest’ultimi diventano, in generale, sempre più leggeri. Una caratteristica la quale, da una parte, è richiesta anche, e soprattutto, per ridurre il materiale usato e limitare i costi; e che dall’altra, al fine di garantire le caratteristiche meccaniche dello stesso contenitore cavo, richiede che lo spessore del vetro sia uniforme in tutte le parti del medesimo. Di qui la spinta sull’innovazione dei prodotti e dei processi di produzione.

Il riciclo

Ma non è solo questione di nuovi prodotti. Altra priorità di Zignago Vetro è il focus sull'economia circolare e la sostenibilità del business. In tal senso l’azienda, non da oggi, punta ad un sempre maggiore utilizzo del rottame di vetro. Il riciclo del materiale (il vetro può essere riusato all’infinito), al 30/6/2022, riguarda il 51,2% della produzione totale. In particolare nel vetro colorato la percentuale è dell’85-90%. In quello bianco, invece (dove il riutilizzo del rottame richiede una particolare tecnologia), il dato è inferiore: si assesta intorno al 30%. A fronte di una simile situazione, l’azienda da un lato indica di essere assolutamente in linea con l’obiettivo del 52% di riciclo a fine anno; e, dall’altro, conferma il target, al 2030, del 70% di materiale riutilizzato nell’output complessivo.

La questione energetica

A ben vedere lo sforzo sul fronte dell’economia circolare, oltre che - dice il gruppo - mostrare l’impegno della società nell’ambito della maggiore eco-sostenibilità del business, ha delle motivazioni più prettamente economiche. Così, ad esempio, può ricordarsi che, nel mondo della cosmesi, i consumatori dei clienti di Zignago Vetro (attiva nel Business to Business) sono molto sensibili ai temi ambientali. Quindi il minore impatto ecologico del prodotto ne spinge la domanda.

Non solo. Il riciclo del vetro consente alla stessa società, la cui produzione è altamente energivora, di risparmiare sulla bolletta. L’incremento del 10% del rottame usato per unità di prodotto implica, infatti, la diminuzione di circa il 2,5% dei KiloWatt usati per quell’unità.

Il tema del consumo di energia, peraltro, non è un focus dell’ultima ora. Il gruppo ha investito, ed investe, importanti somme nell’efficienza produttiva anche al fine di limitare i costi in bolletta. Prova ne sia, ad esempio, la recente entrata in funzione del forno numero 14 a Portogruaro, che riduce la quantità di energia per fondere il vetro. O, ancora, l’installazione di impianti fotovoltaici nello stabilimento presso Empoli.

La dinamica dell’inflazione

Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore esprime un timore.
L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, unitamente ai colli di bottiglia sulle filiere globali di approvvigionamento, ha fatto salire le quotazioni delle materie prime e dei prezzi energetici.

Una dinamica inflattiva che, impattando il costo del venduto, incide sulla redditività del gruppo. Zignago Vetro, pure consapevole della situazione, professa fiducia. Dapprima, viene ricordato, la società negli anni ha investito nella struttura produttiva per limitare il peso della bolletta energetica.
Prova ne sia, per l’appunto, proprio il recente avvio del forno numero 14 il quale, ribadisce l’azienda, limita del 30% la quantità di energia necessaria alla fusione del vetro. Non solo. Il gruppo rammenta che i maggiori costi necessariamente vengono traslati sul listino finale. In tal senso Zignago Vetro, nel 2022, ha effettuato due rialzi dei prezzi. Una strategia che consente di limitare l’impatto dell’inflazione.

Ciò detto, però, può ulteriormente farsi un ragionamento sui dati del primo semestre del 2022. Il gruppo, al 30/6/2022, ha riportato ricavi e redditività (ad eccezione dell’Ebit) in rialzo. Il fatturato è salito a 299,6 milioni (+28,6% rispetto allo stesso periodo del 2021) mentre l’Ebitda è arrivato a 64,1 milioni (+3,5%). Ebbene: proprio il rapporto tra Mol e ricavi è risultato del 21,4% contro il 26,6% di un anno prima. Cioè la marginalità è diminuita.

Vero afferma Zignago Vetro che, tuttavia, ribatte: da una parte ci vuole un po’ di tempo perché le misure adottate dispieghino completamente i loro effetti; e dall’altra, nel secondo trimestre del 2022, anche grazie all’efficientamento produttivo, si è assistito all’inizio del recupero di marginalità. Inoltre, dice sempre la società, l’avvio del nuovo forno ha comportato la fermata di un impianto preesistente, condizionando la disponibilità di prodotto nell’ultima parte del semestre.

Infine, viene sottolineato, di recente c’è stato il calo dei prezzi di alcuni fattori di produzione. Quindi, conclude Zignago Vetro, al netto di eventi eccezionali, il gruppo è in grado di gestire l’evolvere della situazione.

IL GRUPPO ZIGNAGO VETRO IN NUMERI

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La dinamica di business

Fin qui alcune considerazioni su innovazione e marginalità. Il risparmiatore, tuttavia, guarda anche alla dinamica del business. Rispetto ad essa, nel settore Food & Beverage, l’azienda indica che la domanda è forte per i contenitori per alimenti e bevande. Così, allo stato attuale e in assenza di eventi eccezionali, il gruppo, a fine del 2022, prevede per l’area in oggetto una crescita a doppia cifra percentuale. Dal cibo e bevande alla Cosmesi e profumeria. Qui, a ben vedere, ci sono due key driver principali.
Il primo è la positiva dinamica della domanda negli Stati Uniti e in Cina. Il secondo, invece, è costituito da fatto che molti clienti nel Vecchio continente accorciano sempre di più la filiera produttiva.
Una condizione che incrementa la domanda dei prodotti delle vetrerie europee, compresa Zignago Vetro. A fronte di un simile contesto la società, per il settore della Cosmetica e profumi, stima, sempre ad oggi e al netto di eventi eccezionali, una crescita, nel 2022, a una doppia cifra percentuale. Infine: i Vetri Speciali. Anche in questo caso l’azienda è, ad oggi e salvo eventi eccezionali, positiva sul futuro. La previsione è dell’incremento dei ricavi a doppia cifra percentuale.

Frenata economica

Sennonché il risparmiatore sottolinea un aspetto. L’inflazione ancora alta, unitamente ai forti venti di recessione, induce incertezza sul consumatore e riduce il suo potere reale d’acquisto. Un contesto che può portare al calo della richiesta di prodotti dei clienti di Zignago Vetro e, quindi, alla frenata del business di quest’ultima. Il gruppo rigetta il timore. Dapprima, è l’indicazione, attualmente non ci sono segnali di contrazione della richiesta di prodotti in vetro in Europa.
Questo anche perché, da un lato, c’è la riduzione della filiera produttiva di diversi clienti; e dall’altro, a causa della tragica guerra in Ucraina, è venuto meno l’export di vetro da quello Stato e dalla Russia. Una situazione, viene spiegato, che aumenta la domanda per i contenitori cavi realizzati da Zignago Vetro.
Al di là di ciò, afferma sempre gruppo, va ricordato che il settore del Food & Beverage è comunque resistente alle crisi. Più volatile, invece, è la Cosmesi e profumeria. In questo caso, tuttavia, Zignago Vetro ricorda la sua flessibilità produttiva, che le consente di velocemente adeguare l’offerta all’evolversi della domanda.

A fronte di un simile contesto, quali, allora le prospettive sull'intero esercizio? Il gruppo stima per la fine del 2022, ad oggi e al netto di eventi eccezionali, una crescita dei ricavi sul 2021 a doppia cifra percentuale.

Per approfondire

L’andamento del titolo

L’analisi tecnica

Finlabo Research

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