Compagnie aere

Wizz Air vuole volare verso gli Stati Uniti dopo il fallimento di Abu Dhabi

Un primo test è stato effettuato con un volo di Stato da Budapest a Washington trasportando il premier ungherese Orban per l’incontro con Trump

di Mara Monti

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La low cost ungherese Wizz Air ci riprova e attraverso la sua divisione britannica ha richiesto l’autorizzazione a volare negli Stati Uniti, mesi dopo il fallimento dei piani della compagnia di espandersi in Medio Oriente e la chiusura della sede e joint venture ad Abu Dhabi.

Wizz Air UK ha presentato una richiesta al Dipartimento dei Trasporti per ottenere un permesso come vettore aereo straniero per operare voli di linea e charter tra i due Paesi, secondo un documento depositato la scorsa settimana e visionato da Bloomberg. Non sono state indicate potenziali destinazioni, sebbene la compagnia aerea abbia dichiarato di voler iniziare i servizi il prima possibile. La richiesta è stata avanzata a pochi mesi dall’avvio del campionato mondiale di calcio della FiFA World Cup.

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Un primo test è già stato condotto lo scorso novembre quando la compagnia ungherese è volata da Budapest a Washington con un Airbus A321XLR, trasportando il primo ministro ungherese Viktor Orban e il suo entourage per incontrare il presidente Trump.

Già nel 2022 la compagnia low cost chiese l’autorizzazione sempre al Dipartimento dei Trasporti americano, ma venne respinta: in quel caso a presentare la richiesta era stata la filiale ungherese di Wizz Air. Ora nel suo ruolo di «Airforce One» del premier ungherese ottenere l’autorizzazione di volare negli Usa potrebbe essere più facile.

Per anni il ceo del vettore Jozsef Varadi aveva escluso una espansione verso gli Stati Uniti, preferendo altre destinazioni come il Middle East fino all’India. Poi il fallimento dell’avventura Medio Orientale a causa delle tensioni geopolitiche che hanno resto difficile effettuare i voli in questa area del mondo, hanno reso poco efficienti i nuovi modelli di aerei dell’Airbus Extra Long Range, tanto che Wizz Air ha deciso di ridurre da 48 a 11 gli A321XLR ordinati: si tratta di aerei a corridoio singolo (narrow-body) progettati per coprire distanze molto lunghe, fino a 8.700 chilometri o circa 10-11 ore di volo, in grado di collegare destinazioni intercontinentali come Europa-USA o Asia, consumando il 30% in meno di carburante rispetto agli aerei della generazione precedente.

Questa categoria di velivoli è già utilizzata da Iberia (vettore di lancio) collegare Madrid agli Stati Uniti e di recente la compagnia indiana low cost Indigo con lo stesso aereo prevede di volare da New Delhi ad Atene. Un aereo di questa categoria era previsto anche a Malpensa, poi cancellato.

Dopo la chiusura di Abu Dhabi, il suo ceo aveva dichiarato che lo sviluppo si sarebbe concentrato sulla crescita del suo mercato principale nell’Europa dell’Est, nel frattempo cercando di risolvere i problemi ai motori Pratt & Whitney montati sui suoi A321neo che dal 2023 l’hanno costretta a mettere a terra parte della sua flotta di 250 aerei composta interamente da Airbus.

Volare verso gli Stati Uniti in questa fase non è facile per le compagnie aeree che stanno faticando a rendere redditizia la rotta del Nord Atlantico per il calo della domanda verso gli Stati Uniti, L’ultimo esempio è ascrivibile al vettore irlandese Aer Lingus del gruppo IAG che ha cancellato la vendita dei biglietti tra Manchester, in Inghilterra, e alcune destinazioni a lungo raggio, tra cui New York, a causa di «un periodo di incertezza sui servizi transatlantici».

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