Lettera al risparmiatore

WIIT mette sul piatto fino a 80 milioni per le acquisizioni

Focus sui data center e ipotesi, nel medio periodo, di razionalizzazione delle società acquisite in Italia. L’impatto dell’incremento dei prezzi energetici

di Vittorio Carlini

5' di lettura

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Proseguire, a fianco dell’espansione per linee interne, l’attività di acquisizione. Poi: investire nel miglioramento, ed aggiornamento, dei data center. Ancora: perseguire nel medio periodo l’obiettivo, seppure ad oggi a livello ancora d’ipotesi, di aggregare le realtà acquisite in Italia alla capogruppo. Sono tra i focus di Wiit a sostegno del business.

Oggetto sociale

Già, il business. La società è un’azienda tecnologica high growth. In Borsa il titolo, quotato all’Euronext, ha corso molto (il P/e prospettico sul 2021, secondo Bloomberg, è al 3/12/2021 di 106,84 e quello su 2022 di 57,6). Il risparmiatore fai-da-te, quindi, deve fare molta attenzione.

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Ciò detto l’oggetto sociale, oltre alla cyber security, è costituito essenzialmente dalla fornitura “chiavi in mano” (cosiddetto “End to end”) di soluzioni in cloud per le applicazioni software critiche delle aziende (dall’e-commerce all’Enterprise resource planning fino al Customer relationship mangement). In altre parole WIIT offre lo spazio nei suoi data center, i macchinari e i “services” per la gestione dell’intero “pacchetto”. Al di là di ciò, poi, il gruppo propone a terzi i suoi servizi It sulle piattaforme di cloud sia pubbliche che ibride. L’attività più rilevante, e su cui WIIT punta con maggiore forza per l’espansione, è comunque quella “End to end”. Un business che ad oggi, è l’indicazione, vale circa l’80% del giro d’affari.

L’accelerazione con l’M&A

Un giro d’affari cui contribuisce, per l’appunto, lo shopping. Lo scorso ottobre WIIT, in Germania, ha perfezionato la sua terza operazione straordinaria. Si tratta dell’acquisto di Release42 cui si riconducono due aziende: Boreus e Gecko. Il valore complessivo dell’operazione, al netto dei consueti meccanismi di aggiustamento del prezzo, è di 77,7 milioni. Si tratta del più recente passo di una strategia che la società intende proseguire. In generale i dossier dei potenziali target riguardano, ad oggi, soprattutto Italia e Germania dove il gruppo è già presente. In futuro la volontà è guardare anche verso Paesi quali Francia, Svizzera o aree come il Nord Europa (ad esempio l’Olanda). Nel mercato domestico, in linea di massima, le aziende oggetto del possibile shopping arrivano fino a circa 10 milioni di ricavi. All’estero, invece, una consuetudine da sottolineare è che, quando l’acquisizione è il tramite per entrare in un nuovo mercato geografico, la realtà acquisenda deve avere dimensioni maggiori. Sono esclusi, infine, i target non redditizi. Cioè: l’azienda non realizza turnaround. Fin qui alcune suggestioni sulle strategie dell’M&A: quale, però, la disponibilità finanziaria a sostegno dello shopping? Il gruppo, considerando il recente aumento di capitale, l’emissione obbligazionaria, la liquidità e le azioni proprie, indica che, senza ulteriore leva, può mettere sul piatto per l’M&A fino a circa 80 milioni. Più in generale, ad esempio nell’ipotesi di un’operazione importante, il rapporto tra Debito netto ed ebitda non deve comunque superare la soglia delle 4 volte.

BILANCI A CONFRONTO

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Il rischio d’esecuzione

Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore: rimarca che un’attività così frequente di M&A incrementa il rischio d’esecuzione. Una condizione che, vista ad esempio l’inferiore marginalità di diverse realtà acquisite rispetto a quella di WIIT, può diluire i margini stessi del gruppo. La società, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, rigetta la considerazione. In primis, viene spiegato, è realizzata una forte selezione dei target e il management di quest’ultimo spesso rimane coinvolto nell’operatività, agevolando così l’integrazione. Inoltre afferma il gruppo, fermo restando il requisito della redditività dell’azienza acquisenda, le operazioni non di rado sono compiute su realtà contraddistinte da una tecnologia più standardizzata rispetto a quella di WIIT. L’obiettivo, dice sempre la società, da un lato è trasferire sui clienti del target acquisito i propri servizi a valore aggiunto; e, dall’altro, conseguire sinergie di costo con i data center. In questo contesto, afferma WIIT, aumentano i margini delle nuove controllate e, con loro, l’Ebitda margin consolidato. Quest’ultimo infatti, conclude la società, è risultato, al 30/9/2021, del 41,1% rispetto 35,7% di un anno prima.

LA STORIA DEI RICAVI

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Capex e data center

Ma non è solo una questione di operazioni straordinarie. Altro focus è l’espansione organica, in particolare lo sviluppo e miglioramento dei data center. In generale WIIT prevede, nel 2021, investimenti capitalizzati organici intorno ai 16 milioni. Di questi 3,5 milioni sono indirizzati alla manutenzione delle infrastrutture. Altri cinque, invece, da un lato sono appannaggio della realizzazione del nuovo data center Tier IV (maggiore livello di efficienza e sicurezza) che la prossima estate entrerà in funzione a Dusseldorf; e, dall’altro, vengono utilizzati per l’ampliamento della struttura (sempre Tier IV) di Milano. I rimanenti 7,5 milioni, infine, sono da ricondursi allo sviluppo, e aggiornamento, dei data center in scia all’acquisizione di nuove commesse. Riguardo invece al 2022? La cifra dei Capex organici è prevista sempre intorno ai 16 milioni. In generale, dopo l’esborso indicato (all’interno del quale non è prevista nessuna ulteriore struttura di livello Tier IV), il tasso di utilizzo dei data center si assesterà intorno al 50%. Vale a dire: il network infrastrutturale che risulterà viene considerato adatto per sostenere gli obiettivi di espansione del business. Una crescita che, tra le altre cose, è vista focalizzarsi, unitamente alla cyber security, nel settore del cloud per le applicazioni critiche. In altre parole: WIIT punta ad espandersi nel suo core business. Sennonché il risparmiatore sottolinea un aspetto. Di recente il costo dell’energia elettrica è salito molto. Si tratta di un andamento che, essendo i data center energivori, crea il rischio di un impatto sulla redditività di WIIT. Il gruppo, pure conscio del tema, professa fiducia. Riguardo al rialzo dei prezzi energetici in Italia, questo, è l’indicazione, nel 2021 sarà controbilanciato dall’incremento del business organico. Rispetto invece, sempre sul 2021, alla dinamica inflazionistica in Germania, questa, è l’indicazione, in parte verrà trasferita sul cliente finale con il pass-trough e, in parte, sarà compensata dalla espansione organica. Diversamente, con riferimento al prossimo anno, il gruppo va ipotizzando una politica di copertura (hedging) a sei mesi.

LA STORIA DELLA MARGINALITÀ

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Il peso dell’estero

Al di là di ciò la società, che nei primi nove del 2021 è stata contraddistinta da ricavi rettificati (+52% rispetto allo stesso periodo del 2020) e redditività netta adjusted (+73,3%) in crescita, punta ad aumentare l’internazionalizzazione del business. Il gruppo, alla fine del 2021, dovrebbe avere, da punto di vista della loro origine geografica, i ricavi pro-forma divisi nel seguente modo: circa il 50% appannaggio dell’Italia e l’altro 50% riconducibile alla Germania. WIIT che, oltreconfine, si concentra (per adesso) sul consolidamento nel mercato tedesco, più in avanti guarderà anche ad altri Stati nel Vecchio Continente (dalla Francia alla Svizzera all’Olanda). L’obiettivo, nel medio periodo, è di arrivare a realizzare un player europeo dove il giro daffari realizzato Italia si assesti al 25-30%.

Un’Italia dove, seppure ad oggi a livello ancora d’ipotesi, l’azienda punta a perseguire un altro importante target. Quello di fondere le molteplici realtà acquisite con la capogruppo. Il tutto in un ottica di razionalizzazione della struttura societaria e ricerca di più ampie sinergie.

La concorrenza

Ciò sottolineato, il risparmiatore volge lo sguardo su di un altro fronte: quello della concorrenza. Nel settore del cloud computing operano dei giganti dell’hi tech, soprattutto statunitensi. Una caratteristica che, è il timore, può essere di ostacolo agli obiettivi di crescita della società. WIIT, invitando ad una più approfondita analisi, non condivide la valutazione. Il gruppo ricorda che il core business riguarda un settore di nicchia a valore aggiunto dove i grandi player globali non sono attivi.

LA POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

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Non solo. L’azienda sottolinea da una parte che, al contrario, la presenza in generale dei big dell’hi tech fa da traino ai suoi servizi che sono complementari a quelli degli stessi grandi conglomerati; e, dall’altra, che il mercato europeo del cloud è sottopenetrato e, di conseguenza, c’è spazio per crescere. A fronte di un simile contesto, quali allora le prospettive di conto economico sul 2021? Il gruppo stima che la crescita organica sia circa dell’11%. Negli esercizi successivi, poi, l’incremento medio annuo dovrebbe assestarsi tra il 7 e 9%. A queste percentuali, conclude il gruppo, deve ovviamente aggiungersi il contribuito delle diverse acquisizioni.

Per approfondire

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