WIIT mette sul piatto fino a 80 milioni per le acquisizioni
Focus sui data center e ipotesi, nel medio periodo, di razionalizzazione delle società acquisite in Italia. L’impatto dell’incremento dei prezzi energetici
di Vittorio Carlini
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I punti chiave
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Proseguire, a fianco dell’espansione per linee interne, l’attività di acquisizione. Poi: investire nel miglioramento, ed aggiornamento, dei data center. Ancora: perseguire nel medio periodo l’obiettivo, seppure ad oggi a livello ancora d’ipotesi, di aggregare le realtà acquisite in Italia alla capogruppo. Sono tra i focus di Wiit a sostegno del business.
Oggetto sociale
Già, il business. La società è un’azienda tecnologica high growth. In Borsa il titolo, quotato all’Euronext, ha corso molto (il P/e prospettico sul 2021, secondo Bloomberg, è al 3/12/2021 di 106,84 e quello su 2022 di 57,6). Il risparmiatore fai-da-te, quindi, deve fare molta attenzione.
Ciò detto l’oggetto sociale, oltre alla cyber security, è costituito essenzialmente dalla fornitura “chiavi in mano” (cosiddetto “End to end”) di soluzioni in cloud per le applicazioni software critiche delle aziende (dall’e-commerce all’Enterprise resource planning fino al Customer relationship mangement). In altre parole WIIT offre lo spazio nei suoi data center, i macchinari e i “services” per la gestione dell’intero “pacchetto”. Al di là di ciò, poi, il gruppo propone a terzi i suoi servizi It sulle piattaforme di cloud sia pubbliche che ibride. L’attività più rilevante, e su cui WIIT punta con maggiore forza per l’espansione, è comunque quella “End to end”. Un business che ad oggi, è l’indicazione, vale circa l’80% del giro d’affari.
L’accelerazione con l’M&A
Un giro d’affari cui contribuisce, per l’appunto, lo shopping. Lo scorso ottobre WIIT, in Germania, ha perfezionato la sua terza operazione straordinaria. Si tratta dell’acquisto di Release42 cui si riconducono due aziende: Boreus e Gecko. Il valore complessivo dell’operazione, al netto dei consueti meccanismi di aggiustamento del prezzo, è di 77,7 milioni. Si tratta del più recente passo di una strategia che la società intende proseguire. In generale i dossier dei potenziali target riguardano, ad oggi, soprattutto Italia e Germania dove il gruppo è già presente. In futuro la volontà è guardare anche verso Paesi quali Francia, Svizzera o aree come il Nord Europa (ad esempio l’Olanda). Nel mercato domestico, in linea di massima, le aziende oggetto del possibile shopping arrivano fino a circa 10 milioni di ricavi. All’estero, invece, una consuetudine da sottolineare è che, quando l’acquisizione è il tramite per entrare in un nuovo mercato geografico, la realtà acquisenda deve avere dimensioni maggiori. Sono esclusi, infine, i target non redditizi. Cioè: l’azienda non realizza turnaround. Fin qui alcune suggestioni sulle strategie dell’M&A: quale, però, la disponibilità finanziaria a sostegno dello shopping? Il gruppo, considerando il recente aumento di capitale, l’emissione obbligazionaria, la liquidità e le azioni proprie, indica che, senza ulteriore leva, può mettere sul piatto per l’M&A fino a circa 80 milioni. Più in generale, ad esempio nell’ipotesi di un’operazione importante, il rapporto tra Debito netto ed ebitda non deve comunque superare la soglia delle 4 volte.
Il rischio d’esecuzione
Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore: rimarca che un’attività così frequente di M&A incrementa il rischio d’esecuzione. Una condizione che, vista ad esempio l’inferiore marginalità di diverse realtà acquisite rispetto a quella di WIIT, può diluire i margini stessi del gruppo. La società, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici, rigetta la considerazione. In primis, viene spiegato, è realizzata una forte selezione dei target e il management di quest’ultimo spesso rimane coinvolto nell’operatività, agevolando così l’integrazione. Inoltre afferma il gruppo, fermo restando il requisito della redditività dell’azienza acquisenda, le operazioni non di rado sono compiute su realtà contraddistinte da una tecnologia più standardizzata rispetto a quella di WIIT. L’obiettivo, dice sempre la società, da un lato è trasferire sui clienti del target acquisito i propri servizi a valore aggiunto; e, dall’altro, conseguire sinergie di costo con i data center. In questo contesto, afferma WIIT, aumentano i margini delle nuove controllate e, con loro, l’Ebitda margin consolidato. Quest’ultimo infatti, conclude la società, è risultato, al 30/9/2021, del 41,1% rispetto 35,7% di un anno prima.


