Lettera al risparmiatore

WIIT, dalle acquisizioni la spinta ad aumentare l’attività internazionale

La società, attiva nel cloud computing, ha l’obiettivo nel medio periodo di generare all’estero fino al 75% dei ricavi. Il nodo del caro energia sui margini

di Vittorio Carlini

5' di lettura

5' di lettura

Da una parte proseguire, unitamente alla crescita organica, nell’attività di M&A, anche per incrementare il giro d’affari oltreconfine. Dall’altra aumentare il business sui data center di proprietà. Sono tra i focus di Wiit a sostegno dell’attività.

Già, l’attività. La società, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, essenzialmente fornisce alle aziende soluzioni in cloud “end to end” (chiavi in mano) per le applicazioni software critiche. In altre parole: WIIT offre lo spazio nei suoi data center, i macchinari e soprattutto i servizi per la gestione dei sistemi il cui malfunzionamento incide sulla continuità aziendale dell’impresa. Al di là di ciò poi, oltre alla cyber security, il gruppo propone a terzi servizi informatici su piattaforme di cloud computing sia pubbliche che ibride.

Loading...

Espansione sui data center

Ebbene: WIIT vuole, per l’appunto, aumentare il business sui data center di proprietà (in larga parte servizi premium). In quest’ottica c’è stato l’incremento degli investimenti per ampliare l’infrastruttura. Nel 2022 i Capex organici dovrebbero assestarsi intorno a quota 31 milioni. Di questi circa 12 milioni sono stati indirizzati verso la realizzazione di due nuovi data center. Così, a breve, le strutture del gruppo saranno diciassette: 14 in Germania e 3 in Italia. Altri 11 milioni, poi, sono legati allo sviluppo, ed aggiornamento, degli stessi data center in scia all’acquisizione di nuove commesse. Insomma: il 2022 è caratterizzato dal forte incremento degli investimenti capitalizzati che riguardano l’infrastruttura. Tanto che i Capex, nel prossimo anno, sono previsti ritornare su livelli più tradizionali (20-22 milioni). Nel momento in cui tutti i data center - di cui 3 Tier IV, cioè con maggiore livello di efficienza e sicurezza - saranno disponibili il loro tasso di utilizzo, in Italia, dovrebbe essere intorno al 40% e in Germania a circa il 50%. Vale a dire: l’infrastruttura è più che adatta a sostenere gli ulteriori obiettivi d’espansione del business. Un incremento il quale, tra le altre cose, è visto focalizzarsi, insieme alla cyber security, nel cloud per le applicazioni critiche (cloud premium).

Sennonché il risparmiatore ricorda che il costo dell’energia è balzato alle stelle. Una dinamica la quale, visto come l’attività dei data center sia energivora, impatta la redditività aziendale. Tanto che nel primo semestre del 2022, contraddistinto da ricavi (+54,6%) e utile netto normalizzato (+41,2%) consolidati in aumento, l’Ebitda margin adjusted è sceso al 36,3% contro il 40,5% dello stesso periodo di un anno prima. WIIT, consapevole del tema e ricordando come il calo dell’Ebitda margin adjusted sia anche dovuto all’M&A finalizzato all’espansione, professa fiducia. In primis, viene ricordato, nel mercato tedesco, area aziendale realmente colpita dal caro-energia, è stato realizzato in febbraio un accordo finalizzato a preservare la marginalità. L’intesa prevede un costo fisso di 20 centesimi a Kilowatt Ora nel 2022 e 2023 e di 11 centesimi del 2024. Riguardo all’anno in corso e al 2023, ricorda la società, i maggiori costi annualizzati legati all’energy sono, quindi, circa 4 milioni. Di questi, intorno a 1,5 milioni l’anno vengono ammortizzati con il pass trough. Altri 0,5 milioni invece - è l’indicazione - lo saranno grazie ad un contributo pubblico, auspicabilmente replicabile nel 2023. Non solo. WIIT rimarca che le maggiori vendite, riducendo il costo unitario marginale, spingeranno la redditività. Così in Germania, secondo il consensus di mercato che l’azienda considera assolutamente realizzabile, l’ Ebitda adjusted a fine anno dovrebbe assestarsi a circa 20 milioni. Cioè, conclude la società, un dato superiore a quello del 2021.

SEMESTRI A CONFRONTO

Loading...

Ciò considerato, però, può ulteriormente obiettarsi che l’inflazione non si esplica solamente a livello di costo del venduto. Altro aspetto che impatta i margini è, ad esempio, quello dell’incremento degli oneri del lavoro. Vero, ammette l’azienda che tuttavia ribatte: da un lato i contratti con la clientela sono in larga parte indicizzati all’inflazione; e, dall’altro, il costo del lavoro vale solo circa il 24% del fatturato. Quindi, dice sempre WIIT, per controbilanciare un aumento ad esempio del 5% degli oneri è sufficiente la crescita dell’1% dei ricavi. Ebbene: dato che la sola indicizzazione permette, in media e a livello di gruppo, di arrivare ad aumentare del 3% il fatturato, la dinamica rialzista, conclude la società, può essere più che controbilanciata. Già, controbilanciata. Tuttavia non può negarsi che, stando alle stime indicate a fine anno dal consensus di mercato (113-114 milioni di ricavi e 41-42 milioni di Mol adjusted) e che WIIT valuta assolutamente realizzabili, l’Ebitda margin normalizzato calcolato sul valore medio delle due forchette risulta del 35,5%. Vale a dire una percentuale inferiore a quella del 2021 che era risultata del 38,3%. Corretto, conferma WIIT che, però, invita ad un analisi più approfondita. Dapprima, è l’indicazione, in un contesto difficile quale l’attuale è importante, al di là del rapporto percentuale tra Mol adjusted e ricavi, il previsto incremento in assoluto dell’Ebitda normalizzato. Inoltre, afferma l’azienda, la diluizione dell’Ebitda margin consegue anche, e soprattutto, alle acquisizioni. Operazioni straordinarie rispetto alle quali è prassi per WIIT recuperare, e migliorare, la marginalità della realtà acquisita.

Internazionalizzazione

Fin qui alcune considerazioni riguardo allo sviluppo del business e alle problematiche legate all’inflazione. Quali, però, le prospettive con riferimento all’espansione oltreconfine? La società, nel medio periodo e al netto della volontà di crescere in valore assoluto in tutti i mercati, conferma l’obiettivo di un peso per l’Italia, sul giro d’affari complessivo, al 25-30%. Ciò significa che l’estero potrebbe arrivare a valere fino al 75% dei ricavi consolidati. Ad oggi (30/6/2022) la Germania è l’unico Stato estero dove è presente l’azienda. Si tratta di una fotografia che, quando dovesse concretizzarsi il target della maggiore internazionalizzazione, è destinata a cambiare? Probabilmente sì, seppure non è detto che ciò necessariamente accada. WIIT attualmente punta a consolidare, ed aumentare, la propria market share nel mercato tedesco (lo Stato più grande in Europa per il private cloud). Così: nell’ipotesi in cui, oltre alla crescita organica, fosse sfruttata con forza in Germania la leva dell’M&A, l’obiettivo di oltre il 70% di ricavi all’estero potrebbe essere raggiunto attraverso la sola presenza nel Paese tedesco. Ciò detto, però, è più probabile che il gruppo persegua il target di medio periodo sull’internazionalizzazione attraverso l’ingresso in un altro Stato. In particolare in un mercato di lingua tedesca. Ad esempio: Austria o la stessa Svizzera tedesca.

LE GEOGRAFIE

Loading...

Operazioni straordinarie

In quest’ultima ipotesi, per l’appunto non immediata, la crescita si concretizzerebbe con le acquisizioni. Il settore del cloud computing, infatti, è troppo dinamico, complesso e competitivo. L’opzione dell’espansione in un nuovo Paese, di conseguenza, può eventualmente realizzarsi con lo shopping di realtà di una certa dimensione (ricavi per almeno 20 milioni). Al di là di ciò, e più in generale, l’M&A si affianca alla crescita per linee interne del gruppo. Il potenziale target è costituto da società medio piccole da 5-15 milioni di ricavi e con una buona redditività. Cioè: sono esclusi i turnaorund. Inoltre si guarda ad aziende che, da una parte, consentano di acquisire nuovi clienti (cui potere offrire, poi, i servizi premium di WIIT); e, dall’altra, vantino un’infrastruttura.

LA POSIZIONE FINANZIARIA NETTA

Loading...

INDICI DI REDDITIVITÀ

Loading...

Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore sottolinea che il frequente numero di operazioni straordinarie, realizzate dal gruppo, aumenta l’execution risk delle medesime. Un fattore il quale può impattare sull’evoluzione del business. La società rigetta il timore. In primis perché, è l’indicazione, c’è una forte selezione a monte e si guarda solo ad aziende con busines model simili a WIIT. Ad esempio: caratterizzate da ricavi ricorsivi i quali offrono visibilità su business. Poi perché, dice sempre il gruppo, è stato messo a punto un team dedicato il quale, nel corso degli anni, ha sviluppato elevate competenze nell’attività d’integrazione. Un atout, viene affermato, che è dimostrato dai risultato storici del gruppo nell’M&A. In tal senso WIIT, rispetto allo shopping di ERPtech conferma sinergie di costo per circa 3 milioni nel 2023. Mentre, riguardo all’ultima acquisizione della tedesca Lansol, le synergies - nel 2024- dovrebbero essere intorno al milione.

Per approfondire

L'andamento del titolo

L'analisi tecnica del titolo

L'analisi di Finlabo research

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti