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Warner Bros, Paramount non molla e lancia un’offerta ostile

Dopo l’accordo con Netflix arriva il colpo di scena: proposta complessiva da 108 miliardi

Gli studi della Warner Bros. a Burbank, California - Ethan Swope/Bloomberg via Getty Images

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È battaglia aperta per Warner Bros. Discovery. Dopo mesi di negoziati e una lunga guerra di offerte che aveva portato il gruppo a scegliere Netflix come partner industriale, Paramount non si arrende e passa all’attacco con un’offerta pubblica ostile interamente in contanti da 30 dollari per azione, per un valore complessivo superiore ai 108 miliardi di dollari. L’operazione, sostenuta anche dalla collaborazione con fondi sovrani mediorientali e con Jared Kushner, genero di Donald Trump, punta apertamente a far fallire l’accordo già raggiunto tra Warner Bros. Discovery e Netflix, riaprendo una partita che sembrava ormai chiusa.

L’operazione, promossa da Paramount insieme a Skydance, riguarda l’acquisizione dell’intero gruppo Warner Bros. Discovery, incluse le attività di studio, streaming e televisione tradizionale. Si tratta della stessa proposta che il board di WBD aveva respinto la scorsa settimana, preferendo l’accordo con Netflix, ritenuto più veloce da chiudere e meno esposto ai rischi antitrust. Paramount ha ora deciso di rivolgersi direttamente agli azionisti, contestando il processo che ha portato alla scelta del gruppo di Los Gatos e sostenendo che l’offerta Netflix non valorizzi pienamente l’intero perimetro industriale di Warner.

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Il finanziamento dell’operazione è assicurato da un ampio consorzio: la famiglia Ellison e il fondo RedBird Capital forniscono il capitale azionario, mentre Bank of America, Citi e Apollo Global Management garantiscono linee di copertura per circa 54 miliardi di dollari. La struttura interamente cash è uno degli elementi centrali della strategia di Paramount, che punta a offrire certezza agli azionisti in un momento in cui il settore dei media resta sotto pressione per debiti elevati, crescita rallentata e margini compressi dalla competizione nello streaming.

La decisione iniziale di Warner Bros. Discovery di preferire Netflix era stata motivata anche dal timore che una fusione con Paramount potesse incontrare ostacoli più rilevanti sul piano regolamentare, soprattutto negli Stati Uniti, dove la concentrazione nel settore dei media è sotto stretta osservazione. La nuova mossa di Paramount riapre dunque uno scenario incerto, che potrebbe tradursi in una fase prolungata di tensione tra management e azionisti e, potenzialmente, in un confronto legale.

Sul dossier è intervenuto anche Donald Trump, aggiungendo una dimensione politica alla partita. L’ex presidente ha dichiarato di guardare con attenzione all’operazione, esprimendo forti riserve sull’ipotesi di un’integrazione tra Netflix e Warner Bros Discovery. Secondo Trump, la nascita di un colosso dello streaming di dimensioni così rilevanti potrebbe porre problemi di concorrenza e concentrare un potere eccessivo nel mercato dei contenuti. Pur riconoscendo la solidità industriale di Netflix, Trump ha lasciato intendere che una decisione di questo tipo dovrebbe essere valutata con grande cautela dalle autorità competenti.

Il caso Warner Bros. Discovery diventa così uno snodo cruciale per il futuro dell’industria dei media globali, chiamata a trovare un equilibrio tra scala industriale, sostenibilità finanziaria e tutela della concorrenza. In gioco non c’è solo il controllo di uno dei più grandi cataloghi di contenuti al mondo, ma anche il modello su cui si costruirà la prossima fase del settore.

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