Automotive

Volkswagen, vendite in calo del 7%: pesa l’effetto Cina. Crollo Porsche

Per il brand sport luxury consegne nel Paese asiatico al livello più basso dell’ultimo decennio

di Alberto Annicchiarico

Il logo della casa automobilistica tedesca Volkswagen nello stabilimento di Osnabrück. REUTERS/Thilo Schmuelgen

4' di lettura

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Le vendite globali del Gruppo Volkswagen sono diminuite del 7,1% nel terzo trimestre a 2,17 milioni (contro 2,3 del’anno scorso), appesantite soprattutto dai cali in Asia (-15% in Cina, -23% nel resto del continente) ed Europa occidentale (-7%), ma anche per le difficoltà sui veicoli elettrici. Soffre particolarmente il marchio Porsche, che ha registrato vendite in Cina al livello più basso dell’ultimo decennio, proseguendo il trend di altre case automobilistiche europee premium come Bmw e Mercedes. Il calo è stato particolarmente netto per l’elettrico di Porsche con il modello Taycan, le cui vendite sono crollate del 47%. La casa di Zuffenhausen ha consegnato in Cina, nel trimestre, 13.279 vetture, -19%. Porsche ha perso il 7% guardando a tutto le motorizzazioni e su scala globale, Audi il 16%, il brand Vw -6,6%. Solo Skoda è positiva: +6%.

La performance per le elettriche e nei primi 9 mesi

Quanto alle vendite del gruppo riguardo ai soli veicoli elettrici sono scese complessivamente del 9,8% nel trimestre, dell’11,9% in Europa (-14% nei primi nove mesi, a testimonianza di una crisi di domanda nel Vecchio continente) e di quasi il 42% negli Stati Uniti, dove peraltro è stato registrato invece un segno più (+6,4%) per tutte le motorizzazioni, come anche in America del Sud. Paradossalmente +5,2% l’elettrico in Cina, ma con 57.500 vetture: troppo poco per impensierire i player locali, in particolare il colosso BYD, che nello stesso periodo è cresciuto complessivamente del 40% grazie alle ibride, ma che comunque ha venduto 443.426 vetture a batteria (+2%). Volkswagen, che per lungo tempo ha dominato le vendite di auto a benzina di fascia alta, ha perso terreno nei confronti dei produttori locali, che hanno preso il sopravvento con modelli innovativi e convenienti.

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Secondo il gruppo di Wolfsburg le prospettive si presentano migliori per il quarto trimestre: «Gli ordini di veicoli elettrici a batteria (Bev) nell’Europa occidentale sono raddoppiati entro la fine di settembre. Il portafoglio ordini è di circa 170mila veicoli e le consegne di nuovi modelli come la Vw ID.7 Tourer, Audi Q6 e-tron e Porsche Macan Electric forniranno ulteriore slancio nel quarto trimestre».

Nei primi nove mesi del 2024 il gruppo tedesco ha consegnato in tutto il mondo 6,52 milioni di veicoli, in calo del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (6,72 milioni di veicoli). La crescita in Nord America (+7%) e Sud America (+15%) è stata compensata dal calo in Europa occidentale (-1%) e in particolare, ancora una volta, in Cina (-10%). Per quanto riguarda i soli veicoli elettrici le consegne sono state pari a 506.500 veicoli consegnati in tutto il mondo, in calo del 4,7% rispetto all’anno precedente (531.500 veicoli). In Cina sono stati consegnati molti più veicoli elettrici nei primi nove mesi dell’anno (148mila, +26,5%, contro 1,2 milioni di BYD), mentre il comparto è in calo negli Stati Uniti (-26%). Il Gruppo Volkswagen rimane leader del mercato delle auto elettriche in Europa nonostante le minori consegne (quota di mercato intorno al 19%).

Moody’s abbassa l’outlook del Gruppo Vw

Sempre debole il titolo del gruppo tedesco, che non ha ancora definito con i sindacati la possibile chiusura di due o più stabilimenti in Germania: le azioni ordinarie hanno perso oltre un punto percentuale a 96,75 euro (-18% da inizio d’anno), a minimi degli ultimi undici anni (maggio 2013).

Moody’s ha confermato i rating di Volkswagen, compreso il rating a lungo termine pari ad A3 e il rating a breve termine Prime-2, ma l’outlook è stato abbassato da stabile a negativo. «Il cambiamento dell’outlook è stato provocato da un indebolimento della performance operativa di Volkswagen, accelerato negli ultimi mesi dal deterioramento del contesto di mercato nel settore automobilistico», spiega l’agenzia di rating.

Secondo Moody’s «le prospettive negative riflettono la difficoltà di invertire l’attuale redditività e flusso di cassa deboli», oltre che le difficoltà «ad attuare i cambiamenti strategici avviati dal management negli ultimi mesi». Moody’s riconosce, infine, «la forte flessibilità finanziaria dell’azienda, inclusa la sua considerevole posizione di liquidità, le dimensioni e la diversificazione, che forniscono una certa protezione in un contesto di mercato più difficile».

L’impatto della Cina

La competizione fortissima ma anche l’indebolimento del sentiment dei consumatori in Cina sta avendo un impatto pesante sull’industria automobilistica tedesca, tanto da aver già indotto Bmw e Mercedes-Benz a lanciare dei profit warning. E giovedì sia la casa bavarese che quella di Stoccarda hanno diffuso dati molto negativi sulle vendite nel Regno di Mezzo tra luglio e settembre, rispettivamente -30% e -13%.

«La situazione competitiva in Cina è particolarmente intensa, e questa è la ragione principale del calo globale delle nostre consegne. Nei prossimi mesi, numerosi nuovi modelli interessanti in tutti i marchi rafforzeranno la nostra posizione di mercato. Tuttavia, è essenziale anche una migliore base di costo, in particolare in Germania, per continuare ad avere successo in questo contesto in futuro», ha dichiarato Marco Schubert, membro del Comitato esecutivo per le vendite del Gruppo Vw.

Secondo i dati della società di consulenza globale Oliver Wyman, tra gennaio e luglio le case cinesi hanno visto aumentare le vendite (sul totale di 14 milioni di veicoli passeggeri) del 20% contro cali del 10,8% delle tedesche (2,6 milioni) e del 25,1% delle americane (1,1 milioni, includono Tesla). Tra le orientali perdono vistosamente le giapponesi (-18,3%, 1,9 milioni) mentre guadagnano le coreane (+11,2%). Totale: i cinesi dominano con una quota complessiva del 63,3% contro il 15,9% del made in Germany.

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