Automotive

Volkswagen verso un taglio del costo del lavoro del 20%

La mossa rientra nel programma per il brand che prevede risparmi fino a 10 miliardi entro il 2026 . Obiettivo: rilanciare competitività e redditività

di Alberto Annicchiarico

Il ceo del marchio Volkswagen, Thomas Schaefer. REUTERS/Sumaya Hisham

3' di lettura

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Volkswagen ha confermato che dovrà tagliare posti di lavoro per risparmiare e migliorare la redditività, nell’ambito della costosa transizione verso l’auto elettrica. Per farlo, sarà necessario sfruttare i programmi di pensionamento anticipato, ha scritto in una nota il direttore delle risorse umane del gruppo, Gunnar Kilian. L’obiettivo è ridurre del 20% il costo del lavoro non legato alla produzione. «Non stiamo parlando di un 20% in meno di personale», ha sottolineato Kilian, senza però indicare il numero di posti di lavoro da tagliare. Sulla stessa linea Thomas Schäfer, ceo del marchio che dà il nome al primo gruppo automobilistico europeo. Titolo in rally: le azioni privilegiate hanno guadagnato il 5,36%; le ordinarie il 3,62. Negli ultimi dodici mesi il calo è stato di oltre il 30 per cento.

«La situazione è molto critica - ha avvertito Schäfer a novembre - i nostri ordini, in particolare per quanto riguarda le auto elettriche, sono inferiori alle aspettative». Ed ha aggiunto che con il quadro attuale il marchio Vw non è competitivo, invitando il potente sindacato interno al gruppo ad accettare le misure necessarie già dal 2024. L’amara medicina prevede anche la riduzione dei cicli di produzione da 50 mesi a 3 anni, la riduzione dei tempi di produzione complessivi e la cancellazione del progetto di un centro di R&D già pianificato da 800 milioni di euro, a Wolfsburg.

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Vw, in effetti, è il brand con i maggiori problemi in fatto di marginalità e che, insieme agli altri marchi cosiddetti volume (Seat soprattutto, gli altri due sono Skoda e Cupra), sarà il più colpito dal grande programma di riorganizzazione presentato al Capital markets day di giugno. Programma che prevede risparmi per 10 miliardi di euro entro il 2026 per rilanciare la redditività: il margine deve crescere dal 3% al 6,5 per cento.

Le premesse si sono viste nei primi stop ai rinnovi di un migliaio di contratti a tempo determinato nella più importante fabbrica di auto elettriche del gruppo in Europa, Zwickau. Ora la trattativa per il restante corposo pacchetto tra la direzione e i rappresentanti dei dipendenti sarebbe nella «fase finale», ma si è già andati ben oltre i tempi previsti per dare il via al piano, che in origine sarebbe dovuto partire a ottobre.

«Vogliamo definire i punti chiave entro la fine dell’anno», ha dichiarato mercoledì la responsabile del consiglio di fabbrica, Daniela Cavallo, ai dipendenti in una riunione nel quartier generale di Wolfsburg, stando a un messaggio interno divulgato da Bloomberg. «Sono molto fiduciosa che ci riusciremo».

Il primo costruttore automobilistico europeo è sotto pressione per la concorrenza soprattutto di Tesla (la Model Y è l’automobile più venduta in Europa e distanzia i modelli elettrici di Vw) mentre le case cinesi hanno avviato la campagna di conquista nel Vecchio continente e già stravincono in Cina, tuttora il mercato principale del gruppo di Wolfsburg, dove, grazie alle auto endotermiche realizza ancora il 40% delle vendite.

Proprio oggi la joint venture cinese Faw-Volkswagen, nata 32 anni e 10 mesi fa, ha raggiunto il traguardo del 27milionesimo veicolo uscito dalla fabbrica di Foshanil, la berlina elettrica ID.7 Vizzion, livello 3 di guida assistita, equivalente della ID.7 globale, ma con un design leggermente modificato. ID.7 Vizzion, insieme a ID.4 Crozz e ID.6 Crozz forma il tridente di auto completamente elettriche di Faw-Volkswagen, con cui la jv persegue l’obiettivo di espandersi sul mercato dei Nev (veicoli a nuova energia, definizione cinese di auto a batteria e ibride plug-in) dove sta dominando il colosso di Shenzhen, BYD, seguito da Tesla.

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