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Titoli di Stato sotto tiro
Non si arresta l’ondata di vendite sul segmento dei governativi. Perché? Ne parliamo con Andrea Campisi, senior investment manager di Pictet AM
Ascoltalo oradi Redazione Finanza
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Buone e cattive notizia nel giro di 24 ore per il Gruppo Volkswagen. Il colosso tedesco dell’automobile ha fatto sapere venerdì di avere iniziato di slancio il 2023, confermando le previsioni per i dodici mesi. Bene i ricavi, cresciuti del 22% a 76 miliardi di euro, trainati principalmente da una ripresa dei volumi di vendita in Europa e Nord America e dalla politica dei prezzi.
Inoltre, nonostante il difficile contesto globale, l’utile operativo, al netto delle attività di copertura delle materie prime, ha registrato un forte aumento.
Sabato 6 maggio però, sono trapelate indiscrezioni che confermano le difficoltà dell’unità software Cariad. Sul piano dei conti, sempre riferiti al primo trimestre, i ricavi sono migliorati del 53%, mentre l’utile operativo è rimasto stabile a -0,4 miliardi di euro. Ma, secondo le indiscrezioni rese pubbliche da Business Insider e da Reuters, sarebbe imminente un giro di licenziamenti tra i componenti del comitato esecutivo.
Un portavoce del gruppo di Wolfsburg ha dichiarato che la società sta analizzando la situazione e i progetti di Cariad, nata sotto la guida del precedente ceo Herbert Diess. Sono state prese delle decisioni, ma nessuna sul personale, ha aggiunto il portavoce, aggiungendo che Cariad e lo sviluppo del software sono rimasti parte integrante della strategia del gruppo Volkswagen. Tuttavia i seri ritardi hanno causato rinvii per nuovi modelli strategici come la Porsche Macan elettrica e l’Audi Q6 e-tron. Il progetto prevedeva il lancio del quarto dei cinque livelli di guida autonoma a partire dal 2026, ma è stato tutto rinviato di due anni.
Intanto, come si diceva, i dati dei primi tre mesi restano solidi. L’utile operativo al lordo degli effetti di valutazione delle operazioni di commodity hedging è aumentato del 35%, raggiungendo i 7,1 miliardi di euro. Il margine corrispondente è salito al 9,3%, soprala forchetta prevista, tra il 7,5 e l’8,5 pe rcento. L’utile operativo al netto di tali effetti è diminuito anno su anno da 8,3 miliardi di euro a 5,7 miliardi e il ritorno operativo sulle vendite è stato del 7,5 per cento.