Utili e margini record per l’auto nei primi sei mesi. È solo un rimbalzo?
La redditività è al livello più alto degli ultimi dieci anni. Svettano le case tedesche. Sul fronte ricavi exploit percentuale di Tesla e Stellantis
di Alberto Annicchiarico
4' di lettura
4' di lettura
Un rimbalzone. Ricavi in netto progresso nel primo semestre, da 611 a 808 miliardi di euro per i primi 16 costruttori di automobili del mondo e profitti operativi in netto aumento. Il 2021, nonostante la crisi dei semiconduttori e l’aumenti dei costi delle materie prime, finora ha rappresentato un momento di svolta positiva rispetto al 2020, che aveva obbligato tutti i produttori a stop prolungati soprattutto nella prima parte dell’anno. Svettano le case tedesche, subito dietro le giapponesi (anche se in termini assoluti Toyota guida la classifica degli utili operativi davanti a Volkswagen ed è terza in quella dei margini dietro Bmw e Daimler). Comunque tutti i produttori esaminati hanno registrato un aumento dei ricavi: Volkswagen è la numero uno con quasi 130 miliardi rispetto ai 96 di un anno fa. Toyota segue a 120 (90), Daimler a 84 (67). Tesla ha registrato la crescita più impressionante, con un +86% (da poco meno di 10 a 18,5 miliardi), seguita da Stellantis (+46% a 75 miliardi). Sono dati pubblicati oggi in uno studio della filiale tedesca di EY firmato da Peter Fuss, senior advisory partner per l’Automotive e da Constantin Gall, practice lead automotive & transportation.
In particolare è la redditività delle case automobilistiche, entrata in crisi prima della pandemia per gli ingenti investimenti destinati alla corsa all’elettrificazione (spinta soprattutto in Europa e in Cina da scelte politiche orientate ad abbattere le emissioni di CO2), a essere decollata nella prima metà del 2021. Siamo al livello più alto degli ultimi dieci anni: rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente l’aumento è stato di 9,5 punti percentuali all’8,8 per cento, dopo avere registrato nella prima metà dell’anno un calo per tre anni consecutivi.
Tornando agli utili operativi, il campione scelto da EY ha toccato quota 71 miliardi contro i 40 del 2019 (il confronto con il 2020, una perdita di 4,1 miliardi, è improponibile, vista la chiusura forzata degli impianti). Colpisce il balzo dei tre campioni tedeschi, che nel 2017 avevano toccato i 22 miliardi come top del decennio e solo 13 miliardi nell’anno prepandemico. Di fatto Volkswagen, Daimler e Bmw (oltre 30 miliardi il dato cumulato) hanno quasi triplicato l’Ebit rispetto al 2019 (su scala minore lo stesso vale per Tesla, utile operativo triplicato a 1,5 miliardi). I ricavi delle tedesche invece hanno superato di poco la performance di due anni prima.
Le 16 maggiori case automobilistiche, inoltre, hanno venduto un numero significativamente maggiore di auto nella prima metà del 2021 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: le vendite totali sono aumentate di quasi il 27%, più di 7 milioni di veicoli, per un totale di circa 33,5 milioni. Nonostante tutto, l’11% in meno rispetto a due anni fa. Tutti i 16 produttori esaminati hanno registrato un aumento dei volumi nella prima metà del 2021. La crescita più marcata è stata registrata da Tesla, che ha più che raddoppiato (+115% per 386.000 veicoli contro i 499mila dell’intero 2020). Quanto alle aree geografiche tutti i costruttori hanno visto aumentare le vendite in Cina, il mercato più importante del mondo, dal +21% delle case tedesche al più 32% di Renault e Stellantis. In Europa a parte le case americane che si sono limitate al +11%, tutti sono avanzati tra il 25% e il 28% ma è da sottolineare l’exploit delle coreane (+41%) che hanno fatto meglio di tutti anche negli Stati Uniti (+50% contro il +44% del trio Vw, Daimler, Bmw).
Se si guarda al totale di auto e veicoli commerciali leggeri Toyota è in testa al gruppo con 5,47 milioni di unità vendute nei primi sei mesi (+31%), seguita da Volkswagen (4,5 milioni, +24%), General Motors (3,5 milioni, +20%), Stellantis (3,3 milioni, +44%) e Nissan (2,2 milioni, +22%).



