Risultati 2025

Utile record a 3,4 miliardi per Cdp. Impegnate risorse per oltre 29 miliardi

Sostenuti investimenti per 73,6 miliardi di euro La raccolta a 355 miliardi

di Celestina Dominelli

CASSA DEPOSITI E PRESTITI IMAGOECONOMICA

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Con oltre 29 miliardi di euro di risorse impegnate e 73,6 miliardi di investimenti sostenuti, Cassa Depositi e Prestiti chiude il cerchio attorno al bilancio del 2025, contrassegnato, per dirla con le parole dell’ad Dario Scannapieco, «dall’utile più alto di sempre dalla nascita della nostra istituzione» e pari a 3,4 miliardi di euro (in crescita del 3% rispetto al 2024, mentre sull’utile consolidato, a quota 5,5 miliardi di euro, in calo di 500 milioni sull’anno prima, ha inciso, in particolare, la svalutazione effettuata su Nexi). Il totale dei crediti in essere a favore di imprese, Pa, infrastrutture e cooperazione internazionale ammonta a 127 miliardi, in aumento dell’1% se confrontato con l’esercizio precedente. La raccolta complessiva è pari a 355 miliardi di euro, di cui 297 miliardi relativi al risparmio postale, in rialzo del 3% rispetto a fine 2024. In deciso aumento, poi, la raccolta obbligazionaria che ha toccato i 24 miliardi di euro (+20%), sfruttando soprattutto il traino di operazioni di grande successo sui mercati, a partire dal terzo yankee bond in dollari, con una domanda pari a quasi 13 volte l’offerta. Mentre il patrimonio netto è di 32 miliardi di euro, in crescita del 6% rispetto al 2024.

Numeri in netta crescita, dunque, che, da un lato, consentono al gruppo di assicurare una significativa remunerazione ai propri azionisti (il dividendo proposto ammonta a 2,2 miliardi, di cui 1,82 miliardi a beneficio del socio Mefe 380 milioni a favore delle Fondazioni bancarie)e, dall’altro confermano, come ha spiegato ieri il presidente di Cassa, Giovanni Gorno Tempini, «il ruolo del gruppo come investitore istituzionale di lungo periodo» nel corso di un anno, il primo del piano strategico 2025-2027, che ha visto la rotta puntata sulle quattro priorità individuate per il triennio: competitività del Paese, coesione sociale e territoriale, sicurezza economica e transizione equa. Quattro obiettivi su cui Cdp ha dispiegato la propria azione con un impatto più che evidente per il sistema sia in termini di contributo al Pil (1,6% la quota generata da Cdp in rapporto al Pil nazionale) sia sotto il profilo occupazionale con 500mila posti di lavoro creati o mantenuti.

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Insomma, la “macchina” di Cassa continua a marciare a pieni giri. Ora, però, dovrà farlo, come ha rimarcato Scannapieco, «in uno scenario incerto e complesso» in cui però l’obiettivo non cambia. «Vogliamo confermare il nostro ruolo a sostegno della crescita del Paese, vogliamo intervenire anticiclicamente», ha spiegato il numero uno dopo aver dettagliato i risultati principali dei vari segmenti, tra i quali spicca l’accelerazione sul fronte dell’equity conseguita, ha chiarito Scannapieco, «grazie al lavoro dell’ad di Cdp Equity, Fabio Barchiesi».

La guerra in Medio Oriente pone ora nuove sfide, ma qualsiasi previsione risulta particolarmente complicata. «Nessuno di noi sa quale sia la durata, ma sappiamo che ci saranno effetti sull’inflazione», ha detto l’ad per poi indicare un pacchetto di soluzioni da mettere in campo per contrastare il possibile impatto sugli approvvigionamenti energetici. «Ci sono delle cose da fare: c’è un potenziale di generazione di rinnovabili su cui Cdp è molto attiva sia in Italia che all’estero, poi c’è l’efficienza energetica, l’interconnessione con altri Paesi, la modernizzazione delle reti. Tutto questo richiede una serie di investimenti, come è stato fatto per i rigassificatori allo scoppiare del conflitto russo-ucraino», ha chiarito Scannapieco. Che si è poi soffermato su alcuni dossier di più stretta attualità, a partire da Borsa Italiana. Dove, con riferimento alla partita per la sostituzione dell’attuale ad Fabrizio Testa, in scadenza di mandato, il ceo di Cassa - che era affiancato, oltre che dal presidente Gorno Tempini, dal cfo Fabio Massoli - ha spiegato che «gli accordi prevedono delle prerogative per Cdp e riteniamo che debbano essere rispettate. A volte non è questione di persone, ma di quello che è previsto nei patti».

Quanto all’Opas di Poste su Tim, «mi sembra una bella operazione industriale», si è limitato a precisare Scannapieco che ha poi ribadito la strategicità di Nexi per Cassa («è una infrastruttura importante per il Paese») e ha escluso un interesse del gruppo su Ferrovie. «A oggi - ha detto - non c’è nessun dossier sul tavolo per un ingresso in Fs».

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