Unieuro, efficienza e più ricavi da servizi contro il mercato debole
Tech. La società ha la priorità di integrare la neo acquisita Covercare. Nello scorso esercizio il fatturato è calato: la sfida è sostenere la redditività
class="dinomecognome_R21"> Vittorio Carlini
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Da una parte, anche grazie all’integrazione della neo acquisita Covercare, aumentare il ricavi da servizi. Dall’altra - a fronte della stessa debolezza del mercato di riferimento - proseguire nel taglio dei costi e nella ricerca di maggiori efficienze operative. Sono tra le priorità di Unieuroo, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, al fine di sostenere il business.
L’acquisizione di Covercare
Già, il business. Il gruppo, di recente, ha realizzato lo shopping di Covercare, società attiva nel mondo dei servizi a 360° per l’elettronica di consumo. L’offerta della realtà acquisenda non è, però, solo a favore dei tradizionali clienti del segmento, ma anche di soggetti quali le multi-utilitity (da Hera fino ad Iren), le grandi aziende della telefonia oppure al soggetto che gestisce il servizio dell’Auditel (da inizio anno Covercare offre i servizi legati all’apparecchiatura per la rilevazione degli ascolti). Si tratta di una caratteristica la quale spiega molti dei “perché” dell’operazione : da un lato, la mossa permette di accelerare la crescita nei settore dei servizi, anche in aree non tradizionali; e, dall’altro, contribuisce a creare un ecosistema attorno al consumatore/cliente, il quale - tra le altre cose - aumenta l’affiliazione al gruppo stesso.
L’execution risk
Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore - a maggiore ragione vista l’importanza della mossa (60 milioni d’investimenti più la cassa, e poi un earn out fino a 10 milioni entro il 30/6/2026) - esprime un timore: c’è il rischio di esecuzione per l’operazione stessa. Unieuro, pure consapevole della necessità di evolvere la sua cultura dell’erogazione dei servizi, non condivide la preoccupazione. Dapprima perché - ricorda l’azienda - le molteplici acquisizioni realizzate nel passato mostrano l’efficienza del gruppo nell’integrare nuove realtà. Inoltre perché - afferma sempre il gruppo - è posto un focus importante nel 2024-25 proprio sulla realizzazione dell’operazione straordinaria (nel cda della realtà integranda, ad esempio, è previsto l’ingresso di un “transition manager”). Infine perché- nonostante l’impatto negativo sul costo del lavoro conseguente al nuovo contratto collettivo del commercio- l’azienda indica che proprio Covercare potrà contribuire al raggiungimento delle guideline sulla redditività del gruppo per la fine dell’esercizio in corso.
Il mondo dei servizi
Al di là dell’M&A, è comunque chiara la strategia di spingere il giro d’affari dei servizi. In tal senso, può ricordarsi che Unieuro ha avviato l’offerta di estensione della garanzia sui suoi prodotti, attraverso la sottoscrizione di una sorta di abbonamento. Vale a dire: se si opta per l’allungamento, l’acquirente non effettua un unico pagamento aggiuntivo, bensì un esborso in tranche periodiche. Queste, ogni volta, rinnovano il contratto. Non solo. Il gruppo, da una parte, ha attivato il servizio di assistenza per prodotti elettronici già in possesso del cliente, oltre a quelli acquistati; e, dall’altra, sta studiando la possibilità di operare con i prodotti di seconda mano. Anche grazie al know how di Covercare, Unieuro pensa all’opportunità di ricondizionare i “device” già usati dal cliente per, poi, rivenderli. Insomma: le iniziative sul tavolo sono molteplici e l’obiettivo, nel medio periodo, è arrivare ad un’incidenza a doppia cifra percentuale dei servizi sul fatturato globale (erano il 5,9% a fine 2023-24). La sfida è importante, ma la volontà - in coerenza con il piano d’impresa “Bejond omni journey” - è di raggiungere il target. Anche perché la marginalità del mondo dei servizi è maggiore rispetto a quella della semplice vendita.
Più efficacia operativa
Fin qui alcune suggestioni sui “services” e le acquisizioni. Altra priorità del gruppo, tuttavia, è la ricerca di maggiori efficienze. Su questo fronte deve ricordarsi che, nel contesto di un mercato di riferimento in calo (-6,9%), Unieuro ha riportato nel 2023-24 dati di conto economico che sono andati in direzioni opposte. I ricavi rettificati sono passati da 2,811 miliardi nel 2022-23 a 2,635 dello scorso esercizio, con un ribasso del 6,3%. L’Ebitda adjusted, invece, è leggermente salito (+0,9%) a 143, 9 milioni. Di nuovo in calo, infine, sia l’Ebit (-5,9%) che l’utile netto rettificati (-10,6%). Ciò detto, la dinamica interessante riguarda il fatturato e il Margine operativo lordo. Il primo è risultato in contrazione di circa 177 milioni mentre il secondo è cresciuto di 1,3 milioni. Cioè: Unieuro ha trovato efficienze operative e ridotto i costi: dagli oneri della logistica (-5,6%) a quelli per il marketing (-16,8%) fino agli altri costi in generale (-16,4%). Qualche esempio in particolare? Tra le altre cose, l’azienda ha agito sul fronte dei canali di vendita. Così, ha ri-negoziato i canoni di affitti dei negozi retail, oppure ha chiuso alcuni di quelli con un Ebit negativo. Inoltre - pure rimanendo essenziale il tema della omnicanalità e delle vendite online- ha privilegiato i punti vendita fisici (che hanno mediamente marginalità più elevate). Riguardo, invece, all’offerta di prodotti l’accento è stato dato a quelli a maggiore redditività. In conclusione: Unieuro ha concretizzato diversi interventi, trasversali all’intero business, volti a ridurre i costi e cercare maggiori efficacia operativa. A fronte di ciò il risparmiatore - giocoforza - fa una considerazione: nel piano di impresa “Bejond Omni journey” era previsto, dopo il calo nel 2022-23 - un aggiustamento del mercato di riferimento nel 2023-24. In realtà la dinamica dello scorso esercizio - per l’appunto - è stata peggiore di quanto stimato e, in avvio del 2024-25, paiono persistere delle problematiche. Con il che il timore è che possa esserci un ulteriore impatto sul business aziendale. La società, indicando che delle cose ci se ne occupa e non preoccupa, si dice in grado di gestire la situazione. In primis, viene spiegato, gli interventi su costi ed efficienze incideranno l’intero 2024-25 (e non solo su parte dell’esercizio come in passato). Inoltre - dice sempre il gruppo - l’acquisizione di Covercare dovrà dare il suo contributo. Infine, - è il ragionamento della società - l’arrivo dei prodotti “addizionati” dall’Intelligenza artificiale potrà aiutare anche sul lato delle vendite. In tal senso Unieuro, che prevede il comparto dell’It in ripresa nella seconda metà del 2024-25 e piatto o in leggero calo sull’intero esercizio, conferma l’obiettivo - per il 2024-25 - di un Ebit rettificato tra 35 e 40 milioni. I ricavi e il Free cash flow, dal canto loro, dovrebbero (sempre a fine dell’esercizio in corso) essere in linea con quelli dell’anno fiscale precedente.



