Unieuro consolida il mercato e spinge sulla «omnicanalità»
di Vittorio Carlini
5' di lettura
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Puntare sull’omnicanalità. Cioè: sviluppare, ed integrare il più possibile, i canali di vendita digitali e fisici. Poi: sfruttare, anche nell’ottica delle economie di scala, l’imminente ampliamento della piattaforma logistica. Ancora: proseguire nel ruolo di consolidatore del mercato domestico. Infine: spingere i ricavi da servizi. Sono tra le priorità di Unieuro per, come indicato nell’ultima Star conference, sostenere una crescita profittevole.
Ciò detto: quali i modi in cui può aversi l’attuazione dei vari focus? Partiamo dalla omnicanalità. Qui Unieuro punta a considerare unitariamente l’intera attività a prescindere dai singoli canali distributivi, dalle linee di prodotto o dalla dislocazione geografica. Un contesto dove, tra le altre cose, è essenziale che la rete dei punti vendita sia sempre più diversificata (ad esempio con diversi format dei negozi) e capillare. Proprio sul fronte della maggiore articolazione, riguardo ai negozi a gestione diretta (Dos), il gruppo ha l’obiettivo di circa 5 aperture nette in media l’anno (nel 2017-2018 sono state 7). Per l’esercizio in corso una è stata realizzata e altre due sono già preventivare.
Il mondo di Internet
Il focus sul canale fisico retail, però, non manda sullo sfondo il digitale. Anzi. Il gruppo, dal primo giugno 2017, consolida il portale Monclick. L’acquisizione, riguardo alla quale Unieuro dice di essere in linea con il target del break even della neo-acquisita a metà del 2019, è la dimostrazione dell’importanza del web. Una rilevanza che, peraltro, si riscontra nella volontà di Unieuro di realizzare più ricavi da Internet: la stima, a 2-3 anni, è che il fatturato dall’online dovrebbe arrivare al 14-15% del totale. Si tratta di una crescita, essenzialmente organica, che peraltro permette (nei limiti della tutela della privacy) di raccogliere informazioni sulla dinamica della clientela. Dati, intrecciati con quelli dei canali fisici, utili ad esempio all’implementazione del Crm (Customer relationship management) su cui può basarsi la personalizzazione dei servizi e degli acquisti della clientela.
Sennonché il risparmiatore fa un ragionamento: il mondo della distribuzione retail in Italia subisce la concorrenza di Amazon. Il gruppo di e-commerce americano espande la sua attività “disinteressandosi” della marginalità sulle vendite (le perdite fuori dagli Usa sono più che compensate dalla redditività nei servizi di cloud computing). Un contesto che, inevitabilmente, dà fastidio e crea problemi alle realtà industriali quali Unieuro. L’azienda italiana, pure consapevole della situazione, smorza i timori. In primis perché quando, come è il caso di Unieuro, si è tra i primi attori del settore lo spazio per crescere comunque esiste. Poi perché, dice sempre la società, l’omnicanalità è una strategia che funziona e consente importanti vantaggi rispetto a chi è presente solo online. Infine perché, afferma il gruppo, la stessa sua attività su Internet va aumentando. Quindi, conclude Unieuro, della questione ce se ne occupa e non preoccupa.



