Banche

UniCredit-Commerzbank, il via libera di Bce è un segnale forte verso la fusione

La Vigilanza si appresta a dire sì alla salita del gruppo italiano al 29,9% nella banca tedesca. E’ un’approvazione implicita all’acquisizione. Paradossalmente, a opporsi è chi non ha poteri formali: il Governo della Germania

di Alessandro Graziani

FILE PHOTO: A company logo is pictured at the headquarters of Germany's Commerzbank AG in Frankfurt, Germany, February 13, 2020.  REUTERS/Ralph Orlowski/File Photo

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La Vigilanza bancaria della Bce si appresta a dare il suo via libera all’ascesa del gruppo italiano UniCredit fino al 29,9% nel capitale della tedesca Commerzbank. E’ un autorizzazione pesante, poiché dando il suo ok la Bce di fatto spalanca le porte - per quanto di sua competenza - anche alla futura aggregazione tra i due istituti.

Verso la prima fusione cross border

Si tratta di un fatto di portata storica per il settore perché, se davvero l’unione Uni-Commerz si realizzasse, sarebbe la prima vera grande aggregazione bancaria cross border in Europa da quando esiste la Vigilanza unica. Si tratta di un segnale forte, che è coerente con tutte le dichiarazioni pubbliche dei membri della Bce a favore della creazione di campioni europei nel mondo bancario. Smentendo ogni presunto nazionalismo in seno alla Vigilanza Europea (la presidente Claudia Buch è tedesca), da Francoforte è in arrivo un via libera alla nascita del primo grande gruppo bancario paneuropeo.

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La linea europea

Scelta tecnica e coerente anche con gli auspici della Commissione Ue che, politicamente, si è espressa più volte a favore della nascita di campioni europei anche nel settore del credito e della gestione del risparmio. La Ue ha a sua volta altri poteri autorizzativi sull’operazione che sono affidati all’Antitrust ma, data la frammentazione del mercato bancario tedesco, gli analisti prevedono un altro via libera in sede di Autorità europee.

La posizione di Berlino

Paradossalmente, a opporsi all’aggregazione tra UniCredit e Commerzbank è chi non ha alcun potere formale di intervento. Ovvero, almeno finora, il Governo tedesco. Le barricate anti-italiane, che non poggiano su alcuna base giuriridica, proseguiranno anche dopo la nascita del nuovo Governo Merz? In campagna elettorale, praticamente tutti i partiti tedeschi si sono schierati a difesa di Commerzbank. Ma ora che la propaganda è finita, e gli eventi geopolitici stanno proponendo l’urgenza di una Difesa comune europea, è possibile che uno Stato della Ue - senza avere poteri di intervento specifici - continui a opporsi alla nascita di un gruppo bancario paneuropeo? Lo snodo è cruciale per l’evoluzione del settore in un’ottica cross border perché, se dovesse andare in porto Uni-Commerz, altre operazioni transfrontaliere seguiranno. Le Autorità europee fanno il loro mestiere e spingono in questa direzione, ma i Governi nazionali - talvolta anche travalicando i loro poteri - sembrano remare contro.

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