Banche

Ubs e Credit Suisse, aperta un’inchiesta in Svizzera

Il procuratore federale denuncia «carenze organizzative» legate allo scandalo dei “tuna bonds” in Mozambico

The headquarters of UBS Group AG in Zurich, Switzerland

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Ubs e Credit Suisse finiscono sotto il faro della magistratura in Svizzera. Il procuratore federale elvetico ha infatti reso noto oggi di aver presentato un atto d’accusa contro un ex dipendente di Credit Suisse, accusandolo di riciclaggio di denaro in relazione ai prestiti concessi in Mozambico.

L’Ufficio del Procuratore Generale sostiene inoltre che Credit Suisse e la sua società madre, Credit Suisse Group SA, poi confluite in Ubs SA e Ubs Group SA, non abbiano impedito il reato a causa di «carenze organizzative».

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Ubs ha subito respinto le accuse, che risalgono a eventi del 2016 e sono legate a Credit Suisse prima che la banca fosse acquisita da Ubs nel 2023: «Respingiamo fermamente le conclusioni dell’Ufficio del Procuratore Generale e difenderemo con forza la nostra posizione», ha dichiarato la banca in una nota.

La vicenda

Il caso riguarda prestiti di oltre 2 miliardi di dollari concessi da Credit Suisse a tre società statali del Mozambico, in un affare diventato noto come lo scandalo dei “tuna bonds”.

I prestiti erano destinati a sviluppare l’industria della pesca del tonno del paese, ma gran parte del denaro fu dirottata verso attrezzature per la sorveglianza marittima e la sicurezza.

Centinaia di milioni di dollari si volatilizzarono, e quando lo scandalo emerse nel 2016, istituzioni come il Fondo Monetario Internazionale interruppero temporaneamente il loro sostegno, innescando nel Paese africano il crollo della valuta, insolvenze e turbolenze finanziarie.

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