08 luglio 2025
Dazi, Trump: «Forse lettera a Ue tra due giorni». E minaccia altre tariffe del 10% per i Brics e del 200% sulla farmaceutica
Trump rinvia i dazi al primo agosto. Più tempo dunque per la trattativa con l’Ue. Washington ha deciso intanto dazi dal 25% al 40% per 7 stati ritenuti non collaborativi tra cui Giappone, Corea del Sud e Sudafrica. Tokyo parla di «mossa estremamente deplorevole»
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8 luglio 2025Aggiornamento fissato
Nuovo record a New York per il rame dopo nuove minacce di Trump
Il rame ha registrato un’impennata di quasi il 10% a New York martedì, superando il suo massimo storico, dopo che Donald Trump ha dichiarato di stare considerando una sovrattassa del 50% sul rame importato negli Stati Uniti. Rispondendo alle domande dei giornalisti martedì, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato di “ritenere che la tariffa sul rame sarà portata al 50%”, senza fornire ulteriori dettagli. Questa dichiarazione è stata sufficiente a spingere al rialzo il prezzo del rame. Al Comex di New York, intorno alle 17.55 Gmt, il metallo rosso era scambiato a più di 5,46 dollari la libbra, superando il precedente record stabilito a marzo, quando gli investitori temevano già un aumento dei dazi doganali da parte di Washington. Donald Trump aveva firmato un ordine esecutivo per indagare sulle importazioni di rame, citando le preoccupazioni per la sicurezza nazionale riguardo alla crescente dipendenza dall’estero. Si tratta di un primo passo nel processo che consentirà di imporre tariffe specifiche. “Gli Stati Uniti importano quasi la metà del loro rame”, ha dichiarato all’inizio dell’anno Alan Bush, analista di Adm Investors. “Il metallo rosso continua ad essere utilizzato in modo crescente nell’ambito industriale, alimentato dalle tendenze dell’elettrificazione, dell’energia rinnovabile e dell’intelligenza artificiale”, che sta anche contribuendo a sostenere i prezzi in modo strutturale, secondo Bush. Da quando è tornato alla Casa Bianca, Donald Trump ha fatto delle tariffe un elemento centrale della sua politica economica, introducendo tariffe settoriali come quelle su acciaio e alluminio. Ha inoltre introdotto una sovrattassa minima del 10% sulla maggior parte dei prodotti che entrano negli Stati Uniti, che intende aumentare a partire dal 1° agosto per penalizzare ulteriormente le esportazioni di decine di Paesi con un surplus commerciale con Washington.
8 luglio 2025
Lutnick: le offerte dell’Ue sul tavolo di Trump
L’Ue ha offerto delle “vere offerte. Ha indicato che aprirà il suo mercato. Trump ha le offerte dell’Ue sul tavolo e deciderà come usarle”. Lo ha detto il segretario al Commercio, Howard Lutnick, in un’intervista a Cnbc.
8 luglio 2025
Trump minaccia tariffe del 200% sulla farmaceutica
“Annunceremo dazi sul rame, penso che saranno al 50%”. Lo ha detto Donald Trump minacciando tariffe del 200% sulla farmaceutica.
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8 luglio 2025
Trump: dazi aggiuntivi del 10% molto presto per i Brics
Donald Trump ha annunciato che i paesi del Brics saranno soggetti a dazi aggiuntivi del 10% “molto presto”. “Chiunque faccia parte dei Brics riceverà presto un’aliquota tariffaria del 10%”, ha detto durante una riunione di governo in diretta tv alla Casa Bianca.
8 luglio 2025
Trump: probabilmente manderemo lettera a Ue tra due giorni
“Probabilmente siamo a due giorni dall’invio di una lettera all’Unione europea. Una lettera è un accordo”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riferendosi alle lettere inviate ai partner commerciali sui dazi.
8 luglio 2025
Socialisti Ue, «sui dazi non ci piegheremo al bullismo»
“Ci rammarichiamo di questa guerra commerciale, che aumenta i costi, danneggia posti di lavoro e aggrava la disuguaglianza globale. L’Europa ha bisogno di una strategia ferma e unita, con chiare linee guida, conseguenze concrete e prontezza ad agire. Non ci piegheremo al bullismo. È ora di guidare un commercio globale equo e basato su regole”. Lo scrive su X la presidente dei Socialisti e democratici, Iraxte Garcia Perez, al termine dell’incontro tra gli eurodeputati dello stesso gruppo e il capo negoziatore Ue, Maros Sefcovic, a margine della plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo.
8 luglio 2025
Nuovi colloqui Usa-Giappone, Tokyo punta ancora a intesa su dazi
Il Giappone esprime il proprio rammarico per la decisione dell’amministrazione Trump di imporre tariffe del 25%, ma spera ancora in un accordo entro la nuova scadenza del primo agosto. Dopo le parole del premier Shigeru Ishiba - che ha definito la mossa degli Stati Uniti “estremamente spiacevole”, ribadendo che il suo governo non rinuncerà a difendere gli interessi nazionali nelle prossime consultazioni, il capo negoziatore Ryosei Akazawa si è impegnato ad accelerare i negoziati bilaterali per raggiungere un accordo con Washington che sia “reciprocamente vantaggioso entro la scadenza prorogata”. Akazawa ha parlato telefonicamente con il segretario al Commercio statunitense Howard Lutnick per circa 40 minuti, e ha riferito alla stampa che si dedicherà alla compilazione di un dossier utilizzando al meglio le circa tre settimane a disposizione. Sia Ishiba che Akazawa hanno sostenuto che i recenti cicli di negoziati hanno impedito l’imposizione di tariffe ancora più elevate, dato che Trump aveva precedentemente accennato a tariffe del 30% o del 35%. I nuovi dazi del 25%, leggermente più alti del 24% inizialmente annunciati per Tokyo entreranno in vigore il primo agosto, ma Trump ha lasciato aperta la porta a una revisione attraverso i negoziati. I sette incontri ministeriali ta i due Paesi alleati, compreso il vertice tra Trump e Ishiba a margine del G7 in Canada di metà giugno, non hanno portato a progressi sostanziali. Il Giappone nel 2024 ha registrato un surplus commerciale di circa 8.600 miliardi di yen (51 miliardi di euro) con la più grande economia del mondo, e le delegazioni rimangono distanti principalmente sul trattamento del comparto auto nipponico. Nell’anno fiscale 2024, le automobili e il mercato dell’indotto hanno raggiunto un valore totale di 7.400 miliardi di yen, pari al 34,2% di tutte le esportazioni giapponesi verso gli Stati Uniti.
8 luglio 2025
Wsj critica Trump: «Dazi arbitrari, sono un aumento delle tasse»
“Un aumento delle tasse che va contro la crescita ed è arbitrario”. Il board editoriale del Wall Street Journal commenta così i dazi di ’Tariff man’ Donald Trump, che ha imposto tariffe del 25% sul Giappone e sulla Corea del Sud. I danni che causeranno “sono notevoli visto il volume degli scambi”: gli Stati Uniti hanno importato beni per 148,4 miliardi di dollari dal Giappone e 131,6 miliardi dalla Corea del Sud lo scorso anno, complessivamente l’8,6% delle importazioni totali americane. “E’ facile vedere che i dazi di Donald Trump colpiranno le aziende e i consumatori americani”, aggiunge il board del Wall Street Journal facendo riferimento ai macchinari, gli elettrodomestici e le apparecchiature mediche importate dai due paesi. “Una illusione che si sta sgretolando è che Trump impone dazi nel nome del libero scambio. Li sta imponendo - mette in evidenza il board del Wall Street Journal - perché gli piacciono come politica economica”.
8 luglio 2025
Berlino, Ue pronta a contromisure senza intesa equa su dazi
Il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil ha affermato che l’Unione europea è “pronta ad adottare contromisure” contro gli Usa se non riusciranno a raggiungere un accordo equo con Trump. Lo scrive il Guardian. “Vogliamo un accordo con gli americani, ma lo dirò chiaramente: l’accordo deve essere equo - ha precisato Klingbeil al Bundestag -. E se non riusciamo a raggiungere un accordo equo con gli Usa, l’Ue deve adottare contromisure per proteggere la nostra economia. I dazi statunitensi minacciano posti di lavoro su entrambe le sponde dell’Atlantico. Questa guerra commerciale ci danneggia tutti e deve concludersi presto”
8 luglio 2025
Dazi, Dombrovskis: Usa verso rinvio scadenza negoziato al 1 agosto
“Da quello che capiamo gli Stati Uniti intendono rinviare al 1 agosto” la scadenza entro cui trovare un accordo sui dazi commerciali anche con l’Unione Europea, invece del 9 luglio finora previsto, ad ogni modo “il nostro obiettivo resta quello di trovare un accordo prima della scadenza”. Lo ha affermato il commissario europeo all’economia, Valdis Dombrovskis durante la conferenza stampa al termine dell’Ecofin.
“Quello che vogliamo raggiungere - ha aggiunto - è un accordo, una soluzione con gli Usa e evitare ulteriori escalation sulle tensioni commerciali. Abbiamo lavorato con il termine del 9 luglio, ma come ho detto sembra che gli Usa ora intendano rinviare i termini al 9 agosto. Questo ci assicura più tempo, ma restiamo concentrati, i negoziati vanno avanti”.
“Stiamo continuando a trattare” per un accordo e “prima è meglio è - ha concluso Dombrovskis - perché questo rimuoverebbe incertezza sulla questione dei dazi, che vediamo pesare sull’economia e anche sulle decisioni di investimento” delle imprese.
8 luglio 2025
Metsola, il Pe ha piena fiducia nel lavoro di Sefcovic sui dazi
«I cittadini hanno bisogno di certezze: abbiamo piena fiducia nel lavoro del Commissario Sefcovic e siamo consapevoli che senza accordo sui dazi avremo un grave problema di prevedibilità. Anche noi vogliamo collaborare per mostrare agli Usa che siamo il loro migliore partner». Lo ha detto la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, in una conferenza congiunta con la premier danese Mette Frederiksen, al termine della presentazione del semestre di presidenza al Parlamento europeo di Strasburgo.

La Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola parla durante la presentazione del programma della Presidenza danese nell'ambito di una sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, nella Francia orientale, l'8 luglio 2025. La Danimarca detiene la presidenza del Consiglio dell'Unione europea fino al 31 dicembre 2025 per l'ottava volta nella sua storia. (Foto di Jean-Christophe VERHAEGEN / AFP)
8 luglio 2025
Dazi, Blackrock: avranno impatto crescita globale, ma non ci sarà recessione
“Lo shock” prodotto dai dazi americani “si manifesterà sull’inflazione e sulla crescita globale, ma non ci sarà una recessione, perché gli altri Paesi stanno adottando politiche fiscali più espansive”, soprattutto la Germania e la Cina. A spiegarlo è Bruno Rovelli, Chief Investment strategist di Blackrock Italia, durante la presentazione dell’outlook di metà anno del gruppo. “L’approccio tariffario degli Stati Uniti ci riporta agli Anni Trenta”, prosegue Rovelli, aggiungendo come le stime al 30 giugno per un dazio medio al 15% di Blackrock siano state ritoccate leggermente al rialzo alla luce degli ultimi sviluppi sulle trattative. “Dubitiamo però che torneremo ai livelli del 2 aprile, dove la media era del 25%. Perché una tariffa del genere avrebbe effetti sub-ottimali sulle catene produttive per tutti”. Secondo il Chief investment strategist di Blackrock Italia, i dazi sono un tentativo di “riconfigurare l’ordine economico globale per come si è costituito negli ultimi 30-35”. Però, “a nostro avviso ci sono dei fattori che limitano le capacità di un Paese come gli Usa di attuarla. Per questo in larga parte le tariffe del Liberation Day sono tornate indietro”. Dall’altro lato, gli stessi dazi vanno letti come “un tentativo di ridurre il disavanzo commerciale americano”, ma anche come una forma “di politica fiscale restrittiva”, se accostate al pacchetto fiscale (il Big Beautiful Bill) approvato dal Congresso. “Nominalmente la politica fiscale appare espansiva, ma aggiungendo le tariffe non lo è più spiega Rovelli.
8 luglio 2025
Presidente Sud Africa: proseguiamo negoziazione con Usa
In seguito alla decisione di lunedì dell’Amministrazione Trump di imporre dazi al 30% al Sud Africa, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha espresso su X la volontà del proprio paese di proseguire nei negoziati. “Il Sudafrica proseguirà i suoi sforzi diplomatici per instaurare relazioni commerciali più equilibrate e reciprocamente vantaggiose con gli Stati Uniti”.
“Accogliamo con favore l’impegno del governo statunitense a modificare la tariffa del 30% al termine dei negoziati con gli Stati Uniti”, ha aggiunto il presidente Ramaphosa.
8 luglio 2025
Bankitalia: imprese meno pessimiste, ma il 32% teme i dazi
I giudizi delle imprese sulla situazione economica generale nel secondo trimestre dell’anno “sono rimasti nel complesso sfavorevoli, ma si è ridotto sensibilmente il saldo negativo tra valutazioni di miglioramento e di peggioramento”. Le prospettive sull’andamento della domanda corrente “sono tornate positive per la prima volta dopo tre trimestri, sospinte principalmente dalla componente interna”. Ma questo non fuga i timori sul futuro: “il 32 per cento delle imprese della manifattura e il 12 per cento di quelle dei servizi hanno segnalato ripercussioni negative riconducibili agli annunci e all’applicazione dei dazi statunitensi”. E’ quanto riporta l’indagine sulle aspettative di inflazione e crescita realizzata dalla Banca d’Italia realizzata su un campione di imprese con oltre 50 dipendenti.
8 luglio 2025
Cina: «Nuovi dazi di Trump? Non ci sarà alcun vincitore»
La Cina esprime un giudizio negativo sulla nuova tornata di dazi alle importazioni tra il 25% e il 40% annunciata dal presidente americano Donald Trump contro un primo gruppo di 14 partner commerciali degli Stati Uniti, la cui efficacia è stata però posticipata al primo agosto. “Non ci sarà alcun vincitore dalla guerra dei dazi”, ha commentato la portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning.
La posizione della Cina sui dazi “rimane coerente e chiara: non ci sono vincitori nelle guerre commerciali o tariffarie e il protezionismo danneggia gli interessi di tutte le parti”, ha proseguito Mao. Mentre, in merito a una domanda sullo stato dei colloqui sul corposo dossier commerciale tra Pechino e Washington, la portavoce ha invitato rivolgersi “alle autorità competenti” cinesi.
8 luglio 2025
Media: Usa offrono a Ue accordo con tariffa base 10% e alcune eccezioni
Gli Stati Uniti hanno offerto all’Unione europea un accordo che manterrebbe una tariffa base del 10% su tutti i prodotti Ue, con alcune eccezioni per settori sensibili come quello aeronautico e quello degli alcolici. Lo riporta Politico, citando un diplomatico dell’Ue e da un funzionario nazionale. L’amministrazione Trump aveva dichiarato domenica che avrebbe posticipato al 1° agosto la scadenza per il ritorno dei suoi dazi doganali generalizzati. I dazi dovrebbero quindi tornare ai livelli del 2 aprile per i Paesi che non riusciranno a concludere nuovi accordi commerciali con gli Stati Uniti. Ieri Trump ha iniziato a inviare lettere ai Paesi indicando le loro aliquote tariffarie, a partire dalla Corea del Sud e dal Giappone, che dal 1° agosto saranno soggetti a dazi del 25%.
8 luglio 2025
Giappone dopo i dazi al 25%: «Decisione Trump deplorevole»
«Davvero deplorevole». Così il premier del Giappone, Shigeru Ishiba, ha definito la decisione del presidente Usa Donald Trump di imporre al suo Paese dazi del 25%, una decisione che il tycoon ha annunciato con una lettera indirizzata allo stesso Ishiba e che ha pubblicato ieri sul suo social Truth. Ishiba, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa giapponese Kyodo, ha aggiunto che i colloqui bilaterali proseguiranno per raggiungere un accordo reciprocamente vantaggioso.
Intanto, la borsa di Tokyo ha chiuso in territorio positivo dopo il nuovo rinvio dell’entrata in vigore dei dazi Usa al primo agosto. Il Nikkei ha guadagnato lo 0,36%, a 39.728 punti.
8 luglio 2025
Premier cinese: no a protezionismo, abbiamo mezzi per difenderci
È necessario impegnarsi per un’economia mondiale aperta e opporsi all’unilateralismo e protezionismo commerciale. Così il premier cinese Li Qiang al 17esimo vertice dei Brics. Parlando durante un incontro, a margine della plenaria, con la direttrice generale dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) Ngozi Okonjo-Iweala, Li ha sottolineato come i dazi Usa abbiano avuto un grave impatto sull’ordine economico e commerciale internazionale. In questo contesto, la comunità internazionale ha una richiesta più forte di salvaguardare il sistema commerciale multilaterale e si aspetta sempre più che l’Omc svolga un ruolo più attivo, ha aggiunto il premier cinese. La globalizzazione economica è una tendenza irreversibile della storia, ha osservato Li, sottolineando infine che Pechino dispone di abbondanti risorse e mezzi per contrastare gli impatti esterni negativi.

China's Premier Li Qiang attends the first plenary session of the BRICS summit in Rio de Janeiro, Brazil, on July 6, 2025. BRICS leaders meeting in Rio de Janeiro on Sunday are expected to decry US President Donald Trump's "indiscriminate" trade tariffs, saying they are illegal and risk hurting the global economy. (Photo by Mauro PIMENTEL / AFP)
8 luglio 2025
Presidenza Ue: mantenere aperto dialogo con Usa, no escalation sui dazi
Per quanto riguarda la negoziazione con gli Usa sui dazi “non posso dire molto di nuovo, perché le cose sono in continua evoluzione”, “finora, credo che la Commissione abbia gestito la questione dei dazi in modo molto intelligente. Dobbiamo mantenere aperto il dialogo con gli Stati Uniti, senza escalation. Cercare di trovare soluzioni. E sono molto fiduciosa che questo sarà anche l’approccio per andare avanti”. Lo dice la ministra danese dell’Economia, Stephanie Lose, della presidenza di turno Ue all’arrivo alla riunione dell’Ecofin.
8 luglio 2025
Trump rinvia i dazi al 1° agosto, ma per 7 Paesi scattano tariffe dal 25 al 40%
Trump rinvia i dazi al primo agosto. Più tempo dunque per la trattativa con l’Ue. Il presidente Usa ha definito «definitive ma non al 100%» le tariffe, aprendo a «offerte diverse» da parte dei paesi colpiti. Washington ha deciso intanto dazi dal 25% al 40% per 7 stati ritenuti non collaborativi: ci sono anche Giappone, Corea del Sud e Sudafrica. Tokyo parla di «mossa estremamente deplorevole». Pechino assicura che «difenderà i suoi diritti».
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