Le undici nazioni emergenti (i Paesi del precedente BRIC - Brasile, Russia, India e Cina - con l’aggiunta dal 2010 del Sudafrica, cui si deve la S di BRICS. oltre a Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Iran e Indonesia) rappresentano circa la metà della popolazione mondiale e il 40% della produzione economica globale. Il blocco è diviso su molte questioni, ma ha trovato un punto in comune riguardo alle misure del leader statunitense e alle sue continue guerre tariffarie, pur evitando di nominarlo direttamente. Esprimendo «serie preoccupazioni per l’aumento delle misure tariffarie unilaterali», i membri dei Brics hanno affermato in una dichiarazione congiunta che i dazi rischiano di danneggiare l’economia globale.
La Russia, in attesa di capire le mosse della Casa Bianca, assicura intanto che la cooperazione tra i Paesi Brics non è “contro” Paesi terzi. “L’interazione all’interno dei Brics non è mai stata e non sarà mai diretta contro Paesi terzi”, ha risposto ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in dichiarazioni riportate dalle agenzie russe.
I Brics si descrivono come “forum di coordinamento politico e diplomatico per i Paesi del Sud Globale e per il coordinamento nei settori più diversi”. Gli obiettivi dichiarati sono “rafforzare la cooperazione economica, politica e sociale” tra i Paesi membri, “intensificare l’influenza dei Paesi del Sud Globale nella governance internazionale” e “rafforzare lo sviluppo economico e sociale”, oltre a “promuovere l’inclusione sociale”.
Mattarella: Ue è una rete commerciale aperta
«La vocazione alla pace l’Europa l’ha sempre coltivata e la mantiene»: inoltre l’Unione europea «è al centro di una rete commerciale aperta che garantisce pace: questa vocazione di pace della Ue è condivisa per restituire alla vita internazionale un modello di convivenza serena». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine del colloquio con il presidente della Repubblica di Croazia, Zoran Milanović.