Guerre commerciali

Dazi, Trump: le prime 12 lettere alle 18, nuove aliquote dal 1° agosto. Mattarella: «Ue è una rete commerciale aperta»

Il presidente Usa in vista della scadenza del 9 luglio annuncia tempi e modi di entrata in vigore delle misure economiche che scatteranno il 1° agosto

Aggiornato il 7 luglio 2025, ore 10:07

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump gesticola dopo essere sbarcato dall'Air Force One al suo arrivo alla Joint Base Andrews, Maryland, Stati Uniti, 6 luglio 2025. REUTERS/Nathan Howard

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Donald Trump ha confermato sul suo social Truth che oggi alle 12 ora locale (le 18 in Italia) inizierà a inviare le prime lettere su dazi e accordi commerciali, in vista della scadenza per l’entrata in vigore delle imposte sospese. Il presidente degli Stati Uniti assicura anche dazi aggiuntivi del 10% contro i paesi «allineati» ai Brics. Le lettere odierne saranno 12 ma non si sanno ancora i Paesi destinatari.

«La maggior parte dei paesi» sarà sistemata entro il 9 luglio «o con una lettera o con un accordo», dichiara The Donald specificando che le prime lettere partiranno in giornata, «altre martedì (8 luglio, ndr). Sarà un mix di lettere e alcuni accordi già fatti», ha aggiunto il presidente. Il segretario al Commercio Howard Lutnick ha ribadito che i dazi annunciati nelle lettere scatteranno il 1° agosto. «Le tariffe inizieranno l’1 agosto ma il presidente le fissa ora».

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«Annunceremo diversi accordi commerciali nel corso delle prossime 48 ore», ha confermato il segretario al Tesoro Scott Bessent in un’intervista a Cnbc, sottolineando che l’importante non è la quantità degli accordi ma la qualità. Sempre sul tema dazi, Bessent ha delineato le prossime mosse Usa. «Incontrerò - ha detto nell’intervista - la mia controparte cinese nelle prossime settimane». «La mia email è piena di nuove offerte» sul fronte commerciale, ha poi aggiunto il segretario al Tesoro Scott Bessent.

A quanto si apprende, la presidenza danese ha convocato per oggi alle 17:30 una riunione del Coreper, con i rappresentanti permanenti degli Stati membri, per discutere lo stato dei colloqui tra Ue e Usa sui dazi. La riunione sarà in formato ristretto, senza dispositivi elettronici.

Paesi Brics nel mirino

Trump ha minacciato poi di imporre dazi aggiuntivi del 10% sui Paesi che sostengono le politiche perseguite dal gruppo Brics e assicura: «Non ci saranno eccezioni». Immediata la condanna dei leader dei Brics, riuniti a Rio de Janeiro che criticano i dazi sulle importazioni «indiscriminati» imposti dall’Amministrazione Usa e i recenti attacchi israelo-statunitensi contro l’Iran.

Le undici nazioni emergenti (i Paesi del precedente BRIC - Brasile, Russia, India e Cina - con l’aggiunta dal 2010 del Sudafrica, cui si deve la S di BRICS. oltre a Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Iran e Indonesia) rappresentano circa la metà della popolazione mondiale e il 40% della produzione economica globale. Il blocco è diviso su molte questioni, ma ha trovato un punto in comune riguardo alle misure del leader statunitense e alle sue continue guerre tariffarie, pur evitando di nominarlo direttamente. Esprimendo «serie preoccupazioni per l’aumento delle misure tariffarie unilaterali», i membri dei Brics hanno affermato in una dichiarazione congiunta che i dazi rischiano di danneggiare l’economia globale.

La Russia, in attesa di capire le mosse della Casa Bianca, assicura intanto che la cooperazione tra i Paesi Brics non è “contro” Paesi terzi. “L’interazione all’interno dei Brics non è mai stata e non sarà mai diretta contro Paesi terzi”, ha risposto ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in dichiarazioni riportate dalle agenzie russe.

I Brics si descrivono come “forum di coordinamento politico e diplomatico per i Paesi del Sud Globale e per il coordinamento nei settori più diversi”. Gli obiettivi dichiarati sono “rafforzare la cooperazione economica, politica e sociale” tra i Paesi membri, “intensificare l’influenza dei Paesi del Sud Globale nella governance internazionale” e “rafforzare lo sviluppo economico e sociale”, oltre a “promuovere l’inclusione sociale”.

Mattarella: Ue è una rete commerciale aperta

«La vocazione alla pace l’Europa l’ha sempre coltivata e la mantiene»: inoltre l’Unione europea «è al centro di una rete commerciale aperta che garantisce pace: questa vocazione di pace della Ue è condivisa per restituire alla vita internazionale un modello di convivenza serena». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine del colloquio con il presidente della Repubblica di Croazia, Zoran Milanović.

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