22 maggio 2026
Guerra, ultime notizie. Al Arabya: Usa verso l’accordo. Ma l’Iran smentisce
Secondo fonti di Al Arabya, la bozza finale di un possibile accordo Usa-Iran, mediato dal Pakistan, potrebbe essere annunciata «nelle prossime ore». I punti chiave includono il cessate il fuoco immediato, la garanzia della libertà di navigazione a Hormuz e la graduale revoca deIle sanzioni statunitnesi. L’accordo dovrebbe entrare in vigore subito dopo l’annuncio ufficiale da parte di entrambe le parti. Dall’Iran, però, smentiscono. Non si fermano i raid israeliani in Libano e, in una dichiarazione congiunta sulla Cisgiordania, i leader di Uk, Italia, Francia e Germania chiedono al governo israeliano di fermare gli insediamenti, garantire la responsabilità per la violenza dei coloni e indagare sulle accuse contro l’Idf
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Sintesi per punti
22 maggio 2026
Colloquio telefonico tra ministro Esteri iraniano Araghchi e Guterres
Colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. Nel corso della telefonata, scrive l’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, i due hanno discusso della situazione in Medio Oriente e delle discussioni diplomatiche in corso tra Iran e Stati Uniti.
22 maggio 2026
Trump ha visto i consiglieri alla sicurezza, valuta attacco a Iran se non avviene svolta
Donald Trump ha avuto questa mattina una riunione con i suoi consiglieri alla sicurezza nazionale sull’Iran. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali il presidente sta seriamente valutando di attaccare l’Iran a meno di una svolta dell’ultimo minuto nei negoziati. Giovedì sera il presidente è apparso più propenso all’attacco, anche se non ha ancora preso una decisione definitiva sulla ripresa della guerra.
22 maggio 2026
Media Pasdaran: «Alcuni progressi ma nessuno accordo fino a fine guerra»
Nei colloqui tra Iran e Stati Uniti sono stati registrati alcuni progressi su specifiche questioni, ma non è ancora stato raggiunto alcun accordo complessivo. Lo riferisce l’agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Pasdaran, citando una fonte vicina al team negoziale iraniano. L’agenzia riporta che “sono stati fatti alcuni progressi su alcune questioni rispetto a prima, ma non si raggiungerà alcun accordo finché tutte le questioni controverse non saranno risolte”. La fonte ha inoltre precisato che “l’attenzione è ora sulla questione della fine della guerra e, finché questo punto non sarà definito, nessun altro tema sarà negoziato”. Secondo quanto riferito, “i colloqui e le consultazioni sulle questioni controverse sono ancora in corso e non è stato ancora raggiunto alcun risultato finale”, aggiungendo infine che “i testi pubblicati da alcuni media occidentali sui dettagli dell’intesa non sono accurati”.
Il Supremo leader Mojtaba Khamenei a Tehran via REUTERS
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22 maggio 2026
Arrivato in Iran il capo negoziatore pakistano
Il feldmaresciallo Asim Munir, comandante dell’esercito pakistano, è arrivato a Teheran per proseguire le consultazioni in qualità di mediatore tra Teheran e Washington e per continuare lo scambio di messaggi e suggerimenti. Lo riporta l’agenzia iraniana Isna. Il Ministro degli Interni pakistano Syed Mohsen Naqvi si trova a Teheran da mercoledì ed era stato a Teheran anche sabato scorso per seguire da vicino i negoziati con i funzionari iraniani, tra cui il Presidente, il Presidente del Parlamento, il Ministro degli Esteri e il Ministro degli Interni. Alcune notizie diffuse dopo la seconda visita del Ministro degli Interni pakistano in Iran indicavano che le parti erano molto vicine a un “quadro di riferimento” per un accordo e che la possibilità della presenza del capo dell’esercito pakistano a Teheran per finalizzare tale testo si era rafforzata ieri.
22 maggio 2026
Iran: «Non possiamo dire che l’accordo sia imminente»
«Non possiamo necessariamente affermare di essere giunti a un punto in cui un accordo» con gli Stati Uniti «sia imminente». Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, citato da Iran International, spiegando che nonostante gli scambi con il capo negoziatore pachistano Asim Munir siano diventati più frequenti «rappresentano la continuazione dello stesso processo diplomatico».
22 maggio 2026
Trump: «L’Iran vuole disperatamente un accord, vedremo»
L’Iran vuole «disperatamente raggiungere un accordo, vedremo». Lo ha detto Donald Trump durante la cerimonia per il giuramento di Kevin Warsh alla presidenza della Fed.
22 maggio 2026
Ft: aerei militari Usa ad aeroporto Ben Gurion in Israele
Nonostante il cessate il fuoco tra Usa e Iran, iniziato l’8 aprile scorso, almeno 50 esemplari americani di aerei cisterna a uso militare sono parcheggiati al principale aeroporto civile israeliano, quello di Ben Gurion a Tel Aviv. Lo scrive il Financial Times, che analizzando immagini satellitari ha concluso che il numero di velivoli militari all’aeroporto che collega Israele con il resto del mondo e’ salito dal lancio della guerra (il 28 febbraio scorso) contro l’Iran. Il quotidiano britannico sostiene che a inizio marzo erano circa 36 gli aerei cisterna parcheggiati all’aeroporto. Quel numero e’ salito a 47 con l’inizio del cessate il fuoco di inizio aprile. Nella settimana in corso l’FT ha identificato 52 velivoli appartenenti agli Usa.Stando all’FT, anche l’aeroporto israeliano ben piu’ piccolo a Ramon, vicino alla punta meridionale del paese, e’ stato usato come parcheggio militare. Rimasto vuoto tra febbraio e marzo, l’aeroporto da inizio aprile ospita almeno 10 degli aerei pensati per rifornire in volo i caccia da combattimento. Il quotidiano cita l’emittente israeliana Channel 12 News, secondo cui ci sono trattative in corso per consentire agli aerei militari Usa di restare all’aeroporto Ben Gurion fino almeno a fine 2027. Cosi’ facendo, dicono gli osservatori, lo scalo rischia di diventare un target militare in caso di escalation.
22 maggio 2026
Meloni: condanniamo violenze dei coloni e insediamenti israeliani
«Condividiamo alcuni punti fermi anche sulla situazione a Gaza e in Cisgiordania, fermo restando il diritto alla sicurezza di Israele: la soluzione dei due Stati come unica pace giusta e duratura possibile, l’importanza di assicurare la assistenza umanitaria la popolazione civile, la condanna delle violenze dei coloni e delle attività di insediamento israeliane”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni congiunte con il primo ministro d’Irlanda Micheál Martin, dopo l’incontro a Palazzo Chigi.
22 maggio 2026
Jerusalem Post: «Iran potrebbe attaccare a sorpresa Paesi Golfo e Israele»
«L’Iran potrebbe star pianificando un attacco a sorpresa con missili e droni contro gli Stati del Golfo e Israele». Lo riferisce il Jerusalem Post. L’ipotesi di un attacco preventivo da parte dell’Iran è emersa dopo una valutazione della situazione con i vertici militari e il ministro della Difesa Israel Katz. Funzionari della sicurezza israeliana hanno indicato che Teheran potrebbe tentare di agire prima che Stati Uniti e Israele decidano che la via diplomatica non è più percorribile e lanciare un attacco a sorpresa simile a quello all’inizio dell’operazione Epic Fury e dell’operazione Roaring Lion. La Direzione operazioni dell’Aeronautica dell’Idf ha condotto una serie di colloqui con gli omologhi americani per migliorare la prontezza operativa, compreso il trasferimento di informazioni di intelligence su attività iraniane insolite.
22 maggio 2026
Usa, a maggio il clima di fiducia dei consumatori cade a nuovi minimi
A maggio, gli statunitensi si sono dimostrati ancora più pessimisti raggiungendo nuovi minimi record e deludendo le attese. La colpa è delle preoccupazioni per l’inflazione. La lettura finale dell’indice sulla fiducia redatto mensilmente dall’Università del Michigan è stata pari a 44,8 punti dai 49,8 punti di aprile, in ribasso del 14,2% sul maggio del 2025. Le attese erano per un dato a 48,2 punti.
La componente che misura le aspettative per il futuro è passata a 44,1 da 48,1 di aprile, in calo del 7,9% anno su anno.
La componente sulla situazione attuale è calata a 45,8 da 52,5 punti, in ribasso del 22,2% rispetto al maggio del 2025.
In ambo i casi si tratta di minimi record, toccati anche dalla preoccupazione per le proprie finanze.
Per quanto riguarda l’inflazione, le aspettative a un anno sono salite al 4,8% dal 4,7%. Il dato supera il 3,4% dello scorso febbraio prima dell’inizio della guerra in Iran ed e’ superiore a quelli del 2024. Le aspettative a lungo termine sono salite al 3,9% dal 3,5% di aprile, top di sette mesi. Nel 2024 il dato spaziava tra il 2,8 e il 3,2%.
22 maggio 2026
Rubio: «Iniziare a pensare al piano B se l’Iran non riapre Hormuz»
Gli Stati Uniti «sperano di raggiungere un accordo» con l’Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz e l’abbandono delle ambizioni nucleari, i negoziati sono in corso e si registrano alcuni «progressi» riconosciuti ma resta ancora molto da fare. Tuttavia è fondamentale «elaborare un piano B» per gli scenari in cui l’Iran si rifiutasse di riaprire lo stretto o imponesse un pedaggio. «Dobbiamo cominciare a pensare a cosa faremo se, tra qualche settimana, l’Iran decidesse di tenerlo chiuso». Lo ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio al termine della ministeriale Nato in un incontro con alcune testate, tra cui l’Ansa.
22 maggio 2026
Flotilla: dimessi da ospedale tutti gli attivisti spagnoli in Turchia
La delegazione spagnola della Global Sumud Flotilla ha riferito che tutti gli attivisti spagnoli che hanno avuto bisogno di cure mediche dopo essere arrivati in Turchia da Israele hanno lasciato l’ospedale a Istanbul. “Stiamo acquistando i biglietti per il loro rimpatrio nei rispettivi territori”, ha affermato la delegazione. In precedenza il ministro degli Esteri José Manuel Albares aveva riferito che almeno quattro dei 44 attivisti spagnoli della Flotilla erano sotto osservazione medica prima di poter fare ritorno in Spagna.
22 maggio 2026
Leader Gb, Italia, Francia e Germania a Israele: «Stop a insediamenti»
In una dichiarazione congiunta sulla Cisgiordania, i leader di Regno Unito, Italia, Francia e Germania chiedono «al governo israeliano di porre fine all’espansione degli insediamenti e dei poteri amministrativi, di garantire la responsabilità per la violenza dei coloni e di indagare sulle accuse contro le forze israeliane, di rispettare la custodia hashemita sui Luoghi Santi di Gerusalemme e gli accordi storici sullo status quo, e di revocare le restrizioni finanziarie all’Autorità Palestinese e all’economia palestinese».
22 maggio 2026
La Francia vuole aderire al progetto britannico-tedesco per missili a lungo raggio

La Francia intende aderire a un piano anglo-tedesco per la produzione di nuovi missili a lungo raggio. Lo riporta in esclusiva il Financial Times. Parigi ha manifestato il proprio interesse a partecipare al programma di attacco di precisione a lungo raggio di Berlino e Londra, in una mossa che si inserisce in un più ampio dialogo franco-tedesco sulla difesa. I tre Paesi sperano di tenere colloqui trilaterali sul tema all’inizio di giugno.
Il programma, annunciato da Regno Unito e Germania nel 2024 come fiore all’occhiello del loro accordo di difesa, mira a produrre una famiglia di missili terrestri avanzati con una gittata di oltre 2.000 km, in grado di colpire obiettivi militari all’interno del territorio russo.
22 maggio 2026
Anche il Qatar invia negoziatori a Teheran per finalizzare accordo
Una squadra negoziale del Qatar è arrivata oggi a Teheran in coordinamento con gli Stati Uniti per contribuire a raggiungere un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran e risolvere le questioni in sospeso. Lo riferisce la Reuters sul proprio sito citando una fonte a conoscenza della questione. Doha, che ha svolto un ruolo di mediatore nella guerra di Gaza e in altre tensioni internazionali, si era finora tenuta lontana dal ruolo di mediatrice nella guerra con l’Iran, sottolinea la Reuters, dopo essere stata attaccata da missili e droni iraniani durante l’ultimo conflitto.
22 maggio 2026
Ft, Parigi vuole unirsi al piano di Londra e Berlino per missili a lungo raggio
La Francia sta cercando di unirsi al progetto avviato da Regno Unito e Germania per sviluppare una nuova generazione di missili a lungo raggio, con l’obiettivo di rafforzare la capacità europea di colpire obiettivi in profondità nel territorio russo senza il supporto degli Stati Uniti. A dirlo è il Financial Times, che cita fonti a conoscenza delle trattative.
Questo interesse si inserisce in un più ampio contesto di collaborazione franco-tedesca nel settore della difesa e coinvolge importanti attori industriali come MBDA e la start-up Hypersonica, attiva nello sviluppo di tecnologie ipersoniche.
Parigi ha inoltre proposto di includere nel programma ArianeGroup, già produttrice del missile nucleare M51, per contribuire con sistemi di lancio basati su booster in grado di portare armi ipersoniche nell’atmosfera. Secondo i funzionari francesi, la partecipazione di Parigi potrebbe accelerare lo sviluppo dei nuovi missili - che dovrebbero essere operativi dopo il 2030 - che si candidano a essere tra i sistemi più avanzati mai realizzati.
Il presidente Macron ha esplicitamente indicato Germania e Regno Unito come partner prioritari per lo sviluppo di armamenti avanzati e per una gestione più efficace delle escalation militari.
Berlino accoglie con favore l’ingresso francese, mentre a Londra qualcuno teme che un nuovo attore nel progetto - con rispettivi interessi industriali e visioni strategiche - potrebbe portare squilibrio.
Le difficoltà non sono nuove: diversi progetti di cooperazione franco-tedesca, come il programma FCAS per un caccia di nuova generazione, hanno incontrato ostacoli politici e industriali in passato.
Esistono però anche esempi positivi di collaborazione, come lo sviluppo congiunto tra Francia e Regno Unito del missile Storm Shadow/Scalp.
Il nuovo programma, annunciato nel 2024, punta a realizzare missili terrestri con una gittata superiore ai 2.000 km, in grado di colpire obiettivi militari in Russia. L’iniziativa ha assunto maggiore urgenza dopo la cancellazione da parte degli Stati Uniti di un piano per dispiegare missili a lungo raggio in Germania. Attualmente, infatti, le capacità europee sono limitate soprattutto a sistemi lanciati da aria o da mare, che richiedono l’esposizione di aerei e navi in aree contese.
In questo contesto, anche a seguito dell’uso massiccio di missili terrestri da parte della Russia in Ucraina, i Paesi europei stanno cercando di sviluppare capacità analoghe per rafforzare la propria deterrenza. La Francia, in particolare, considera il progetto come un complemento strategico alla propria deterrenza nucleare, utile a colmare il divario tra capacità convenzionali e nucleari e a gestire eventuali crisi prima di raggiungere la soglia atomica.
Colloqui trilaterali dovrebbero aver luogo a inizio giugno.
22 maggio 2026
al-Arabiya: «Ghalibaf confermato capo negoziatori, portavoce diplomazia entra in squadra»
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei, è stato nominato come portavoce del team di negoziatori iraniani impegnati nelle difficili trattative per un accordo con gli Usa. Lo affermano fonti citate dalla tv satellitare al-Arabiya, precisando che è stato confermato alla guida della delegazione il capo del Parlamento di Teheran, Mohammad Baqer Ghalibaf.
22 maggio 2026
Bloomberg: anche Emirati Arabi Uniti spingono Trump a negoziare
Fino ad ora il paese nel Golfo Persico più falco nei confronti dell’Iran, colpa degli attacchi subiti, gli Emirati Arabi Uniti negli ultimi giorni si sono uniti ad Arabia Saudita e Qatar nel fare pressione sul presidente degli Stati Uniti affinchè dia una possibilità ai negoziati. Lo scrive Bloomberg citando varie fonti anonime informate dei fatti. Il rinnovato pressing c’è stato alla luce di timori che una ripresa delle ostilità e dunque di possibili ritorsioni da parte dell’Iran possa spingere i paesi vicini nel caos.
Stando a Bloomberg, in telefonate separate con Donald Trump i tre alleati degli Stati Uniti hanno sostenuto che un’azione militare non consentira’ a Washington di raggiungere i suoi obiettivi di lungo termine con Teheran. Stando alle fonti del gruppo media, gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita e il Qatar differiscono sul tipo di accordo diplomatico che gli Stati Uniti dovrebbero perseguire e su quanto dovrebbero essere duri con l’Iran. Tuttavia, il loro tentativo di convincere Trump sottolinea la preoccupazione condivisa per una possibile ripetizione della situazione osservata tra la fine di febbraio, quando Israele e Stati Uniti lanciarono la guerra contro l’Iran, e il cessate il fuoco di inizio di aprile.
22 maggio 2026
Rubio al vertice Nato: «Lievi progressi nei colloqui con Teheran»
Le parole del segretario di Stato Usa Marco Rubio.
22 maggio 2026
Capo esercito Pakistan partito per visita in Iran
Il capo di stato maggiore dell’esercito pakistano, Asim Munir, è partito per una visita in Iran. Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Irna, citando una fonte diplomatica. Questo potrebbe essere un segnale che si è vicino a un accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra.
22 maggio 2026
Nato: Madrid non teme espulsione né ritiro delle truppe Usa
Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha escluso la possibilità di un’espulsione della Spagna dalla Nato e ha detto di non temere che gli Stati Uniti annuncino un ritiro delle truppe, come fatto in Germania. “Siamo seri”, ha risposto Albares alla domanda dei giornalisti su un’espulsione della Spagna dalla Nato, a margine della ministeriale in Svezia, come riporta Rtve. Il ministro ha affermato poi che non c’è alcune segnale del fatto che gli Usa vogliano ritirare le truppe. Il presidente Usa Donald Trump, irritato per il divieto di Madrid di usare le basi congiunte di Rota e Moron per l’attacco all’Iran e dalla “bassa” spesa per la difesa, ha minacciato più volte l’espulsione della Spagna dalla Nato o la sua sospensione dall’Alleanza. In realtà il trattato istitutivo della Nato non prevede alcuna disposizione relativa alla sospensione dell’adesione o all’espulsione di uno Stato membro.
22 maggio 2026
Flotilla, “una cinquantina di attivisti ricoverati a Istanbul, anche un italiano”
Circa cinquanta di attivisti della Flotilla sono stati ricoverati a Istanbul per lesioni riportate durante il periodo di detenzione in Israele. Lo si apprende da fonti della Global Sumud Flotilla. Tra di loro risulta anche un italiano ricoverato. “Stiamo cercando in queste ore di avere notizie sulle sue condizioni di salute - spiega la portavoce italiana Maria Elena Delia - ci riferiscono che in tanti hanno ripotato lesioni serie e alcuni sono sotto shock”.
22 maggio 2026
Randa Masoud: «A Gaza la situazione non è migliorata»

- «È imbarazzante e doloroso dover ammettere che, a sette mesi dal cosiddetto cessate il fuoco, la situazione non è migliorata affatto. Le condizioni sanitarie restano catastrofiche». Per qualche minuto la voce di Randa gracchia, arriva a singhiozzo, ma la sua immagine resta nitida. Quasi fosse a pochi chilometri di distanza, e non in una clinica nella Striscia di Gaza, nella città di Deir el-Balah. Randa Masoud è coordinatrice medica di Médecins Sans Frontières dal 2024, ma lavora da 14 anni nella pianificazione delle emergenze sanitarie nella Striscia. Il suo intervento al Festival dell’Economia di Trento, nel panel «Gaza e la Cisgiordania da non dimenticare», è la descrizione di una crisi ancora gravissima: il cessate il fuoco voluto dal presidente americano Trump non ha prodotto miglioramenti concreti. «Prima della tregua si contavano oltre 72mila morti e più di 172mila feriti. Pensavamo che almeno le uccisioni e i ferimenti sarebbero finiti, ma i palestinesi continuano a essere colpiti ogni giorno».
«L’11 maggio - prosegue l’operatrice - un bombardamento ha colpito un rifugio per sfollati pieno di donne e bambini, a 400 metri da una struttura di Médecins Sans Frontières. Pochi giorni dopo, il 17 maggio, un altro attacco ha centrato una cucina comunitaria che distribuiva cibo agli sfollati, causando tre morti e numerosi feriti».
22 maggio 2026
Università Hong Kong, Cina non colpita da chiusura Hormuz
“Chi vuole posizionarsi favorevolmente per avere successo, deve avere resilienza per affrontare le sfide. In questo senso la Cina è stata più brava del resto del mondo. Ma la resilienza ha un costo: scaturisce da pianificazione di lunghissimo periodo per anticipare e affrontare le crisi. Ora è leader nell’energia elettrica, che nel 2025 è stata prodotta totalmente dalle rinnovabili. Idem con il petrolio: la chiusura dello Stretto di Hormuz non ha minimamente intaccato la nostra economia perché, già dai tempi della guerra del Golfo, abbiamo accumulato riserve e immagazzinate nelle ex riserve di sale, e non come hanno fatto alcuni Paesi, costruendo costose strutture e sfruttando il territorio. La resilienza non nasce dall’essere una superpotenza della regolamentazione, come ha fatto l’Ue ad esempio con l’intelligenza artificiale. Nasce invece da un approccio programmatico e da una forma mentis aperta a livello internazionale”. Lo ha detto Yang Wang, vice presidente dell’Università di Hong Kong, intervenendo a un panel del Festival dell’economia di Trento.
22 maggio 2026
Pasdaran, 35 navi hanno attraversato Hormuz in ultime 24 ore
La Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha dichiarato che 35 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore, dopo aver ottenuto i permessi necessari e aver coordinato le operazioni con le forze navali dei pasdaran. L’ufficio stampa della Marina delle Guardie Rivoluzionarie ha dichiarato che tra le imbarcazioni figuravano petroliere, navi portacontainer e altre navi commerciali. Lo riporta Iran International.
22 maggio 2026
Media iraniani: “Parlamento Teheran approverebbe una taglia su Trump”
“I legislatori del Parlamento iraniano approverebbero certamente una proposta che offra una ricompensa a chiunque esegua la ’fatwa’ (una vendetta) contro Donald Trump, una volta completato l’iter legale del provvedimento”. Lo ha dichiarato Hassanali Akhlaghi-Amiri, membro della commissione Cultura del Parlamento iraniano, a ’Didban Iran’, ripreso da Iran International.
22 maggio 2026
Libano, Idf: uccisi ieri 5 membri di Hezbollah nel sud del Paese
L’Idf ha annunciato che ieri le truppe impegnate nel Libano meridionale hanno ucciso cinque militanti di Hezbollah dopo averli intercettati mentre entravano in un centro di comando del gruppo a nord dell’area controllata da Israele. Secondo l’esercito israeliano, i soldati hanno identificato i militanti a nord della linea di difesa dell’Idf e hanno effettuato un attacco aereo contro l’edificio. L’Idf ha aggiunto che, nel corso della giornata, le truppe hanno anche colpito depositi di armi di Hezbollah e altre infrastrutture del gruppo in Libano, uccidendo altri militanti ritenuti una minaccia.
22 maggio 2026
Iran, Ue sanziona entità e persone che minacciano libertà navigazione
Il Consiglio dell’Ue ha deciso oggi di estendere la portata delle proprie misure restrittive prendendo di mira anche le persone fisiche e giuridiche coinvolte nelle azioni e nelle politiche iraniane che minacciano la libertà di navigazione in Medio Oriente. La decisione dà attuazione all’accordo politico raggiunto dai ministri dell’Ue in seno al Consiglio Affari esteri il 21 aprile 2026. “Le azioni dell’Iran contro le navi in transito nello Stretto di Hormuz sono contrarie al diritto internazionale. Tali azioni violano i diritti consolidati di transito e di passaggio inoffensivo attraverso gli stretti internazionali”, riferisce in una nota Bruxelles.(
22 maggio 2026
Lagarde: prezzi energia probabilmente più alti anche dopo fine crisi Iran
Quando la crisi del Golfo Persico sarà finita i prezzi dell’energia risulteranno probabilmente più alti rispetto a quelli precedenti a questa vicenda. E tra i fattori chiave maggiormente sotto i riflettori della Banca centrale europea, per valutare l’impatto dello shock energetico sull’inflazione, sono “gli effetti di secondo livello” e le generali aspettative di inflazione del pubblico. Lo ha spiegato la presidente, Christine Lagarde nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo informale a Cipro.
“Come abbiamo detto ripetutamente, l’impatto dipenderà dalla durata (delo shock) e stiamo attenti a effetti diretti e indiretti e di secondo livello”, ha proseguito.
“Ma anche se la crisi dovesse risolversi adesso - ha aggiunto - ci saranno effetti di trascinamento che continueranno semplicemente per la necessità di ripristinare la situazione ex ante. Ed è probabile che i livelli dei prezzi saranno più alti quando vedremo la fine di questa crisi”.
“La nostra ammissione, il nostro compito è assicurare che abbiamo stabilità dei prezzi al 2%. Ma staremo molto attenti a tutti possibili indicatori per far combaciare due cose: effetti secondari e le aspettative di inflazione. Sono i due fattori chiave - ha detto - non sono gli unici che osserviamo ma due a cui stiamo particolarmente attenti”. (fonte immagine: European Union).
22 maggio 2026
Iran: al-Arabiya, ecco punti bozza finale accordo, possibile annuncio a ore
Fine delle operazioni militari e della guerra mediatica, cessate il fuoco immediato, totale e senza condizioni su tutti i fronti, garanzie per la libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman. Sarebbero questi alcuni dei punti contenuti nella “bozza finale” di un possibile accordo tra Iran e Stati Uniti, con la mediazione del Pakistan, secondo quanto riporta la tv satellitare al-Arabiya sull’account X in inglese citando sue fonti stando alle quali un annuncio potrebbe arrivare a ore. Un particolare, quest’ultimo, che non viene invece indicato dal servizio arabo dell’emittente che si limita a parlare di cauto ottimismo citando fonti pakistane. Secondo quanto riportato, il testo prevede inoltre un impegno reciproco delle parti a non colpire infrastrutture militari, civili o del settore economico, l’impegno a rispettare sovranità, integrità territoriale e principio di non interferenza negli affari interni, oltre a un meccanismo congiunto per monitorare l’attuazione dell’intesa e risolvere dispute. Negoziati sulle questioni irrisolte inizierebbero entro sette giorni e una revoca graduale delle sanzioni americane viene indicata in cambio dell’impegno dell’Iran rispetto ai termini dell’accordo. La fonte pakistana al canale in arabo ha sottolineato che “non esiste alternativa a un accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran”. La fonte ha inoltre confermato che “ridurre le divergenze non è facile perché entrambe le parti hanno richieste elevate”. La fonte ha poi indicato che “i contatti continuano per ridurre il divario sulle questioni dell’uranio e dello Stretto di Hormuz”. La fonte ha osservato che “il punto critico nei negoziati è stato, e rimane, come gestire l’uranio altamente arricchito” e ha aggiunto che “le questioni principali dell’accordo richiedono un lungo periodo di negoziazione”. Infine, la fonte ha affermato che il Pakistan ripone grande speranza nella Cina per far progredire il potenziale accordo tra Stati Uniti e Iran.
22 maggio 2026
Beirut, 6 morti tra cui due soccorritori e una bambina nel sud del Paese
Un attacco israeliano nel sud del Libano ha ucciso sei persone, tra cui due soccorritori e una bambina. Lo ha dichiarato il ministero della Salute libanese. Tra le vittime dell’attacco al villaggio di Deir Qanun al-Nahr, c’erano due soccorritori dell’associazione scout Risala, uno dei quali lavorava anche come fotografo freelance, e una bambina siriana. L’associazione è legata al movimento Amal, alleato di Hezbollah.
22 maggio 2026
Rubio, «lievi progressi nei colloqui di pace con l’Iran, è positivo»
“Restiamo in attesa di notizie su colloqui attualmente in corso. Si sono registrati alcuni lievi progressi. Non voglio esagerare, ma c’è stato un leggero miglioramento e questo è positivo. I principi fondamentali rimangono gli stessi: l’Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari”. Lo ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio in Svezia
22 maggio 2026
Libano, uccisi due soccorritori in un doppio attacco israeliano
Due soccorritori dell’Associazione scout islamici, affiliata al movimento Amal, sono stati uccisi in un attacco di droni israeliani a Deir Qanoun el-Nahr, nel distretto di Tiro, nel sul del Libano. Lo riporta il quotidiano L’Orient Le Jour, secondo cui i soccorritori sono stati colpiti mentre stavano raggiungendo il luogo di un attacco avvenuto poco prima nel villaggio. Altre quattro persone sono rimaste ferite.
Altri quattro soccorritori, membri dell’Autorità sanitaria islamica, affiliata a Hezbollah, sono stati uccisi la scorsa notte in un attacco aereo contro ad Hannaouiyah, sempre nel distretto di Tiro.
22 maggio 2026
Iran: Tajani, «difficile missione Nato a Hormuz, Turchia non favorevole»
“Non credo che possa essere la Nato a intervenire” per garantire la libertà di navigazione dello Stretto di Hormuz “anche perché c’è la Turchia che non sarebbe favorevole. Quindi dobbiamo trovare un’altra formula, un altro schema internazionale”. Lo ha dichiarato il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, arrivando alla riunione dei ministri degli Esteri della Nato a Helsingborg. “Noi siamo assolutamente disponibili a partecipare a missioni internazionali sotto la bandiera dell’Onu, sotto la bandiera delle Nazioni dell’Unione Europea”, ha proseguito Tajani, ribadendo che “una volta arrivato un cessato il fuoco stabile, noi siamo pronti a fare la nostra parte, lo confermerò anche oggi”.
22 maggio 2026
Il ministro degli Interni del Pakistan incontra Araghchi, prosegue la mediazione
Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi, in visita in Iran per attività di mediazione, ha incontrato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim e ripreso da Al-Jazeera. Durante l’incontro, i due funzionari hanno esaminato le ultime proposte per porre fine alla guerra, nel tentativo di risolvere i punti di disaccordo ancora esistenti tra Stati Uniti e Iran, ha affermato Tasnim.
22 maggio 2026
Iran: Nyt, colloqui Teheran con Oman su pedaggi navi in Stretto di Hormuz
Secondo quanto riportato dal New York Times, l’Iran ha avviato colloqui con l’Oman in merito all’imposizione di pedaggi alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Le due fonti a conoscenza dei colloqui, sottolineano che le discussioni riguardano le tariffe, ovvero i compensi applicati per i servizi resi alle navi in transito, e non sull’imposizione o meno dei pedaggi, che invece si applicano al transito stesso. L’Oman, alleato degli Stati Uniti, inizialmente aveva respinto l’idea di collaborare con l’Iran nello stretto, ma più recentemente si è reso conto che il progetto potrebbe avvantaggiare Mascate e ha espresso la volontà di promuovere il piano con i paesi vicini del Golfo e con gli Stati Uniti, precisa il Nyt, citando due funzionari iraniani.
Guerra in Iran e Medio Oriente, 22 maggio
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22 maggio 2026
Media: Teheran ha distrutto droni MQ-9 Reaper per un mld Usd
Durante l’operazione militare contro l’Iran, le forze armate statunitensi hanno perso quasi un quinto dei loro droni MQ-9 Reaper a lunga autonomia. Lo scrive la Tass citando una notizia di Bloomberg. Secondo il rapporto, dall’inizio dell’attacco all’Iran alla fine di febbraio, la Repubblica islamica ha distrutto oltre due dozzine di droni MQ-9 Reaper, pari a quasi il 20% delle risorse del Pentagono precedenti al conflitto. Un singolo drone costa 30 milioni di dollari. Secondo il rapporto, i droni sono dotati di sensori e telecamere ad alta potenza e possono trasportare missili Hellfire e bombe guidate JDAM (Joint Direct Attack Munition). Bloomberg ipotizza inoltre che il numero totale di droni persi durante il conflitto con l’Iran potrebbe raggiungere quota 30, includendo anche i droni danneggiati e quindi inutilizzabili. L’agenzia stima i danni complessivi a 1 miliardo di dollari.
22 maggio 2026
Wsj, «Iran sposta miliardi tramite la piattaforma di crypto Binance»
L’Iran ha trasferito miliardi di dollari attraverso la piattaforma Binance per finanziare il regime, e le transazioni continuano anche questo mese. Lo scrive il Wall Street Journal. Le operazioni sul più grande exchange di criptovalute al mondo sono avvenute nonostante i ripetuti segnali d’allarme. Binance afferma di avere “tolleranza zero per le attività illecite”. Mentre l’Iran si preparava al conflitto con gli Stati Uniti, un importante finanziatore del regime ha creato una rete di pagamenti segreta per garantire il flusso di denaro alle forze armate. Al centro di questa rete c’era Binance. Fino a dicembre, la rete, gestita da Babak Zanjani, un iraniano che si autodefinisce un operatore “anti-sanzioni”, ha effettuato transazioni per 850 milioni di dollari in due anni sulla piattaforma di criptovalute, principalmente attraverso un singolo conto di trading, come dimostrano i report interni di Binance sulla conformità normativa
22 maggio 2026
Iran: negoziati in corso riguardano fine guerra su tutti i fronti
I negoziati in corso al momento tra Iran e Stati Uniti, con la mediazione del Pakistan, riguardano la cessazione delle ostilità “su tutti i fronti, compreso il Libano”. Lo ha detto all’agenzia di stampa Irna il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, sottolineando che nessuna delle indiscrezioni emerse negli ultimi giorni sui diversi aspetti del negoziato può essere confermata.
Secondo Baqaei, le indiscrezioni riguardanti la questione nucleare, che si tratti dell’arricchimento dell’uranio o del materiale arricchito in possesso dell’Iran, “sono mere ipotesi mediatiche, prive di fondamento”.
“Informazioni precise sui dettagli dei negoziati saranno fornite da funzionari autorizzati e dal portavoce della squadra negoziale”, ha aggiunto.
22 maggio 2026
Media Teheran, proseguono i colloqui indiretti Iran-Usa mediati da Pakistan
- Proseguono i colloqui indiretti tra Teheran e Washington, con il Pakistan che funge da mediatore. Lo afferma l’agenzia iraniana Isna, secondo cui le due parti si stanno attualmente scambiando messaggi e bozze di testo nel tentativo di stabilire un quadro per un accordo.
22 maggio 2026
Usa, ritirata mozione alla Camera per limitare i poteri di attacco di Trump
I leader repubblicani della Camera dei Rappresentanti Usa hanno ritirato un voto su una mozione per limitare la facoltà del presidente Donald Trump di ordinare attacchi militari contro l’Iran, dopo che è apparso chiaro che la risoluzione, portata con la forza dai democratici, sarebbe stata probabilmente approvata. “Non avete i voti!”, hanno scandito i deputati dem in un momento di grande tensione nell’aula, quando i repubblicani hanno tentato di rinviare la votazione a dopo il rientro dei parlamentari dalla pausa di una settimana per il Memorial Day, nel resoconto dei media americani. L’approvazione del provvedimento sarebbe stata interpretata come un atto di censura nei confronti di Trump e della guerra da lui avviata con Israele contro l’Iran senza alcuna autorizzazione al Congresso. I sondaggi d’opinione continuano a indicare che la maggioranza degli americani è contraria al conflitto, che finora ha causato un aumento dei costi dell’energia e scosso le catene di approvvigionamento globali. Trump e i suoi alleati hanno difeso il conflitto come necessario per impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari
Per Approfondire
22 maggio 2026
Libano, raid aereo contro centro sanitario nel sud: 4 morti
Almeno quattro persone sono rimaste uccise in un attacco aereo israeliano contro un centro dell’Autorità sanitaria islamica nella città di Hannaouiyah, nel distretto di Tiro, nel sud del Libano. Lo riporta l’agenzia di stampa libanese Nna, riferendo anche di due feriti.
22 maggio 2026
Trump, l’uranio arricchito dell’Iran lo avremo noi
“No, no. Noi avremo” l’uranio “altamente arricchito. Non ne abbiamo bisogno, non lo vogliamo e probabilmente lo distruggeremo. Ma non consentiremo che lo abbia” Teheran. Lo ha detto Donald Trump chiarendo che l’Iran non può mantenere l’uranio arricchito.







