
24 maggio 2026
Trump annuncia: «Accordo pronto. Hormuz riaprirà». Teheran smentisce: «Nessuna intesa sul nucleare»
“Lo Stretto di Hormuz verrà aperto”. Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth parlando dei negoziati dell’accordo con l’Iran
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Sintesi per punti
24 maggio 2026
Iran: stasera Netanyahu informerà gabinetto di sicurezza su accordo
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dovrebbe informare il gabinetto di sicurezza israeliano sugli elementi principali dell’accordo in via di definizione tra Stati Uniti e Iran, compresi i dettagli di una recente telefonata con il presidente americano Donald Trump. Lo scrive il sito di Haaretz spiegando che Netanyahu parlerà anche delle possibili limitazioni che l’accordo potrebbe imporre alle attività israeliane in Iran e Libano. Inoltre, si prevede che Netanyahu riveli al governo le informazioni in suo possesso riguardo alla soluzione raggiunta dalle parti sulla questione dell’uranio arricchito iraniano.
24 maggio 2026
Iran: fonti, Teheran rinuncia a scorte uranio arricchito, forse in Russia
Il potenziale accordo fra Iran e Stati Uniti di cui si discute nelle ultime ore includerà l’impegno dell’Iran a non perseguire un’arma nucleare e Teheran ha accettato di rinunciare alle sue scorte di uranio altamente arricchito. È quanto riferiscono funzionari regionali. Secondo una fonte, con conoscenza diretta dei negoziati, le modalità con cui l’Iran rinuncerà al proprio uranio altamente arricchito saranno oggetto di ulteriori negoziati nel corso di un periodo di 60 giorni ed è altamente probabile che una parte della quantità venga diluita, mentre il resto sarà trasferito in un paese terzo, potenzialmente la Russia. L’Iran possiede 440,9 chilogrammi di uranio arricchito fino al 60% di purezza, a un passo tecnico dal livello del 90% necessario per la produzione di armi, secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea).
24 maggio 2026
Iran: fonti, in accordo impegno Teheran a non realizzare arma nucleare
Il potenziale accordo fra Iran e Stati Uniti di cui si discute nelle ultime ore includerà l’impegno dell’Iran a non perseguire un’arma nucleare. Lo riferiscono fonti regionali.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump EPA
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24 maggio 2026
Media: possibile accordo Usa-Iran si chiamerà «Dichiarazione di Islamabad»
Alti responsabili hanno detto ai media arabi Al-Arabiya e Al-Hadath oggi che il possibile accordo preliminare tra Iran e America sarà chiamato “Dichiarazione di Islamabad”. Le fonti hanno aggiunto che il Pakistan annuncerà il memorandum d’intesa, mentre il prossimo ciclo di colloqui tra America e Iran potrebbe si tenersi il 5 giugno. Le fonti di Al-Arabiya e Al-Hadath hanno osservato che Washington e Teheran invieranno i capi delle loro delegazioni quando inizierà la negoziazione dell’accordo finale. I responsabili citati hanno osservato che l’accordo preliminare è un protocollo d’intesa, seguito dalla negoziazione di un accordo decisivo finale.
24 maggio 2026
Pasdaran: «Nessun impegno sul nucleare, la questione non è stata discussa»
L’agenzia di stampa iraniana Fars, citando le Guardie Rivoluzionarie, afferma che l’ultimo post di Trump sui social media è propaganda e che non è stato preso alcun impegno in merito al programma nucleare di Teheran. Lo scrive Al-Jazeera. «Vale la pena ricordare che Trump aveva precedentemente annunciato che i negoziati sul programma nucleare iraniano sarebbero stati una delle condizioni principali e imprescindibili di qualsiasi accordo. Tuttavia, l’Iran non si è impegnato in alcun modo e la questione nucleare non è stata discussa in questa fase», ha riportato Fars.
24 maggio 2026
Media Iran: «Lo stretto di Hormuz resta sotto controllo di Teheran»
Secondo l’ultimo scambio di messaggi tra Iran e Stati Uniti, riportato dall’agenzia di stampa iraniana Fars, lo Stretto di Hormuz rimarrebbe sotto la gestione dell’Iran. L’agenzia ha respinto l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump che aveva assicurato su Truth la riapertura dello stretto come “parte di un accordo ampiamente negoziato”, definendolo “incompleto e incoerente con la realtà”.
24 maggio 2026
Media, fonte nega che Iran è pronto a sospendere per 10 anni arricchimento uranio
Parlando all’agenzia di stampa iraniana Tasnim, una fonte informata ha affermato che “la notizia di Al-Arabiya secondo cui l’Iran avrebbe proposto di sospendere l’arricchimento dell’uranio oltre il 3,6% per 10 anni è fondamentalmente falsa”. La fonte ha inoltre sottolineato che, in sostanza, i messaggi e i colloqui nella situazione attuale si concentrano esclusivamente sulla questione della “fine della guerra”. “Non si discute di alcun dettaglio sulla questione nucleare”, ha aggiunto.
23 maggio 2026
Trump, lo Stretto di Hormuz verrà aperto
“Lo Stretto di Hormuz verrà aperto”. Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth parlando dei negoziati dell’accordo con l’Iran.
23 maggio 2026
Trump: «Ho parlato con Netanyahu, è andata bene»
“Ho parlato con il premier israeliano Benjamin Netanyahu ed è andata bene”. Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth.
23 maggio 2026
Trump, aspetti finali e dettagli accordo con Iran annunciati a breve
“Gli aspetti finali” dell’accordo con l’Iran e i “dettagli sono attualmente in fase di discussione e verranno annunciati a breve”. Lo afferma Donald Trump.
23 maggio 2026
Axios, tutti i leader arabi hanno chiesto a Trump di procedere con accordo
Tutti i leader arabi che hanno partecipato alla conference call con Donald Trump gli hanno chiesto di procedere con l’accordo per mettere fine alla guerra. Lo riporta Axios, citando due fonti informate sulla telefonata. “Il messaggio di tutti è stato: per favore, fermate la guerra per il bene dell’intera regione”, ha dichiarato una fonte regionale. Secondo la stessa fonte, i mediatori sperano di concludere l’accordo quadro di una pagina e di annunciarlo domenica, per poi avviare i negoziati su un accordo dettagliato entro pochi giorni dall’annuncio.
23 maggio 2026
I partecipanti alla call di Trump con leader Golfo
lla conversazione telefonica del presidente Usa Donald Trump sull’Iran con i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Egitto, Turchia e Pakistan, hanno partecipato anche il vicepresidente JD Vance, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il direttore della CIA John Ratcliffe, il capo di gabinetto della Casa Bianca Susie Wiles e altri funzionari. Lo riporta Axios.
Secondo una fonte informata sulla telefonata, diversi leader hanno esortato Trump ad accettare l’accordo.
23 maggio 2026
Colloquio fra Macron e Trump su situazione in MO
Il presidente francese Emmanuel Macron ha avuto un colloquio con l’omologo statunitense Donald Trump e i dirigenti di Qatar, Arabia Saudita e Giordania sulla situazione in Medio Oriente: è quanto riporta l’Agence France Presse, citando fonti dell’Eliseo.
“La Francia sta spingendo per la via diplomatica e per una soluzione negoziata, con la priorità assoluta della riapertura completa e senza pedaggi dello Stretto di Hormuz, della conclusione di un cessate il fuoco e della successiva ripresa dei negoziati sugli altri aspetti [nucleare, balistico e regionale]”, hanno precisato le fonti.
23 maggio 2026
Iran e Pakistan hanno inviato proposta di accordo agli Usa
L’Iran e il Pakistan hanno inviato agli Stati Uniti una proposta riveduta di accordo per cessare le ostilità e riaprire lo Stretto di Hormuz: è quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters citando fonti della mediazione di Islamabad.
Secondo le fonti la proposta “è piuttosto dettagliata” e una risposta è attesa già nella giornata di domani.
23 maggio 2026
Pakistan: intesa esaustiva per porre fine alla guerra
Iran:
Islamabad, 23 mag. (Adnkronos) - La risposta degli Stati Uniti alla proposta aggiornata dell’Iran dovrebbe arrivare entro domani. Lo hanno riferito due fonti pakistane alla Reuters, come riporta il sito di Ynet.
Un’altra fonte pakistana ha dichiarato che il memorandum d’intesa sarà “piuttosto esaustivo per porre fine alla guerra”.
23 maggio 2026
Possibili altri due mesi di tregua
Il braccio di ferro tra Usa e Iran sembra destinato a sbloccarsi a breve, in un modo o nell’altro. Tutte le parti coinvolte segnalano progressi dopo la visita venerdì dei mediatori a Teheran.
Ma per ora manca lo sprint finale verso quello che comunque dovrebbe essere solo un pre-accordo o memorandum d’intesa, con la proroga della tregua di due mesi.
Donald Trump ha annunciato a Cbs News che “ci stiamo avvicinando notevolmente” a un accordo e che un’intesa finale impedirebbe a Teheran di ottenere un’arma nucleare, garantendo che l’uranio arricchito iraniano venga “gestito in modo soddisfacente”.
“Firmerò un accordo solo se otterremo tutto ciò che vogliamo”, ha sottolineato.
In un’intervista ad Axios ha rivelato che avrebbe discusso l’ultima bozza dell’accordo con i suoi consiglieri (Steve Witkoff, Jared Kushner e il vicepresidente JD Vance) e che potrebbe decidere entro la giornata di domenica se riprendere o meno la guerra.
Il momento appare così cruciale da averlo indotto a disertare le nozze del figlio Donald Jr con Bettina Anderson su un’isola privata alle Bahamas. Il commander in chief ha affermato che le probabilità di un “buon” accordo o di un attacco per “spazzarli via completamente” sono “50% e 50%”.
23 maggio 2026
Trump parlerà nelle prossime ore con Netanyahu
Donald Trump parlerà nelle prossime ore con il premier israeliano Benjamin Netanyahu per discutere dell’accordo che sembra profilarsi con l’Iran.
Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali Trump nelle ultime ore ha sentito i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Egitto, Turchia e Pakistan.
23 maggio 2026
Macron ha parlato con leader Golfo e con Trump
Emmanuel Macron ha parlato nel pomeriggio con leader del Golfo e con Donald Trump della situazione in Medio Oriente. Lo ha appreso Bfm Tv dall’entourage del presidente francese.
Fra i leader del Golfo, l’Eliseo precisa che Macron ha parlato con il re di Giordania, l’emiro del Qatar e il principe erede al trono d’Arabia Saudita, Mohamed bin Salman.
23 maggio 2026
Il weekend più lungo di Donald, mille dubbi e tanta ambiguità
Salta il matrimonio di Donald Jr alle Bahamas, rinuncia al fine settimana nel suo golf club di Bedminster e resta barricato nel fortino della Casa Bianca chiedendo ai suoi collaboratori più stretti di cancellare tutti gli impegni presi per il lungo fine settimana del Memorial Day.
Per Donald Trump è sicuramente il weekend più lungo, l’ora della decisione più difficile: fare l’accordo con l’Iran o attaccare, “fifty-fifty” di possibilità, spiega lui stesso, circondato dai fedelissimi mentre cerca di districarsi dalla matassa della crisi. Il weekend che potrebbe segnare la sua presidenza.
I dubbi del commander-in-chief su come uscire dall’angolo in cui si è messo con Teheran sono molti, e pesano come un macigno. Una ripresa degli attacchi rischierebbe di avere un prezzo politico altissimo nell’anno elettorale. Ma anche un cattivo accordo resterebbe come una macchia indelebile per Trump, intenzionato a tutti i costi ad evitare un’intesa con l’Iran che sia simile o peggiore a quella che raggiunse Barak Obama nel 2015. Difficile. Così è un sabato fatto di briefing, call, tante telefonate e anche diverse interviste, quelle a cui il tycoon non riesce a rinunciare.
23 maggio 2026
Washington Times: annuncio accordo entro domani pomeriggio
Stati Uniti e Iran dovrebbero annunciare entro domani pomeriggio la finalizzazione di un accordo di pace per porre fine alle ostilità. Lo ha riferito una fonte vicina ai negoziati al Washington Times.
Una bozza di proposta è stata concordata stamattina e si prevede che verrà annunciata entro 24 ore, ha detto la fonte.
I principali negoziatori, tra cui il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, il vicepresidente americano JD Vance, l’inviato speciale Steve Witkoff e il genero del presidente Trump Jared Kushner, hanno approvato la bozza.
23 maggio 2026
Axios :Iran e Usa vicini all’intesa, si lavora su formulazione alcuni punti
L’Iran e gli Stati Uniti sono vicini a un accordo per porre fine alla guerra. Lo riporta Axios citando una fonte americana, secondo la quale le divergenze residue riguardano la formulazione di diversi punti.
23 maggio 2026
Iran: colloqui tra ministri Esteri Qatar e A. Saudita
Il premier e ministro degli Esteri del Qatar Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani ha avuto un colloquio con il capo della diplomazia saudita Adel Bin Ahmed Al-Jubeir in merito ai colloqui tra Iran e Stati Uniti.
Lo riporta l’emittente al-Jazeera. I due hanno inoltre discusso di sicurezza regionale e “hanno sottolineato la necessità che tutte le parti si impegnino negli sforzi di mediazione in corso”, ha affermato il ministero degli Esteri del Qatar in una nota.
23 maggio 2026
Netanyahu convoca riunione sicurezza
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato per questa sera una riunione sulla sicurezza con i leader dei partiti della coalizione. Lo riporta il sito di Ynet.
23 maggio 2026
Fonti ufficiali: accordo vicino
Gli Stati Uniti e l’Iran sono vicini a un accordo su un memorandum d’intesa finalizzato a porre fine alla guerra, secondo quanto affermato da due funzionari regionali e un diplomatico.
Le dichiarazioni sono state rilasciate sabato, mentre gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di nuovi attacchi contro l’Iran. L’Iran ha indicato una “riduzione delle divergenze” dopo i colloqui con il capo dell’esercito pakistano a Teheran.
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha parlato di progressi nei negoziati. Secondo le fonti ufficiali, una decisione definitiva sull’accordo - o sull’attacco - potrebbe arrivare entro domenica.
Entrambe le parti hanno ribadito le proprie posizioni chiave e hanno avvertito dei rischi in caso di ripresa degli attacchi. Le questioni nucleari non rientrano nell’ambito degli attuali negoziati, poiché l’Iran mira innanzitutto a porre fine alla guerra.
23 maggio 2026
Axios: alcuni Paesi favorevoli nuovi raid
Alcuni leader della regione del Golfo hanno fatto pressioni sul presidente americano Donald Trump affinché conducesse nuovi raid aerei contro l’Iran in modo da indebolire il regime e riuscire ad avere un accordo a condizioni migliori.
Lo ha scritto il sito di Axios citando il senatore repubblicano Lindsey Graham.
Allo stesso tempo, ha aggiunto, altri leader della regione e alcuni dei consiglieri più importanti del presidente Trump lo hanno spinto ad accettare l’accordo attualmente sul tavolo.
Secondo Graham, i favorevoli a un accordo sostengono che sia impossibile garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz contro l’influenza iraniana e che, se l’Iran venisse attaccato, avrebbe la capacità di distruggere una parte significativa delle infrastrutture petrolifere del Golfo.
“Sono molto scettico riguardo all’affermazione che non si possa impedire all’Iran di scatenare il terrore nello Stretto di Hormuz e che non si possano proteggere gli interessi vitali nella regione dopo attacchi massicci contro l’Iran. Se venissero davvero completamente distrutti, non dovrebbero essere in grado di fare nessuna di queste cose”, ha affermato Graham. “Solo il tempo lo dirà. Spero ancora in un buon esito”, ha aggiunto.
23 maggio 2026
Mediatori a Teheran: ignorate post Trump
’’Ignorate i post di Trump’’. E’ questo il messaggio che i mediatori hanno inviato ai funzionari iraniani, suggerendo che la posizione reale del presidente americano Donald Trump sia in realtà diversa rispetto a quella mostrata sul suo Truth Social. Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Fars, riferendo che “durante lo scambio di messaggi tra Iran e Stati Uniti, diversi mediatori, così come funzionari americani coinvolti nei colloqui, hanno inviato un messaggio alla parte iraniana affinché non prestasse attenzione ai post pubblicati dal presidente statunitense Donald Trump”.
Secondo quanto riportato, questi funzionari “hanno sottolineato che le dichiarazioni di Trump ai media sono destinate esclusivamente al consumo interno e mediatico, e che la sua posizione al tavolo delle trattative è completamente diversa”.
La Fars ha inoltre riferito che “una fonte vicina al team negoziale iraniano ha espresso sfiducia nella possibilità di negoziati”.
23 maggio 2026
Media: Netanyahu preoccupato da accordo
Secondo quanto riportato da Axios citando funzionari israeliani, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è molto preoccupato per l’accordo in fase di negoziazione tra Teheran e Washington e ha esortato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a lanciare un’altra serie di attacchi contro l’Iran.
Un alto funzionario israeliano ha riferito che Netanyahu e i suoi consiglieri sono in contatto con la Casa Bianca in merito all’accordo che sta prendendo forma.
Sempre parlando ad Axios, Trump ha però detto di non ritenere che Netanyahu sia preoccupato per la possibile intesa.
23 maggio 2026
Trump parlerà con leader Paesi mediatori
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump terrà oggi una conversazione telefonica - prevista alle 19 ore italiane - con i leader dei Paesi mediatori nel conflitto iraniano: Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Turchia e Pakistan.
È quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters, citando fonti governative arabe.
23 maggio 2026
Pezeshkian: aperti a dialogo ma profonda sfiducia verso Usa
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran resta aperta a una soluzione diplomatica nel conflitto in corso, pur invitando alla “massima cautela” nei negoziati con gli Stati Uniti. “Restiamo pronti ai colloqui, ma le esperienze dei negoziati passati con gli Stati Uniti ci impongono la massima cautela”, ha affermato durante l’incontro a Teheran con il capo dell’esercito pakistano, Asim Munir. Secondo Pezeshkian, l’Iran nutre una “profonda sfiducia” nei confronti di Washington a causa delle “ripetute violazioni degli accordi” e degli attacchi militari avvenuti nel corso delle precedenti trattative.
23 maggio 2026
Negoziatori Teheran: Usa mostrino flessibilità, nucleare escluso da colloqui
I colloqui con l’Iran falliranno, a meno che gli Stati Uniti non mostrino flessibilità. Lo ha riferito una fonte vicina al team negoziale iraniano citata dall’agenzia di stampa Fars, vicina ai Pasdaran. La fonte ha affermato che Teheran non discuterà del suo programma nucleare in questa fase e che qualsiasi colloquio sarà subordinato alle garanzie di fiducia che gli Stati Uniti saranno in grado di dare. La Fars ha riferito che lo sblocco dei fondi iraniani è tra le principali condizioni poste da Teheran nei negoziati, mentre le regole per il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz rimangono un altro punto di controversia. Nonostante Washington abbia accettato alcune delle posizioni di Teheran, le tre questioni rimangono irrisolte e l’Iran sta preparando altre opzioni, ha riferito la Fars citando la fonte.
23 maggio 2026
Libano, almeno 3.123 morti in attacchi Israele dal 2 marzo
È di almeno 3.123 morti e 9.506 feriti il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani in Libano dal 2 marzo ad oggi: lo ha reso noto il Ministero della Sanità libanese.
23 maggio 2026
Trump ad Axios: “Accordo o attacco fifty-fifty, decisione entro domani”
Per Donald Trump le possibilità di un attacco o di un accordo sull’Iran sono ’fify-fifty’: lo ha detto lo stesso presidente ad Axios, sottolineando che oggi incontrerà i consiglieri senior per discutere l’ultima bozza di accordo e prenderà una decisione entro domani.
23 maggio 2026
Al Arabiya, Iran offre di sospendere arricchimento uranio oltre il 3,6% per 10 anni
L’emittente televisiva di proprietà saudita e con sede negli Emirati Al Arabiya ha riferito, citando fonti, che “l’Iran si è offerto di sospendere l’arricchimento dell’uranio oltre il 3,6% per 10 anni e di diluire l’uranio arricchito oltre il 20% all’interno del Paese; di aprire lo Stretto di Hormuz e di sospendere temporaneamente il pagamento dei pedaggi in cambio di un risarcimento da parte di Washington, chiedendo che la questione delle sanzioni e dei fondi congelati venga discussa prima della firma di qualsiasi accordo”. “L’Iran ha proposto due percorsi per i negoziati, a cominciare dall’annuncio della fine della guerra”.
23 maggio 2026
Teheran, “in bozza accordo anche fine blocco navale Usa”
L’Iran ha dichiarato di aver inserito la fine del blocco navale statunitense e le disposizioni sullo Stretto di Hormuz nella bozza di accordo con gli Stati Uniti discussa con il Pakistan. Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, citato dai media ufficiali. “La questione dello stretto di Hormuz è tra gli argomenti trattati in questo memorandum d’intesa in 14 punti, ma ancora più importante è la fine della pirateria compiuta dagli Stati Uniti contro la navigazione internazionale”, ha dichiarato Baghaei.
23 maggio 2026
Macro: Medio Oriente in fiamme
23 maggio 2026
Teheran, “programma nucleare non verrà discusso con Usa in questa fase”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che Teheran “non discuterà il programma nucleare in questa fase”, spiegando che la priorità è concentrarsi sui negoziati per la fine del conflitto su tutti i fronti, “incluso il Libano”. Lo riferisce l’agenzia di stampa governativa iraniana Irna. “Abbiamo deciso di concentrare i negoziati sulla fine della guerra su tutti i fronti - ha aggiunto Baghaei, precisando che - non discuteremo i dettagli della questione nucleare in questa fase”. Il portavoce ha infine sottolineato che “se entreremo nella questione nucleare tra 30 giorni o 60 giorni è una questione che verrà affrontata in seguito”.
23 maggio 2026
Ft: «Mediatori, Iran e Usa vicini a estendere il cessate il fuoco di 60 giorni»
I mediatori fra Iran e Stati Uniti ritengono di essere vicini a un accordo per estendere di 60 giorni il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e per porre le basi per le discussioni sul programma nucleare iraniano. Lo riporta il Financial Times, secondo le quali l’intesa include una graduale riapertura dello Stretto di Hormuz e l’impegno a discutere come diluire o consegnare le scorte dell’Iran di uranio altamente arricchito.
23 maggio 2026
Hezbollah, “Araghchi conferma sostegno a gruppo”
Hezbollah ha dichiarato che un messaggio proveniente da Teheran confermerebbe la volontà dell’Iran di non abbandonare il gruppo armato libanese. Il leader del movimento, Naim Qassem, ha riferito di aver ricevuto una comunicazione dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, nella quale si afferma che l’Iran “non rinuncerà al suo sostegno ai movimenti che chiedono giustizia e libertà, in primo luogo Hezbollah”. Nel comunicato si aggiunge inoltre che, nell’ultima proposta iraniana trasmessa tramite mediatori pakistani per arrivare a “una fine permanente e stabile della guerra”, sarebbe stata avanzata anche la richiesta di includere il Libano in un eventuale cessate il fuoco.
23 maggio 2026
Iran: “Divergenze ridotte, ma non c’è ancora intesa”
“Siamo allo stesso tempo molto vicini e molto lontani da un accordo”. Lo ha detto il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, riportato da Isna. “Da un lato, abbiamo ripetutamente assistito alla retorica contraddittoria della parte americana”. Dall’altro lato, ha continuato, “l’attuale slancio dei negoziati sta portando a una riduzione delle divergenze. Ciò non significa che abbiamo raggiunto una piena comprensione su questioni di tale immensa importanza, ma piuttosto che ci stiamo muovendo verso una soluzione reciprocamente accettabile basata su una serie di parametri definiti”.
23 maggio 2026
Teheran, “posizioni più vicine con Usa, lavoriamo a Memorandum d’intesa”
L’Iran e gli Stati Uniti stanno lavorando alla “messa a punto” di un Memorandum d’intesa. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, citato dall’agenzia Irna. “Le posizioni si sono avvicinate nel corso dell’ultima settimana - ha affermato Baghaei - Dobbiamo aspettare e vedere cosa succederà nei prossimi tre o quattro giorni”.
23 maggio 2026
Rubio, “possibile che Teheran accetti accordo già oggi”
C’è ’’la possibilità’’ che l’Iran accetti l’accordo con gli Stati Uniti già oggi. Lo ha dichiarato il Segretario di Stato americano Marco Rubio in visita a Nuova Delhi, riconoscendo che ci sono stati ’’lievi progressi’’, anche grazie alla mediazione del Pakistan.
23 maggio 2026
Iran: Trump pubblica mappa provocatoria, “Teheran sarà Usa del Mo?”
“Gli Stati Uniti del Medio Oriente?”. È la domanda rilanciata da Donald Trump su Truth Social, dove il presidente americano ha pubblicato un’immagine della mappa della regione in cui l’Iran appare interamente colorato a stelle e strisce. Il post rientra in una serie di contenuti ironici e provocatori diffusi nelle prime ore della mattinata americana. Tra le altre pubblicazioni figurano una foto in cui Trump viene accolto festosamente a Pechino, accompagnata dalla scritta “la Cina ama Trump”, e un’altra in cui il suo volto gigante emerge dietro le montagne della Groenlandia, mentre saluta con la frase: “Ciao, Groenlandia”.

Donald Trump ha pubblicato sul suo social Truth una mappa del Medio Oriente con l’Iran contrassegnato dai colori della bandiera americana. L’immagine è accompagnata dalla scritta: ’ gli Stati Uniti del Medio Oriente?’. Roma, 23 maggio 2026. TRUTH / DONALD J. TRUMP
23 maggio 2026
Teheran, ci avviciniamo ad accordo ma restano difficoltà
Un membro del Comitato per la Sicurezza Nazionale iraniano, in un’intervista all’agenzia di stampa Isna, ha commentato la visita del Capo di Stato Maggiore dell’esercito del Pakistan Asim Munir, affermando di “sentire che ci stiamo avvicinando a un accordo definitivo, ma che permangono delle difficoltà”. Secondo Munir, “l’Iran e il Pakistan hanno riconosciuto che le difficoltà provengono dagli Stati Uniti. Questa sera si terranno negoziati più approfonditi tra le due parti. Questo incontro può essere visto come positivo, ma alcune delle recenti posizioni degli americani destano preoccupazione”.

Una foto fornita dall'ufficio del Ministero degli Esteri iraniano mostra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi (a destra) mentre incontra il capo di Stato Maggiore dell'Esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir, a Teheran, in Iran, il 23 maggio 2026. Munir è giunto a Teheran per colloqui con funzionari iraniani nell'ambito dei continui sforzi di mediazione volti a porre fine al conflitto tra Stati Uniti e Iran. EPA/MINISTERO DEGLI ESTERI IRANIANO
23 maggio 2026
Media, tra i nodi da sciogliere tra Iran e Usa anche 100 miliardi di asset congelati
Oltre ai nodi delle sanzioni e della questione nucleare, i colloqui a Teheran con i funzionari pakistani e quelli qatarioti per raggiungere un cessate il fuoco, devono scioglierne anche un terzo: quello degli asset iraniani congelati. Lo scrive Al Jazeera. Sebbene l’ammontare esatto dei beni iraniani congelati non sia chiaro, fonti ufficiali iraniane ed esperti stimano che il valore totale dei beni iraniani congelati all’estero superi i 100 miliardi di dollari. Frederic Schneider, ricercatore senior non residente del Middle East Council on Global Affairs, aveva dichiarato ad Al Jazeera che questi beni rappresentano circa il triplo dei ricavi annuali dell’Iran derivanti dalla vendita di idrocarburi. Non è nemmeno chiaro l’ammontare esatto attualmente detenuto da ciascun Paese, ma i media iraniani hanno in passato riportato che il Giappone, un importante cliente petrolifero dell’Iran, detiene circa 1,5 miliardi di dollari, l’Iraq circa 6 miliardi, la Cina almeno 20 miliardi e l’India 7 miliardi. Anche gli Stati Uniti detengono circa 2 miliardi di dollari in beni iraniani congelati direttamente, mentre Paesi dell’Ue come il Lussemburgo ne detengono circa 1,6 miliardi. Il Qatar detiene circa 6 miliardi di dollari, ovvero la somma trasferita dalla Corea del Sud per pagare l’Iran, ma successivamente bloccata dagli Stati Uniti.
23 maggio 2026
Centcom, “raggiunto traguardo 100 navi dirottate con blocco navale”
Il Comando centrale delle forze armate statunitensi (Centcom) ha annunciato di aver raggiunto il “traguardo” di oltre 100 navi commerciali “dirottate” nell’ambito del blocco navale imposto contro l’Iran. Il Comando ha spiegato su X che l’operazione, avviata il 13 aprile su ordine del presidente Donald Trump, coinvolge oltre 15 mila militari tra Esercito, Marina, Aeronautica e Marines. Le navi in transito sono state reindirizzate, mentre solo 26 imbarcazioni umanitarie sono state autorizzate a proseguire. Il Centcom riferisce inoltre che, nel corso delle sei settimane di operazioni, quattro navi sono state “disabilitate” e che il blocco ha di fatto azzerato il traffico commerciale da e verso i porti iraniani, con l’obiettivo dichiarato di aumentare la pressione economica su Teheran. L’operazione è supportata da oltre 200 tra aerei e unità navali, incluse portaerei e gruppi anfibi schierati nell’area. Il comandante del Centcom, l’ammiraglio Brad Cooper, ha definito l’azione “altamente efficace” e condotta con “precisione e professionalità”.
Per Approfondire
23 maggio 2026
Capo esercito Pakistan lascia Teheran dopo incontro con Araghchi
Il capo di Stato Maggiore dell’esercito pakistano, Asim Munir, è ripartito da Teheran dopo il suo secondo incontro con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Lo riportano i media iraniani. Munir era giunto ieri nella capitale iraniana con l’obiettivo di imprimere uno slancio significativo ai negoziati per arrivare a un accordo tra Iran e Stati Uniti. A Teheran il capo dell’esercito pakistano ha tenuto una serie di incontri finalizzati a evitare la ripresa dei combattimenti tra Stati Uniti e Iran.
Per Approfondire
23 maggio 2026
Doha, emiro Qatar sente Trump su sforzi consolidamento tregua
L’Emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente americano Donald Trump, per “discutere gli sforzi volti a consolidare la tregua in corso in Medio Oriente e ridurre l’escalation”. Lo ha riferito l’ufficio del premier qatariota, aggiungendo che Al Thani ha ribadito il sostegno di Doha agli sforzi diplomatici del Pakistan nel contesto dei negoziati tra Usa e Iran. Nella giornata di ieri una delegazione del Qatar è arrivata a Teheran per incontrare il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, dopo che la scorsa settimana Trump aveva detto di aver desistito ad attaccare nuovamente l’Iran su richiesta di vari leader del Golfo, tra cui Al Thani.
FOTO D'ARCHIVIO: Le bandiere degli Stati Uniti e del Qatar sventolano su un lampione in vista dell'arrivo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Doha, in Qatar, il 13 maggio 2025. REUTERS/Ibraheem Abu Mustafa/Foto d'archivio
23 maggio 2026
Libano: Israele annuncia attacchi imminenti a nord fiume Litani
L’esercito israeliano ha annunciato l’imminente lancio di attacchi contro diversi villaggi nel Libano meridionale, situati a nord del fiume Litani, e ha esortato i residenti a evacuare immediatamente. In un “avviso urgente” pubblicato sui social, il colonnello Avichay Adraee, portavoce in lingua araba dell’esercito israeliano, ha invitato gli abitanti di una decina di villaggi vicino alle città di Nabatieh e Marjayoun a evacuare “per la loro sicurezza” in previsione di attacchi contro Hezbollah. Hezbollah e l’esercito israeliano si accusano reciprocamente di violazioni quotidiane del cessate il fuoco entrato in vigore il 17 aprile. Israele chiede che l’area a sud del fiume Litani venga sgomberata dai combattenti di Hezbollah.
Per Approfondire
23 maggio 2026
Nyt, “Bombardare Hormuz o l’uranio iraniano, le opzioni di Trump”
Fra le opzioni militari che Donald Trump sta valutando c’è quella ci un attacco diretto per distruggere le scorte di uranio arricchito iraniano che si trova sottoterra in un sito nucleare di Isfahan. Lo riporta il New York Times, secondo il quale allo studio potrebbe esserci anche una massiccia campagna di bombardamenti lungo lo Stretto di Hormuz per allentare la morsa iraniana. Trump potrebbe anche optare per colpire il settore energetico dell’Iran, idea duramente criticata in passato in quanto potrebbe rappresentare un crimine di guerra.
23 maggio 2026
Ghalibaf, “ricostruite capacità militari durante cessate il fuoco”
Il capo negoziatore iraniano, Mohammad Baqer Ghalibaf, ha riferito al capo dell’esercito pakistano, Asim Munir, che le forze armate di Teheran hanno “ricostruito” le proprie capacità durante il cessate il fuoco e ha avvertito che, “se gli Stati Uniti ricominceranno scioccamente la guerra”, le “conseguenze saranno più devastanti e amare”. Lo riportano i media iraniani. Ghalibaf ha inoltre dichiarato che la Repubblica Islamica “non scenderà a compromessi” su quelli che ha definito “i diritti della nazione e lo Stato iraniano”.
23 maggio 2026
Iran, Baghaei: non siamo in una “situazione decisiva” per accordo
L’Iran ha ridimensionato le speranze di un accordo imminente dopo l’incontro oggi a Teheran del principale negoziatore iraniano e presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, e il capo dell’esercito pakistano Asim Munir, che agisce da mediatore nell’ambito degli sforzi diplomatici per arrivare ad un accordo fra Teheran e Washington. “Si tratta di una continuazione del processo diplomatico. Non possiamo necessariamente affermare che ciò significhi che abbiamo raggiunto un punto di svolta o una situazione decisiva”, ha avvertito Baghaei. Secondo il portavoce, le divergenze rimangono “profonde” e “questioni importanti” restano irrisolte: la fine della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano, la situazione nello Stretto di Hormuz e il blocco statunitense dei porti iraniani, ha elencato, citato dall’agenzia Isna. In questa fase, ha sottolineato, non si sta affrontando la questione nucleare, dove il divario tra le due parti è altrettanto significativo.
23 maggio 2026
Capo esercito pakistano Munir ha incontrato Ghalibaf a Teheran
Il principale negoziatore iraniano e presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha incontrato il capo dell’esercito pakistano Asim Munir a Teheran, nell’ambito degli sforzi diplomatici in corso per allentare le tensioni regionali, secondo quanto riportato dai media statali iraniani. Durante la sua visita in Iran, Munir ha anche incontrato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, alla presenza del ministro degli Esteri Abbas Araqchi.
23 maggio 2026
Al Arabiya, «proposte dell’Iran inaccettabili per gli Usa»
“Una fonte iraniana di alto livello ha dichiarato ad Al Arabiya che ciò che l’Iran ha proposto finora è inaccettabile per gli Stati Uniti”. Lo riferisce in un post su X l’emittente di proprietà saudita con sede a Dubai, negli Emirati.
23 maggio 2026
Osservatore iraniano, «vera tregua in Libano chiave dei negoziati con gli Usa»
I negoziati tra Washington e Teheran “potranno andare avanti” in caso in cui “l’Iran riuscirà a ottenere un vero cessate il fuoco in Libano e la fine della guerra su tutti i fronti”: è il punto di vista espresso dall’osservatore iraniano Foad Izadi, professore associato all’Università di Teheran, in un’intervista rilasciata ad Al Jazeera. “Il Libano è la chiave”, ha aggiunto Izadi, sottolineando come al momento nel Paese una tregua tra Israele ed Hezbollah ci sia “solo sulla carta” e che il raggiungimento della fine di questo conflitto sarebbe “il test per capire” se il presidente statunitense Donald Trump “potrà finalmente avere una politica estera indipendente”. L’accademico iraniano evidenzia infatti come “il consenso generale a Teheran è che questa sia la guerra” del premier israeliano Netanyahu e che quest’ultimo “sia riuscito a trascinare con sé il presidente degli Stati Uniti”. Secondo lo stesso Izadi, la leadership iraniana sarebbe disposta a “accettare concessioni” sul proprio programma nucleare, ma con una condizione: ovvero che tali concessioni siano “accompagnate da un alleggerimento delle sanzioni in vigore e dal rilascio dei beni iraniani congelat
23 maggio 2026
Iran, Nyt: Usa hanno escluso Israele dai negoziati con Teheran
Israele non è stato coinvolto in alcun modo nelle discussioni che hanno preceduto il cessate il fuoco e ha appreso degli sviluppi dei colloqui tra Stati Uniti e Iran tramite contatti diplomatici regionali e attività di sorveglianza, scrive il New York Times citando funzionari israeliani in condizione di anonimato.
L’articolo rileva che, nel periodo precedente all’inizio della guerra contro il regime iraniano all’inizio di quest’anno, il primo ministro Benjamin Netanyahu era in stretto coordinamento con Trump e guidava una discussione nella Situation Room di Washington.
“L’esclusione dalla cabina di pilotaggio e la relegazione in classe economica potrebbero avere conseguenze significative per Israele”, ha concluso il giornale.
23 maggio 2026
Iran, Marcegaglia: aziende hanno retto ma vero impatto prossimi mesi
“Per il momento le aziende hanno sostenuto i costi” derivanti dall’aumento dei prezzi dell’energia e di alcune materie prime provocato dalla chiusura dello stretto di Hormuz, ma “se la situazione non si sistema velocemente, questo porterà a maggiore inflazione, calo dei margini per le imprese, calo degli investimenti e calo dei consumi. La realtà è che se non si risolve tutto presto il vero impatto lo si vedrà nei prossimi mesi”. Lo ha sottolineato dal Festival dell’Economia di Trento, Emma Marcegaglia, presidente e amministratore delegato di Marcegaglia Holding.
“Le aziende - ha aggiunto - hanno per ora retto, ma bisogna capire che c’è un limite, anche perché l’economia non è particolarmente forte”.
“Per un imprenditore il problema non è solo avere il costo dell’energia alto, ma non sapere se il costo dell’energia domani sarà 100, 70 o 120. Per fare impresa servono certezze e credo che questa sia la debolezza dell’Europa. Dobbiamo spingere l’Europa, e il nostro Paese, a fare politiche strategiche diverse”, ha evidenziato Marcegaglia.
“Avere una dipendenza energetica impatta sui conti delle famiglie e delle imprese e, quindi, impatta sulla capacità di creare benessere. Se non saremo più competitivi e capaci di stare sui mercati si andrà verso un declino e un processo di deindustrializzazione, che in parte è già in atto” ha poi aggiunto ricordando che l’Europa ha “troppe dipendenze” e che “bisognerebbe organizzare meglio le catene del valore”.
23 maggio 2026
Iran: Cbs, Usa preparano nuovi attacchi ma nessuna decisione definitiva
L’emittente Cbs cita fonti ben informate secondo cui l’amministrazione Trump starebbe preparando un nuovo round di attacchi militari contro l’Iran ma precisa che, al pomeriggio locale di venerdì, ancora non era stata presa una decisione definitiva. Cbs ricorda che il presidente Usa, Donald Trump, ha fatto sapere in un post su Truth che non andrà al matrimonio del figlio nel fine settimana e ha motivato la decisione parlando di “circostanze legate al governo”. Trump aveva di trascorrere il weekend del Memorial Day nella sua tenuta da golf in New Jersey, ma tornerà alla Casa Bianca. Secondo Cbs, alcuni membri delle forze armate e della comunità di intelligence Usa hanno annullato i propri programmi per il weekend del Memorial Day in previsione di possibili attacchi.
23 maggio 2026
Iran: Araghchi sente Guterres, da Usa richieste eccessive
L’Iran accusa gli Stati Uniti di fare “richieste eccessive” nei negoziati. L’agenzia di stampa iraniana Tasnim, legata ai Pasdaran, riporta che, in un colloquio telefonico avuto con il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran è impegnato nell’attuale processo diplomatico “con serietà e senso di responsabilità” ma che “la storia degli Stati Uniti caratterizzata dal mancato rispetto degli impegni, dai ripetuti tradimenti della diplomazia, dall’aggressione militare contro l’Iran, da posizioni contraddittorie e richieste eccessive compromette i colloqui mediati dal Pakistan”. “L’Iran, nonostante i suoi forti sospetti nei confronti di Washington, si impegna nel percorso diplomatico con la massima serietà e responsabilità alla ricerca di un risultato ragionevole e giusto”, ha detto Araghchi a Guterres. Nella telefonata - riferisce ancora Tasnim - sono state discussi gli ultimi sviluppi nella regione e quelli legati alla diplomazia fra Iran e Usa, mediata dal Pakistan, e c’è stato uno scambio di opinioni.
23 maggio 2026
Iran, Axios: Trump prepara operazione militare «di grande portata»
Secondo Axios, che cita una fonte vicina a Donald Trump, il presidente statunitense avrebbe parlato di lanciare un’operazione militare finale, di grande portata e “decisiva”, dopo la quale potrebbe dichiarare vittoria e porre fine alla guerra.
Una ipotesi riportata anche dalla Cbs nelle ore precedenti. Anche se “nessuna decisione finale è stata presa” l’amministrazione Trump si starebbe preparando a una nuova serie di attacchi contro l’Iran, ha riferito l’emittente americana, secondo cui diversi responsabili delle forze armate e dell’intelligence avrebbro cancellato i loro piani per il week-end nella possibilità che venga decisa una nuova offensiva militare.
23 maggio 2026
Iran, «non possiamo dire che un accordo con gli Usa sia imminente»
“Non possiamo necessariamente affermare di essere giunti a un punto in cui un accordo” con gli Stati Uniti “sia imminente”. Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, citato da Iran International, spiegando che nonostante gli scambi con il capo negoziatore pachistano Asim Munir siano diventati più frequenti “rappresentano la continuazione dello stesso processo diplomatico”.
23 maggio 2026
«Trump ha visto i consiglieri alla sicurezza: senza svolta valuta attacco a Iran»
Donald Trump ha avuto questa mattina una riunione con i suoi consiglieri alla sicurezza nazionale sull’Iran. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali il presidente sta seriamente valutando di attaccare l’Iran a meno di una svolta dell’ultimo minuto nei negoziati. Giovedì sera il presidente è apparso più propenso all’attacco, anche se non ha ancora preso una decisione definitiva sulla ripresa della guerra.
23 maggio 2026
Media, «Trump prepara nuovi attacchi all’Iran»
L’amministrazione Trump si sta preparando a una nuova serie di attacchi contro l’Iran. I preparativi sono in corso anche se Donald Trump non ha ancora preso una decisione definitiva. Lo riporta Cbs citando alcune fonti, secondo le quali diversi funzionari delle forze armate e dell’intelligence hanno cancellato i loro piani per il fine settimana nella possibilità che vengano decisi attacchi.
Iran's publication of a new map asserting its control over the Strait of Hormuz risks extending an already punishing ordeal for thousands of mariners trapped on ships in the Gulf https://t.co/FylRbCdcIO pic.twitter.com/lf3Rxkadbw
— Reuters (@Reuters) May 23, 2026
23 maggio 2026
Cnn, a Trump presentate le opzioni per riprendere la guerra in Iran
A Donald Trump sono state presentate le opzioni per riprendere la guerra in Iran. Lo riporta Cnn citando alcune fonti.







