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18 luglio 2025
Dazi, il presidente Usa: «In partenza lettere importanti, forse già oggi»
Donald Trump preme per dazi minimi al 15-20% per tutti i beni europei. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali il presidente americano avrebbe irrigidito la sua posizione
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Sintesi per punti
- Trump, tariffe tra 10% e 15% per 150 Paesi
- Commissione Ue al lavoro su potenziali contromisure sui servizi Usa
- Trump: con l’Ue potremmo raggiungere un accordo
- Giappone, deficit commerciale di 15 miliardi di dollari nei primi sei mesi a causa dei dazi
- Aziende Usa: forte riduzione dei piani di investimento in Cina
18 luglio 2025
Dazi, Trump: «In partenza un paio di lettere importanti, forse già oggi»
“Abbiamo un paio di importanti lettere commerciali in partenza, potrebbero essere inviate oggi stesso”. Lo ha annunciato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante la cerimonia di firma del Genius Act, una legge a tema criptovalute. “Abbiamo accordi commerciali che ci escono dalle orecchie. Ne abbiamo così tanti che ci stanno chiamando tutti”, ha aggiunto Trump, secondo cui “quando mandiamo la notizia dicendo che pagherete dazi del 35% o del 40%, quello è un accordo”. Secondo il presidente, i Paesi che riceveranno le lettere “poi chiameranno e vedranno se possono raggiungere un accordo un po’ diverso, aprendo il loro Paese al commercio.”
18 luglio 2025
Trump, presto annunceremo importanti accordi
Il governo degli Stati Uniti ha alcuni “importanti” accordi commerciali da annunciare presto. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in occasione della firma del disegno di legge Genius Act. “Quando mando il documento in cui dico che pagherete dazi del 35% o del 40%, è un accordo”, ha precisato, “poi chiameranno e vedranno se possono proporre un accordo un po’ diverso, come aprire il loro Paese al commercio”.
18 luglio 2025
Dazi, Ft: «Da Sefcovic giudizio negativo su colloqui a Washington»
Il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic, ha espresso un giudizio negativo sui suoi recenti colloqui sui dazi a Washington in un incontro con gli ambasciatori dell’Ue. Lo riporta il Financial Times, citando due persone informate sull’incontro.
Combo di una foto di archivio del presidente degli Stati Uniti Donadl Trump e del testo integrale della sua lettera a Ursula von der Leyen in cui si minacciano dazi al 30% all'Unione europea dal primo agosto. ANSA / EPA /SHAWN THEW
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18 luglio 2025
Dazi Usa: come pesano su Italia, Spagna, Grecia e Irlanda
Preoccupa i paesi dell’Ue la minaccia di Trump di dazi al 30% sulle importazioni provenienti dall’Europa. A descrivere questo scenario è un servizio de Il Sole 24 Ore realizzato nell’ambito del progetto internazionale Pulse.
«Tra i paesi Ue, l’Italia è uno dei più penalizzati, con un dazio medio già salito all’8%, contro l’11% della Germania e il 6,4% della Francia - si legge nel servizio -. Senza dimenticare che l’impatto per le imprese europee e italiane è ancora più considerevole in quanto a causa di una variabile, il deprezzamento del dollaro sull’euro (-13% dall’inizio del secondo mandato di Trump), le esportazioni europee sono risultate ancora più care nel mercato Usa».
Il servizio ricorda poi i dati contenuti nell’ultimo rapporto Ice che indica che tutto «accade quando il saldo positivo dell’Italia negli scambi di merci è aumentato considerevolmente». Quindi i dati: «Lo scorso anno l’export italiano di merci si è attestato a 623,5 miliardi di euro (-0,4%), soprattutto a causa della netta caduta delle vendite verso la Germania (-5%); ma rimane a +30% rispetto al 2019 (480 miliardi di euro). Ora l’incognita dazi ha cambiato le carte in tavola».ù
La questione dazi preoccupa anche gli altri Paesi dell’Ue, come racconta il servizio realizzato nell’ambito del progetto Pulse. È il caso della Grecia dove «l’introduzione di dazi del 30% rischia di danneggiare settori strategici come l’agroalimentare». «I prodotti greci, dal feta all’olio d’oliva, passando per le conserve di frutta, rischiano di diventare troppo costosi per il mercato americano, con ordini già cancellati per la seconda metà del 2025». In Spagna «la prospettiva di una guerra commerciale con gli Stati Uniti ha spinto il governo di Pedro Sánchez e il Partito Popolare (PP) dell’opposizione a un’insolita convergenza - racconta ancora il servizio -. Dopo l’annuncio del presidente Usa, l’esecutivo ha varato un piano da 14,1 miliardi per sostenere i settori colpiti. Tra i comparti più esposti: olio d’oliva, vino, componentistica auto, macchinari industriali e tecnologia medica». Preoccupazione anche in Irlanda per i settori che comprendono pharma, leasing aereo e agroalimentare. Preoccupazione anche in Romania.
18 luglio 2025
Ft: «Trump preme per dazi minimi al 15-20% su tutti i beni Ue»
Donald Trump preme per dazi minimi al 15-20% per tutti i beni europei. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali il presidente americano avrebbe irrigidito la sua posizione e non si sarebbe fatto sedurre neanche dall’ultima offerta dell’UE di ridurre le tariffe sulle auto.
18 luglio 2025
Fmi: risolvere tensioni dazi, banche centrali indipendenti
Fmi, risolvere tensioni dazi, banche centrali indipendenti
(ANSA) - ROMA, 18 LUG - Il Fondo monetario internazionale, pur di fronte a una “resilienza” della crescita economica nell’attuale fase di incertezza dovuta ai dazi, continua a vedere “rischi al ribasso” per la crescita mondiale in vista dell’aggiornamento delle sue previsioni a fine luglio, e invita i leader politici a “risolvere le tensioni commerciali”. Lo dice la vice direttrice generale Gita Gopinath in una nota da Durban dopo il comunicato finale del G20 a presidenza sudafricana. “L’indipendenza delle banche centrali va protetta”, si legge nella nota sulle tensioni fra la presidenza Trump e la Fed. “Con le tensioni commerciali e geopolitiche ancora elevate, i rischi per la stabilità finanziaria” restano sotto osservazione, continua Gopinath.
18 luglio 2025
G20, nel comunicato finale nessun cenno a dazi o protezionismo
Nel comunicato finale del G20 non compaiono riferimenti espliciti al tema dei dazi né al protezionismo. Uno dei temi discussi, invece sono “gli impedimenti principali alla crescita e allo sviluppo in Africa” anche sulla base delle analisi condotte da organizzazioni internazionali: a presidenza sudafricana del G20 guarda a una “cornice di medio termine su come il G20 può sostenere al meglio la crescita in Africa”.
18 luglio 2025
G20 finanze verso comunicato finale nonostante i dazi
I ministri delle Finanze e governatori del G20 riuniti a Durban dovrebbero arrivare a un comunicato finale che esprimerebbe una posizione comune sul commercio e altre sfide globali, nonostante l’offensiva statunitense sui dazi che aveva fatto saltare l’accordo nel meeting di febbraio. Lo riferiscono fonti qualificate senza fornire dettagli sugli impegni, comunque on vincolanti, che verrebbero espressi nella dichiarazione ufficiale.
18 luglio 2025
Ue: «Con gli Usa sui dazi siamo all’ultimo miglio»
- “L’ultimo miglio è sempre il più impegnativo e solo sforzi concertati e autentici da entrambe le parti potranno portarci al traguardo”. Lo ha detto il portavoce della Commissione Ue Olof Gill, ribadendo la volontà di trovare un accordo sui dazi “vantaggioso per entrambe le sponde dell’Atlantico”. “Il commissario Sefcovic ha avuto colloqui intensi con” i negoziatori Usa Howard Lutnick e Jamieson Greer “e ha anche incontrato il direttore del Consiglio economico nazionale degli Usa, Kevin Hasset: è stata una nuova occasione per cercare una soluzione negoziata, a dimostrazione del nostro impegno costruttivo e in buona fede”.
17 luglio 2025
Casa Bianca, Ue resta bramosa di negoziare su dazi
La Ue continua ad essere “molto bramosa” di negoziare sui dazi: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt nel briefing con i giornalisti.
17 luglio 2025
Usa verso dazi 93,5% su grafite da Cina, essenziale per batterie
Il Dipartimento del commercio si avvia a imporre dazi del 93,5% sulle importazioni cinesi di grafite, elemento chiave delle batterie. Lo riporta l’agenzia Bloomberg, secondo la quale la decisione finale è attesa entro il 5 dicembre. I dazi si andrebbero ad aggiungere a quelli esistenti, portando la tariffa effettiva al 160%.
17 luglio 2025
Sefcovic da Lutnick e Greer a Washington, resta l’ombra del 20%
Il commissario Ue Maros Sefcovic è impegnato oggi insieme alla sua squadra negoziale in due incontri separati con i responsabili del Commercio Usa, Jamieson Greer e Howard Lutnick, per cercare la stretta sui dazi. In serata è attesa una comunicazione sull’esito del confronto. Secondo fonti vicine al negoziato, Bruxelles ha già accettato di ammorbidire alcune delle sue posizioni più rigide nella speranza di chiudere un’intesa entro il primo agosto e scongiurare le tariffe al 30% minacciate da Donald Trump. Sul tavolo restano però i dossier più delicati: auto, farmaci, agroalimentare e l’annosa disputa Airbus-Boeing. L’obiettivo dell’Ue resta un compromesso che mantenga le tariffe tra il 10% e il 15%, anche se non si esclude uno scenario più gravoso, con un’aliquota fino al 20%.
17 luglio 2025
Lula: Trump eletto per governare Usa, non imperatore mondo
«Per me la lettera di Trump sui dazi al 50% è stata una sorpresa, non solo per l’entità delle tariffe ma anche per come sono state annunciate. Pensavo fosse una fake news»: così il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva in un’intervista alla Cnn. Lula ha detto che «Trump è stato eletto per governare gli Stati Uniti, non per essere l’imperatore del mondo». «Sarebbe meglio prima negoziare e poi raggiungere un eventuale accordo perché i nostri Paesi hanno avuto buone relazioni per 200 anni. Ha rotto molti protocolli, è stato molto spiacevole», ha aggiunto, dicendosi pronto a trattare ma anche a eventuali contromisure.
17 luglio 2025
Trump, tariffe tra 10% e 15% per 150 Paesi
Donald Trump intende scrivere a molte nazioni per stabilire un tasso unilaterale generalizzato, probabilmente del 10% o del 15%. “Avremo ben oltre 150 paesi a cui invieremo un avviso di pagamento”, ha detto ai giornalisti, secondo quanto riportano alcuni media Usa, tra cui Wsj, Politico e Bloomberg.
17 luglio 2025
Confindustria: «Con i dazi al 30% l’Italia perde 38 miliardi di export»
“L’impatto dei dazi americani potrebbe essere importante: se l’aliquota salisse al 30%, stimiamo fino a 38 miliardi di euro in meno di export verso gli Stati Uniti, su 65 miliardi di esportazioni attuali”. Lo ha affermato Alessandro Fontana, direttore del Centro Studi di Confindustria, presentando i primi dati sull’impatto potenziale delle tariffe Usa a margine della presentazione dell’indagine sugli investimenti delle imprese dell’Emilia-Romagna stilata da Confindustria. “La svalutazione del dollaro del 13% da inizio anno rende il gap ancora più ampio - spiega - In pratica, con i dazi al 10% per molte imprese italiane vendere in America risulterebbe il 23% più costoso rispetto al 2023, che corrisponde a circa 20 miliardi di perdita verso gli Stati Uniti di export complessivo”. Se poi i dazi dovessero aumentare “l’impatto sarebbe anche maggiore”, avverte.
Secondo Fontana, le regioni più colpite sarebbero quelle con il più alto valore aggiunto manifatturiero: Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. “Il 99% dell’export colpito sarebbe rappresentato da beni manifatturieri. L’industria meccanica in particolare è esposta”. “Molti imprenditori - aggiunge - avevano programmato ampliamenti produttivi per soddisfare la domanda Usa. Ora stanno congelando gli investimenti. A rischio c’è anche l’indotto occupazionale”. Questa situazione “fa aumentare molto l’incertezza - conclude - : abbiamo tutti gli indicatori di incertezza che sono superiori a quelli del periodo del lockdown” e anche per le famiglie “sta aumentando la propensione al risparmio”, conclude Fontana.







