Un soldato houthi presidia una mitragliatrice accanto a un cartellone digitale raffigurante il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. EPA/YAHYA ARHAB EPA

17 aprile 2026

Trump: «Ci si può fidare dell’Iran, negoziati solo a Islamabad». Tregua in Libano, Netanyahu «scioccato dal post del presidente Usa»

Venti di pace tra Usa e Iran. Teheran annuncia la riapertura totale di Hormuz alle navi commerciali dopo la tregua in Libano mentre Trump afferma che il regime ha accettato di sospendere il programma nucleare e che un accordo per chiudere la guerra «è quasi completato». Il round decisivo di colloqui a Islamabad, probabilmente domenica. Riunione dei Volenterosi a Parigi con una cinquantina di Paesi e organizzazioni, tra cui Cina e India: sì ad una missione navale internazionale a guida Francia-Gb per la messa in sicurezza dello Stretto ad ostilità cessate. Anche l’Italia disponibile, ma il presidente Usa fa muro: «La Nato è stata inutile, ora stia alla larga da Hormuz»

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17 aprile 2026

Portaerei Ford tornata nelle acque del Medioriente

La portaerei Uss Gerald R. Ford è nuovamente entrata nelle acque del Medioriente. Lo hanno riferito all’Associated Press due funzionari della difesa. La Ford, che fino a poco tempo fa operava nel Mediterraneo orientale, ha attraversato il Canale di Suez - ha detto uno dei funzionari - insieme a una coppia di cacciatorpediniere, la Uss Mahan e la Uss Winston S. Churchill, e ora opera nel Mar Rosso. La Ford sta tornando nel Mar Rosso dopo più di un mese nel Mediterraneo, in seguito a un grave incendio in una lavanderia che ha costretto la nave a rientrare in porto per le riparazioni e ha lasciato 600 marinai senza posti dove dormire. La Ford è la seconda portaerei nella regione, insieme alla Uss Abraham Lincoln nel Mar Arabico. Anche la Uss George H. W. Bush, secondo un funzionario della difesa, è diretta verso la regione ed è attualmente al largo delle coste del Sudafrica.

17 aprile 2026

Trump sull’Iran: i colloqui andranno avanti nel fine settimana

Trump sull’Iran: i colloqui andranno avanti nel fine settimana. Donald Trump ritiene di potersi “fidare” degli iraniani. Lo ha detto il presidente americano a Abc, sottolineando che a negoziare per gli Stati Uniti saranno gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner e forse il vicepresidente JD Vance. “Non ci ho ancora parlato”, ha aggiunto. I negoziati, ha messo in evidenza, si terranno “solo a Islamabad. Non sono interessato ad andare in paesi che non hanno aiutato”.

17 aprile 2026

«Netanyahu scioccato dal post di Trump, chieste spiegazioni»

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e i suoi consiglieri sono rimasti «scioccati» dal post di Donald Trump in cui il presidente affermava che gli Stati Uniti hanno proibito a Israele di bombardare il Libano. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali Israele ha chiesto alla Casa Bianca chiarimenti.

17 aprile 2026

Guterres (Onu): riapertura Hormuz «passo verso giusta direzione»

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha accolto con favore la riapertura dello Stretto di Hormuz alle navi commerciali da parte dell’Iran, avvenuta oggi, definendola “un passo nella giusta direzione”, come ha riferito ai giornalisti il suo portavoce, Stephane Dujarric.

“La posizione delle Nazioni Unite rimane chiara: il pieno ripristino dei diritti internazionali e della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz deve essere rispettato da tutte le parti”, ha aggiunto, esprimendo la speranza che la riapertura di questa via navigabile cruciale, insieme al cessate il fuoco, contribuisca a “costruire la fiducia tra le parti”.

17 aprile 2026

Teheran: «Inaccettabile trasferire all’estero il nostro uranio arricchito»

Il ministero degli Esteri iraniano afferma che il suo uranio arricchito non verrà trasferito altrove: “L’opzione di trasferire all’estero l’uranio arricchito dell’Iran è inaccettabile”, afferma ai media iraniani il portavoce del ministero.

Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che le scorte di uranio arricchito del Paese non saranno trasferite “da nessuna parte”, smentendo una precedente affermazione del presidente statunitense Donald Trump secondo cui la Repubblica islamica avrebbe acconsentito alla loro cessione. “L’uranio arricchito dell’Iran non sarà trasferito da nessuna parte”, ha dichiarato alla televisione di stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei. Trump aveva pubblicato sulla sua piattaforma Truth Social un messaggio per cui “gli Stati Uniti si prenderanno tutta la ’polvere’ nucleare creata dai nostri grandi bombardieri B2”, riferendosi al materiale nucleare sepolto dagli attacchi statunitensi dello scorso anno.

17 aprile 2026

Leone: mondo distrutto da manciata di tiranni, Africa sia libera da corruzione

Alberto Magnanidal nostro corrispondente Alberto Magnani

Partecipanti all’incontro di Leone a Yaoundé, in Camerun APN

Prima un appello contro la manciata di tiranni che devastano il mondo, poi l’affondo sul paradosso della sicurezza insicurezza alimentare africana: il cibo «abbonda» ma viene razionato, «rubato» da chi si «ingozza» a spese delle economie vulnerabili. Nelle ultime 48 ore della visita in Camerun, la seconda tappa di un tour de force fra quattro Paesi africani, Papa Leone ha reiterato due linee chiave in una missione già nata su impronta politica e ravvivata dalle scintille a intermittenza con la Casa Bianca.

Lo scorso 16 aprile, nella sua tappa nella città settentrionale di Bamenda, Leone ha rimesso luce l’ostilità alle politiche di guerra che dilagano su scala continentale e globale. L’affondo si è declinato in prima battuta sullo scenario più immediato, quello di una città cardinale nella cosiddetta crisi anglofona: lo scontro fra indipendentisti di lingua inglese e governo centrale che tiene da un decennio sotto scacco il Paese con stime di diverse migliaia di vittime e centinaia di migliaia di sfollati.

17 aprile 2026

Wsj: colloqui Usa-Iran potrebbero ripartire lunedì in Pakistan

I colloqui fra Stati Uniti e Iran potrebbero tenersi lunedì in Pakistan. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti. Il team negoziale americano è pronto a partecipare alle trattative.

17 aprile 2026

Trump: «Con l’Iran recupereremo l’uranio, lo porteremo negli Usa»

L’Iran «ha accettato tutto. È un ottimo accordo, un accordo meraviglioso». Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Cbs, durante la quale ha spiegato che Teheran lavorerà con gli Stati Uniti per rimuovere l’uranio arricchito dal paese. «I nostri insieme agli iraniani lavoreranno fianco a fianco per recuperarlo. Poi lo porteremo negli Stati Uniti», ha osservato spiegando che non saranno necessari «boots on the ground».

17 aprile 2026

Fonte Iran: «Restano differenze significative, anche sulla questione nucleare»

Permangono significative divergenze tra Iran e Stati Uniti per raggiungere un accordo volto a porre fine alla guerra: lo riporta Us News, citando quanto dichiarato da un alto funzionario iraniano a Reuters, aggiungendo che il mantenimento dello Stretto di Hormuz aperto è «condizionato al rispetto da parte degli Stati Uniti dei termini del cessate il fuoco». Il funzionario, che ha parlato a condizione di anonimato, ha affermato che «non è stato raggiunto alcun accordo sui dettagli delle questioni nucleari» e che sono necessari negoziati seri per superare le divergenze. La fonte ha affermato che Teheran spera di poter raggiungere un accordo preliminare nei prossimi giorni grazie agli sforzi del mediatore pakistano, con la possibilità di estendere il cessate il fuoco per «creare spazio per ulteriori colloqui sulla revoca delle sanzioni contro l’Iran e per ottenere un risarcimento per i danni di guerra».

17 aprile 2026

Libano, Aoun: non cederemo pezzi del nostro territorio

“Vi assicuro, con giuramento e promessa, che non ci sarà mai un accordo che violi i nostri diritti nazionali, diminuisca la dignità del nostro popolo resiliente o abbandoni anche un solo lembo della nostra patria”. Lo ha affermato il presidente libanese, Joseph Aoun. “Il nostro obiettivo è chiaro e proclamato - ha aggiunto - fermare l’aggressione israeliana contro la nostra terra e il nostro popolo, ottenere il ritiro di Israele, estendere l’autorità dello Stato su tutto il suo territorio con le proprie forze, garantire il ritorno dei prigionieri e permettere alle nostre famiglie di tornare alle loro case e ai loro villaggi in sicurezza, libertà e dignità”.

17 aprile 2026

Trump: penso che faremo un accordo con l’Iran in un giorno o due

Donald Trump si aspetta un accordo con l’Iran in “un giorno o due”. Lo ha detto il presidente americano ad Axios. “Gli iraniani vogliono un incontro, vogliono raggiungere un accordo. Penso che probabilmente ci sarà un incontro durante il fine settimana. Penso che raggiungeremo un accordo entro un giorno o due”, ha detto Trump.

17 aprile 2026

Iran, Teheran a Usa: impegni si rispettano o si paga

Seyyed Mehdi Tabatabaei, numero due per le comunicazioni dell’ufficio del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, si scaglia contro la “retorica”, le “dichiarazioni infondate del nemico” sostenendo l’obiettivo sia “privare gli iraniani della sensazione di orgoglio per le grandi vittorie ottenute con la potente difesa”. E, in un post su X rilanciato dall’agenzia iraniana Mehr, aggiunge che “la riapertura con condizioni e limitata di una porzione dello Stretto di Hormuz è un’iniziativa puramente iraniana, che comporta responsabilità e serve a testare il rispetto degli impegni da parte della controparte”. “Se non rispetteranno gli impegni, faranno i conti con conseguenze gravi”, prosegue il post.

17 aprile 2026

Tregua in Libano, dieci giorni per fermare la guerra?

17 aprile 2026

Trump: accordo renderà sicuro Israele, ne uscirà alla grande

L’eventuale accordo tra Stati Uniti e Iran contribuirà a “rendere sicuro Israele”, che “ne uscirà alla grande”. Lo ha assicurato ad Axios il presidente americano Donald Trump, ribadendo il proprio avvertimento a Israele sul fronte libanese: “Devono fermarsi. Non possono continuare a far saltare in aria edifici. Non lo permetterò”.

17 aprile 2026

Libano, media: raid drone israeliano sul sud, un morto

Una persona è rimasta uccisa in un raid di un drone israeliano che ha preso di mira un’auto e una moto nel sud del Libano, tra le località di Kounine e Beit Yahoun. Lo riferisce il giornale libanese L’Orient Le Jour, dopo il “cessate il fuoco di dieci giorni” tra Israele e Libano annunciato ieri con un post su Truth dal presidente americano Donald Trump. “Israele non bombarderà più il Libano. Gli Stati Uniti glielo hanno vietato”, ha scritto poco fa, sempre su Truth, il presidente degli Stati Uniti. Per ora, evidenzia il Times of Israel, non ci sono per ora notizie da parte delle forze israeliane (Idf) che dal 2 marzo sono state impegnate in nuove operazioni contro gli Hezbollah libanesi.

17 aprile 2026

Trump: «Riporteremo uranio arricchito negli Usa. Mi aspetto accordo in uno o due giorni»

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato in un’intervista a Reuters, citata da Sky News, che Washington e Teheran stanno lavorando insieme per rimuovere le mine dallo Stretto di Hormuz e ha ribadito che l’uranio arricchito iraniano sarà trasferito negli Stati Uniti. “Andremo in Iran senza fretta, con grandi macchinari, e inizieremo a scavare… la riporteremo negli Stati Uniti”, ha detto a proposito della “polvere nucleare”, sostenendo che il materiale verrà recuperato “molto presto”.

Il presidente Usa ha anche detto di aspettarsi un accordo con l’Iran in uno o due giorni.

17 aprile 2026

Tregua Libano e apertura Hormuz gettano le basi per pace regionale

L’ambasciatore iraniano in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, ha dichiarato che il cessate il fuoco in Libano e l’apertura dello Stretto di Hormuz offrono “la possibilità alla diplomazia”, attraverso “intense iniziative del Pakistan, di spianare la strada, più o meno, a sforzi globali, unitari e congiunti per una pace duratura, una sicurezza collettiva, uno sviluppo sostenibile, progresso e prosperità per tutti nella regione e oltre”.

“Fiducia, buona volontà, evitando ridondanza nelle azioni e nelle parole, RISPETTO, ’volontà concreta di agire’ e soprattutto sinergia tra i paesi della regione possono colmare le lacune esistenti e raggiungere importanti obiettivi”, ha aggiunto in un post su X. Oggi è previsto un incontro tra i ministri degli Esteri di Pakistan, Arabia Saudita, Turchia ed Egitto a margine del Forum della diplomazia di Antalya, in Turchia.

17 aprile 2026

Trump: Iran ha accettato di sospendere il suo programma sul nucleare

L’Iran ha accettato di sospendere il proprio programma nucleare a tempo indeterminato e non riceverà alcun fondo congelato dagli Stati Uniti. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Bloomberg, sottolineando che l’accordo per mettere fine alla guerra è quasi completo. “Molti dei punti sono stati definiti. Procederà piuttosto rapidamente”, ha osservato il presidente negando che la moratoria sul programma nucleare iraniano scadrà dopo 20 anni. Alla domanda se il programma si fermerà completamente, Trump ha risposto: “Niente anni, illimitato”.

17 aprile 2026

Media Teheran: «Blocco navale Usa sarà considerato violazione tregua»

“Se il blocco statunitense continuerà, sarà considerato una violazione del cessate il fuoco e lo Stretto di Hormuz resterà chiuso”. Lo ha detto una fonte iraniana alla Fars, ribadendo che dopo la riapertura della via marittima, le navi potranno transitare solo a precise condizioni: dovranno essere esclusivamente commerciali, seguire rotte designate dall’Iran e coordinarsi con le forze iraniane.

17 aprile 2026

Premier Olanda: «Navigazione libera in Stretto Hormuz»

“Una cosa è certa: la navigazione deve sempre poter attraversare lo Stretto di Hormuz senza ostacoli”. Lo dichiara via social il primo ministro olandese Rob Jetten, che ha partecipato oggi in videoconferenza alla riunione convocata all’Eliseo, a Parigi, per decidere come agire per ripristinare il libero passaggio delle navi attraverso lo Stretto che divide la Penisola Arabica dalle coste dell’Iran. “La libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz - continua Jetten - non deve essere in alcun modo ostacolata. L’impatto della situazione attuale si fa sentire in tutto il mondo, compresi i Paesi Bassi. Questo pomeriggio ho parlato in videoconferenza con i leader di 50 Paesi per discutere di come possiamo collaborare per trovare una soluzione”. “Si comincia - prosegue - esercitando pressione sull’Iran affinché rispetti il principio del libero passaggio. Un’ulteriore possibilità è una missione militare per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz una volta cessate le ostilità. I Paesi Bassi stanno valutando questa opzione e stiamo collaborando con gli alleati alla pianificazione militare”. “Anche dopo l’annuncio del cessate il fuoco, permangono molte incertezze e gli sviluppi si susseguono rapidamente. Per questo motivo stiamo prendendo in considerazione diversi scenari”, conclude.

17 aprile 2026

Iran: pronti a richiudere Hormuz se persiste blocco navale

“Se il blocco navale dovesse continuare, verrebbe considerato una violazione del cessate il fuoco e il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz verrebbe chiuso”. E’ quanto ha detto all’agenzia di stampa Tasnim una fonte vicina al Consiglio per la sicurezza nazionale, dopo che il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha annunciato la riapertura dello Stretto a fronte dell’annuncio del cessate il fuoco in Libano.

La fonte ha precisato che, come già previsto “dal piano di cessate il fuoco mediato dal Pakistan” che comprendeva il cessate il fuoco per il Libano, l’Iran consentirà il transito nello Stretto di Hormuz solo a navi commerciali che “non siano legate a paesi ostili”, che dovranno usare il corridoio indicato da Teheran e coordinarsi con le forze iraniane che gestiscono lo Stretto.

17 aprile 2026

Libano, Israele: Hezbollah ha violato tregua, 6 soldati feriti

Israele ha accusato Hezbollah di aver violato l’accordo di cessate il fuoco. Lo riferiscono fonti israeliane secondo le quali sei soldati sono rimasti feriti, due dei quali in modo grave, nel sud del Libano a seguito dell’esplosione di un ordigno. Tutti i soldati sono stati evacuati per ricevere cure mediche aeguate e le loro famiglie sono state informate delle loro condizioni.

17 aprile 2026

Trump, Iran ha accettato di non chiudere mai più Hormuz

“L’Iran ha accettato di non chiudere mai più lo Stretto di Hormuz. Non verrà più utilizzato come arma contro il mondo”. Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth.

17 aprile 2026

Iran, Trump: Teheran sta rimuovendo le mine in mare con aiuto Usa

“L’Iran, con l’aiuto degli Stati Uniti, ha rimosso, o sta rimuovendo, tutte le mine in mare!”: lo ha scritto su Truth il presidente americano Donald Trump.

17 aprile 2026

Trump: Nato stia lontana da Hormuz, sono stati inutili

“Ora che la situazione nello Stretto di Hormuz si è risolta, ho ricevuto una telefonata dalla Nato che mi chiedeva se avessimo bisogno di aiuto. Ho detto loro di stare lontani, a meno che non volessero solo riempire le loro navi di petrolio. Si sono rivelati inutili quando servivano, una tigre di carta!”. È quanto scrive in un post sul social Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

17 aprile 2026

Trump: Israele non bombarderà il Libano, gli è stato proibito dagli Usa

“Israele non bombarderà più il Libano; gli è stato proibito di farlo dagli Stati Uniti”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.

17 aprile 2026

Israele revoca restrizioni in vigore in tempo di guerra

Per la prima volta dal 28 febbraio, giorno in cui Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi aerei congiunti contro l’Iran, l’Idf ha annunciato la revoca di tutte le restrizioni in vigore in tempo di guerra in tutto il Paese, in seguito al mantenimento del cessate il fuoco con il Libano e alla tregua in corso in Iran.

Tutte le restrizioni sugli assembramenti sono state revocate a livello nazionale, ad eccezione delle comunità al confine con il Libano, dove il limite massimo per gli assembramenti rimarrà di 1.000 persone fino alle 20 di sabato.Dopo le 20 di sabato, anche le restrizioni sugli assembramenti nelle comunità al confine con il Libano saranno revocate, ha dichiarato l’esercito. Scuole e luoghi di lavoro potranno riprendere le normali attività in tutto il Paese.

Si tratta della prima volta in 48 giorni che praticamente tutte le restrizioni vengono revocate.

17 aprile 2026

Trump: «Hormuz aperto ma il nostro blocco resta in vigore»

“Lo Stretto di Hormuz è completamente aperto, operativo e pronto per il pieno transito. Tuttavia, il blocco navale rimarrà pienamente in vigore ed efficace esclusivamente nei confronti dell’Iran, finché la nostra transazione con l’Iran non sarà completata al 100%”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.

17 aprile 2026

Zelensky: «Con la guerra in Iran a rischio la fornitura di armi all’Ucraina»

“A causa della guerra in Iran possono esserci dei rischi per la fornitura di armi a Kiev”. Lo afferma in un post su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Le visite di questa settimana in Germania, Norvegia, Italia e Paesi Bassi - prosegue Zelensky - riguardavano proprio questo tema. In primavera e in estate dobbiamo preservare la nostra forza, in modo che Mosca non sfrutti l’aumento dei prezzi del petrolio e l’instabilità in Medio Oriente nella guerra”. In particolare, l’attenzione del leader ucraino è focalizzata sui sistemi balistici di difesa aerea. “Stiamo cercando insieme ai partner occidentali di stabilire le condizioni per poter produrre in Ucraina tutti gli strumenti antibalistici necessari. Un punto strategico per Kiev che garantirà protezione per decenni”, conclude Zelensky.

17 aprile 2026

Trump: «L’Iran ha annunciato che lo Stretto è aperto: grazie»

“L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto dell’Iran è pienamente aperto e pronto per il transito completo. Grazie”. Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth.

17 aprile 2026

Teheran: dopo il cessate il fuoco in Libano Hormuz è completamente aperto

“In linea con il cessate il fuoco in Libano, il passaggio per tutte le navi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz è dichiarato completamente aperto per il periodo residuo del cessate il fuoco sulla rotta coordinata come già annunciata dall’organizzazione Porti e organizzazione marittima della repubblica Islamica dell’Iran”. Lo annuncia su X il ministro degli esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi.

17 aprile 2026

Usa valutano accordo con Iran: «20 miliardi in cambio dell’uranio»

Gli Stati Uniti e l’Iran stanno negoziando un piano di tre pagine per mettere fine alla guerra che prevede, fra l’altro, lo sblocco da parte degli Usa di 20 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati in cambio della rinuncia da parte di Teheran delle proprie scorte di uranio arricchito. Lo riporta Axios citando alcune fonti.

Sempre secondo Axios, il prossimo round di trattative fra Stati Uniti e Iran è atteso a Islamabad, probabilmente domenica.

17 aprile 2026

Meloni arriva a vertice Parigi

La premier Giorgia Meloni è arrivata al Palazzo dell’Eliseo per la riunione ospitata da Francia e Regno Unito, volta a organizzare una missione multinazionale a garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz a guerra conclusa. La leader italiana si unisce al presidente francese Emmanuel Macron, al premier britannico Keir Starmer e al cancelliere tedesco Friedrich Merz, che discuteranno della questione con diverse decine di leader globali connessi via videoconferenza.

17 aprile 2026

Hormuz e blocchi navali, Parigi propone una «terza via»

All’Eliseo si parla di una “terza via” tra il blocco dello stretto deciso dall’Iran e il blocco imposto dagli Usa alle navi in arrivo e in partenza dei porti iraniani: “È necessaria una terza via tra la massima pressione esercitata in precedenza dagli Stati Uniti sull’Iran e la ripresa della guerra, compresa la distruzione iraniana degli Stati del Golfo”. Una operazione che sarebbe realizzata “in stretto contatto con gli Stati Uniti anche se non ci sarà una coalizione con loro perché non siamo parte in causa nel conflitto”. L’idea è coinvolgere i paesi “non belligeranti”.

C’è chi ha enfatizzato la differenza nell’approccio al tema fra il cancelliere tedesco e il presidente francese. Ieri Merz ha indicato che la Germania è pronta a contribuire alla sicurezza delle rotte marittime a certe condizioni e di voler discutere anche “la partecipazione di forze militari american”. Da parte francese viene negata che sia possibile formare una coalizione con gli Stati Uniti. La Casa Bianca ha ribadito sempre ieri che la Marina americana ha tutti i mezzi per garantire la sicurezza nello stretto, tuttavia Trump ha più volte indicato che proprio la sicurezza è affare degli europei. In ogni caso, alla riunione di oggi non partecipano, ovviamente, né americani né israeliani.

Il governo tedesco ha indicato la disponibilità a impiegare dragamine a condizione che ci sia un accordo stabile di stop dei bombardamenti da entrambe le parti, che ci sia un mandato internazionale (Onu). Comunque dovrà passare da una decisione parlamentare.

La missione militare di sicurezza dovrà essere esclusivamente difensiva e volta a garantire il passaggio delle navi. Il piano prevederebbe tre fasi: definizione dei mezzi per permettere la libertà di trasporto nello stretto; supporto logistico alle navi attualmente bloccate; aspetti militari per garantire la libera circolazione. Ci si aspetta che oggi venga indicato chiaramente che non dovrà esservi alcun pedaggio per il passaggio nello stretto (come vuole l’Iran).

17 aprile 2026

A Parigi riunione dei “volontari” per sicurezza stretto di Hormuz

Mentre i mercati azionari europei restano cauti ma positivi, in attesa di segnali precisi sui negoziati tra Stati Uniti e Iran e perfino i prezzi del petrolio hanno ripreso la discesa in Asia, a Parigi si riuniranno nel primo pomeriggio i massimi responsabili politici di circa trenta Paesi per fare il punto sull’”iniziativa per la navigazione marittima nello stretto di Hormuz”. In sostanza, si tratta della missione dei “volontari” per garantire la sicurezza del traffico marittimo nello stretto dal quale passa una quota rilevante del commercio di petrolio, gnl, fertilizzanti, zolfo, elio, il cui blocco a causa della guerra condotta da Usa e Israele contro l’Iran sta provocando quella che l’Agenzia internazionale dell’energia ha definito “la più grande minaccia alla sicurezza energetica della storia”.

Alla riunione di oggi il grosso dei partecipanti si connetterà da remoto nelle rispettive capitali, all’Eliseo ci saranno ospiti di Macron il premier britannico Starmer, il cancelliere tedesco Merz e la premier italiana Meloni, che in questa fase ha deciso di apparire più “volontaria” che mai, dopo le recenti prese di distanze dalle ultime mosse del presidente americano Trump. Per la premier partecipare in prima persona e non da remoto alla riunione di oggi è un segnale politico preciso che certamente ha risvolti di politica interna (dopo la sconfitta nel referendum sulla riforma della giustizia) oltreché di posizionamento politico in Europa.

Fonti francesi indicano che ci si attende al termine della riunione una dichiarazione alla stampa dei quattro leader europei. Non solo: la lista dei partecipanti sarà diffusa al termine della riunione e viene indicata la partecipazione di Australia, Canada, America Latina, Giappone e Corea del Sud

Si vocifera che alla fine potrebbe partecipare in qualche forma anche la Cina è questa sarebbe una novità assoluta. D’altra parte, prima della guerra all’Iran la Cina importava 1,3-1,4 milioni di barili di petrolio iraniano al giorno, pari a circa il 13% delle importazioni totali. L’import di gnl che passava dallo stretto è pari a un quarto dell’import totale cinese di gas naturale provenienti in massima parte dal Qatar. Per quanto il mix energetico cinese sia cambiato strutturalmente, le importazioni di greggio dalla Russia siano aumentate e la Cina disponga di grandi riserve strategiche che vengono stimate coprirebbero 80 giorni, il blocco di Hormuz viene considerato una strozzatura estremamente pericolosa se protratta nel tempo.

L’obiettivo di Macro e Starmer è garantire alla cosiddetta “coalizione dei volonterosi” un ruolo decisivo nella sicurezza della navigazione nello stretto alla condizione preliminare che sia consolidato il cessate-il-fuoco tra Usa/Israele e Iran da consolidare perché considerato fragile. Dopo gli strattonamenti e minacce contro l’Europa da parte di Trump, sia da parte europea che da parte dell’Asia si è capito che la strategia dell’attesa diventa un boomerang. D’altra parte, però, c’è una linea di confine che i “volonterosi” non vogliono superare sia per non piegarsi alle manovre di Trump, sempre più pericolosamente indecifrabile e contraddittorio, sia per non essere invischiati direttamente nel conflitto armato: partecipare all’operazione sicurezza nello stretto sì ma solo se lo stop ai bombardamenti è consolidato. Meglio se su mandato internazionale.

“La libertà di navigazione nello stretto di Hormuz è una priorità immediata, soprattutto viste le conseguenze economiche globali di questo conflitto”, hanno indicato all’Eliseo. In alcuni settori si sta avvicinando il momento della vera emergenza. L’Agenzia internazionale dell’energia ha indicato che le scorte di carburante per aerei in Europa bastano solo per circa un mese e mezzo e che prossimamente si moltiplicheranno gli annunci di ulteriori cancellazioni di voli se lo stretto di Hormuz restasse ancora bloccato. Il Medio Oriente fornisce al mondo circa un quinto del carburante per aerei, i prezzi hanno superato anche i duecento dollari al barile.

17 aprile 2026

“Grande Torino” ancora bloccata nel Golfo Persico, 21 marittimi a bordo

Bloccata, in mezzo al golfo Persico insieme a centinaia di altre navi: a quasi due mesi dall’inizio della guerra in Iran non si sblocca la situazione della Grande Torino. La car carrier di Grimaldi Lines continua a restare alla fonda, non troppo distante dall’isola iraniana di Kish, E con a bordo un equipaggio composto da 21 marittimi di cui 3 ufficiali italiani e 18 marinai di nazionalità filippina. La situazione della Grande Torino sembrava potersi sbloccare con la tregua annunciata qualche giorno fa ma oggi resta ancora molto incerta; le sorti della nave battente bandiera italiana vengono seguite con attenzione sia dalla compagnia di navigazione napoletana che dalla Farnesina. Oltre all’equipaggio a bordo della nave, varata nel 2018 e lunga poco meno di 200 metri, si trovano diverse auto nuove caricate in Giappone e Cina; la Grande Torino ne aveva scaricato una parte in alcuni porti del Golfo Persico che stava lasciando per proseguire il suo itinerario e sbarcare il resto dei veicoli ancora a bordo.

17 aprile 2026

Tre petroliere iraniane hanno lasciato il Golfo attraverso Hormuz

Tre petroliere iraniane mercoledì hanno lasciato il Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz con cinque milioni di barili di petrolio greggio, le prime dall’inizio del blocco imposto dagli Stati Uniti ai porti iraniani. Lo ha riferito oggi all’AFP la società di dati marittimi Kpler.

Secondo i dati di Kpler, la Deep Sea, la Sonia I e la Diona, tutte e tre soggette a sanzioni da parte degli Stati Uniti, hanno attraversato questo passaggio strategico. Tutte provenivano dall’isola di Kharg, sede del più grande terminal petrolifero iraniano, attraverso il quale transita circa il 90% delle esportazioni di petrolio greggio del paese, secondo una nota della banca americana JP Morgan.

Le petroliere hanno caricato i loro carichi rispettivamente il 2, l’8 e il 9 aprile. La Deep Sea e la Diona trasportano ciascuna due milioni di barili, mentre la Sonia I ne trasporta un milione, secondo Kpler. Da lunedì, Washington ha imposto un blocco ai porti iraniani, con l’obiettivo di impedire a Teheran di esportare il suo petrolio, sebbene tali esportazioni non avessero subito interruzioni dall’inizio della guerra, il 28 febbraio.

17 aprile 2026

India, siamo stati invitati da Francia e Gb alla missione per Hormuz

L’India afferma di essere stata invitata dal Regno Unito e dalla Francia ad aderire alla missione dei Volenterosi per ripristinare la navigazione sicura attraverso lo Stretto di Hormuz. L’annuncio del portavoce del ministero degli Esteri indiano, ripreso da Al Jazeera e da Reuters, arriva mentre si intensificano gli sforzi internazionali per ripristinare la navigazione sicura attraverso lo stretto.

17 aprile 2026

Tajani: «In Libano trasformare tregua in pace, pronti a fare la nostra parte»

I segnali che arrivano dal Libano «sono positivi», il passo di ieri «è stato importante» e «adesso bisogna trasformare la tregua in pace»: «Ora faremo la nostra parte perché si possa andare avanti e la pace è la priorità per tutti». Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, intervenuto a Shangai in occasione dell’incontro con i rappresentanti del sistema Italia e della comunità imprenditoriale italiana in Cina, sottolineando che Hezbollah «deve concludere la sua azione di attacco contro Israele».

17 aprile 2026

Ue: a summit Cipro anche Egitto, Libano, Giordania, Siria e Golfo

I leader di Egitto, Libano, Giordania, Siria e il segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo Jasem Mohamed al Budaiwi sono stati invitati a partecipare ad una sessione allargata del Consiglio Europeo informale che si terrà a Cipro la settimana prossima. Lo ha annunciato oggi la vice ministra cipriota degli Affari Europei Marilena Raouna, durante una conferenza stampa.

17 aprile 2026

Bozza Ue, contro la crisi telelavoro obbligatorio e sconti su mezzi pubblici

Almeno un giorno di telelavoro obbligatorio a settimana, trasporti pubblici più economici, taglio del riscaldamento e voucher energetici per le famiglie vulnerabili. Sono alcune delle misure che la Commissione europea raccomanda ai Paesi membri nella bozza del piano ’Accelerate Eu’, atteso il 22 aprile, per fronteggiare la crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente. Il pacchetto punta alla riduzione volontaria dei consumi, soprattutto in riscaldamento e trasporti. Tra le indicazioni: limitare l’uso di energia in casa, evitare sprechi e spostare i consumi fuori dalle ore di punta, insieme a incentivi per la mobilità sostenibile. Alle amministrazioni si chiede di dare l’esempio su consumi e illuminazione, mentre per imprese e edifici si punta su maggiore efficienza.

17 aprile 2026

Iran: no a cessate fuoco temporaneo, stop guerra in tutta la regione

L’Iran respinge qualsiasi cessate il fuoco temporaneo e auspica una soluzione definitiva al conflitto in tutta la regione. Lo ha detto il vice ministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, parlando alla stampa a margine del Forum diplomatico di Antalya.

Stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa turca Anadolu, Khatibzadeh ha affermato che qualsiasi cessate il fuoco deve includere tutte le zone di conflitto, «dal Libano al Mar Rosso», definendola una «linea rossa» per l’Iran.

17 aprile 2026

Libano, deputato Hezbollah: «Governo non autorizzato a colloqui con Israele»

Un parlamentare libanese del blocco parlamentare di Hezbollah, Hassan Fadlallah, ha affermato che «il governo libanese non è in grado, non è capace e non è autorizzato, né costituzionalmente né a livello nazionale» a condurre negoziati diretti con Israele. Secondo il parlamentare, i colloqui diretti costituiscono «una concessione» a Israele «così pericolosa che minaccia il futuro del Libano», dato che l’esercito israeliano (Idf) rimane sul suolo libanese. «In questi dieci giorni vogliamo che l’Iran continui a impegnarsi per costringere Israele a seguire la linea imposta dai colloqui di Islamabad», ha aggiunto Fadlallah, parlando con la stampa nel quartiere di Haret Hreik, nella periferia meridionale di Beirut, duramente colpita dai bombardamenti. Fadlallah ha anche avvertito che Hezbollah non rimarrà in silenzio se Israele continuerà i suoi attacchi nel Libano meridionale.

17 aprile 2026

Katz: «Israele mantiene il controllo delle posizioni conquistate in Libano»

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che l’Idf «mantiene e continuerà a mantenere» tutte le posizioni che ha «bonificato e conquistato» in Libano, affermando che Israele è ancora nel mezzo di una guerra contro Hezbollah e che i suoi obiettivi non sono ancora stati raggiunti. In una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio, Katz ha affermato che l’obiettivo di disarmare Hezbollah «con mezzi militari o diplomatici» rimane l’obiettivo centrale.

17 aprile 2026

Libano: Usa, cessate il fuoco con Hezbollah è l’inizio di un percorso

La «brillantezza» del cessate il fuoco fra Israele e Hezbollah in Libano sta nell’aver posto fine a «uccisioni senza senso» e «questo è solo l’inizio di un percorso». È quanto ha detto Tom Barrack, inviato speciale degli Stati Uniti in Siria e ambasciatore in Turchia, intervenendo al Forum sulla diplomazia di Antalya, una conferenza ospitata dalla Turchia. «La brillantezza di ciò che è accaduto ieri sta nel fatto che ha posto fine alle uccisioni insensate e che il presidente Trump e il segretario Rubio sono intervenuti con forza affermando che abbiamo bisogno di una tregua», ha dichiarato Barrack. «Questo è solo l’inizio di un percorso e i cessate il fuoco sono molto delicati perché tutti si sono dimostrati ugualmente inaffidabili», ha aggiunto. «Tutti sono esausti a causa di questa guerra assurda. Quindi il cessate il fuoco reggerà? Cosa faremo? Si tratta di piccoli passi», ha concluso.

17 aprile 2026

Libano: raid Idf su Tiro poco prima della tregua, 13 morti e 35 feriti

Almeno 13 persone sono morte e 35 ferite a Tiro, in Libano, a causa di un raid delle Idf israeliane a pochi minuti dall’entrata in vigore della tregua, alla mezzanotte di ieri sera, hanno reso noto all’Afp fonti locali. I soccorritori sono ancora alla ricerca di sopravvissuti - 15 persone risultano ancora disperse -- fra le macerie. Sono stati distrutti nel bombardamento sei palazzine residenziali.

17 aprile 2026

Iran: se tregua continua, possibile ripresa dei voli interni

Circa 50 aerei sono stati danneggiati dagli attacchi statunitensi e israeliani, di cui 10 distrutti da colpi missilistici diretti, ha affermato Mohammad Reza Rezaei Kouchi, presidente della commissione per le costruzioni del Parlamento iraniano, secondo cui alcuni degli aerei danneggiati potrebbero tornare in servizio e i voli nazionali e internazionali potrebbero riprendere se si raggiungesse un accordo o se il cessate il fuoco venisse prorogato. «Non ci sono gravi problemi infrastrutturali», ha concluso. Lo scrive Iran International.

17 aprile 2026

Libano, deputato Hezbollah ringrazia Iran per il cessate il fuoco

Il deputato di Hezbollah, Hassan Fadlallah, ha ringraziato l’Iran per «aver permesso questo cessate il fuoco e per aver tenuto testa al nemico israeliano», incontrando la popolazione nella zona meridionale di Beirut all’indomani dell’annuncio della tregua tra Libano e Israele da parte del presidente americano Donald Trump.

«Agli sfollati diciamo: tornerete a casa, nei vostri villaggi del sud - ha aggiunto il deputato, stando a quanto riportato dal quotidiano L’Orient Le Jour - nonostante la distruzione, il vostro ritorno stamattina e ieri sera è stato motivo di orgoglio. Noi vogliamo un cessate il fuoco, il ritiro del nemico dalla nostra terra, il ritorno degli sfollati e la liberazione dei prigionieri».

«Invito i funzionari libanesi ad andare sul campo, ad ascoltare le sofferenze della popolazione e a vedere con i propri occhi i crimini del nemico israeliano», ha aggiunto Fadlallah.

17 aprile 2026

Pasdaran: «Pronti a rispondere a qualsiasi atto di aggressione»

Le Forze armate iraniane rimangono in stato di «massima prontezza al combattimento, con il dito sul grilletto» in caso di «qualsiasi atto di aggressione» da parte di Stati Uniti e Israele. È quanto si legge nel comunicato diffuso oggi dai Guardiani della rivoluzione in occasione della “Giornata dell’Esercito Iraniano”.

Nella nota riportata dai media iraniani i pasdaran affermano che qualsiasi «atto sconsiderato da parte del nemico verrà contrastato con colpi letali dai combattenti dell’Islam, e non otterrà altro che umiliazione, una sconfitta strategica e disonore».

17 aprile 2026

Ministri di Ankara, Riad, Islamabad e Cairo discuteranno della guerra in Iran

I ministri degli Esteri di Turchia, Pakistan, Egitto e Arabia Saudita si incontreranno oggi per discutere di questioni regionali, tra cui come porre fine alla guerra in Iran, a margine del forum diplomatico di Antalya, località sulla costa turca mediterranea, che inizia oggi e si concluderà il 19 aprile. «L’incontro si concentrerà sulla valutazione di soluzioni regionali ai problemi regionali, incluso il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, nel quadro della responsabilità regionale», hanno affermato fonti nel ministero degli Esteri di Ankara, mentre in marzo i ministri degli Esteri degli stessi Paesi si erano già incontrati per due volte nell’ambito degli sforzi diplomatici per porre fine al conflitto.

17 aprile 2026

Hezbollah: «Abbiamo dito su grilletto se Israele viola il cessate il fuoco»

Hezbollah ha avvertito che i suoi combattenti «terranno il dito sul grilletto» se Israele violerà il cessate il fuoco in Libano. «I mujahidin terranno le mani sul grilletto, pronti a difendersi dal tradimento e dalla perfidia del nemico», ha sottolineato in una breve dichiarazione diffusa da al-Manar TV, emittente di proprietà di Hezbollah, citata dal Guardian.

17 aprile 2026

Media, «tregua in Libano potrebbe eliminare un ostacolo a colloqui Usa-Iran»

Il cessate il fuoco rimuove un ostacolo importante ai colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. Lo ricordano diversi media internazionali, tra cui il New York Times. Teheran aveva inizialmente rifiutato di proseguire i colloqui diretti con Washington e di riaprire lo Stretto di Hormuz finché Israele non avesse interrotto gli attacchi in Libano.

17 aprile 2026

Iran, Trump: «Papa deve capire che questo è il mondo reale»

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha intensificato le sue critiche a Papa Leone XIV, accusandolo di una visione eccessivamente ingenua delle dinamiche geopolitiche. Trump, lasciando ieri Washington, ha dichiarato di essere “sicuro che il Papa sia una brava persona”, pur lasciando intendere che il Pontefice mancherebbe di realismo in materia di politica internazionale.

17 aprile 2026

Hormuz: prima petroliera sudcoreana aggira lo stretto e attraversa Mar Rosso

Una petroliera sudcoreana ha attraversato il Mar Rosso: è il primo transito di questo tipo da quando lo Stretto di Hormuz è stato bloccato a causa del conflitto in corso in Medio Oriente. Lo ha annunciato Seul. Oggi il ministero degli Affari Marittimi sudcoreano ha riferito del “primo caso di trasporto di petrolio greggio nel Paese (Corea del Sud) attraverso il Mar Rosso, una rotta alternativa, dal blocco dello Stretto di Hormuz”.

La Corea del Sud, che dipende fortemente dalle importazioni di idrocarburi, sta cercando di garantire i propri approvvigionamenti da quando gli attacchi israelo-americani contro l’Iran alla fine di febbraio hanno portato Teheran a chiudere l’accesso allo Stretto di Hormuz, che è anche soggetto a un blocco navale statunitense per le navi in arrivo o in partenza dai porti iraniani.

17 aprile 2026

Hormuz, seconda petroliera cinese attraversa lo Stretto

Una petroliera battente bandiera di Hong Kong ha attraversato lo stretto di Hormuz ed è entrata nel golfo di Oman in quella che appare un secondo “test” del blocco americano contro le navi in entrata o in uscita dai porti iraniani. Lo riferisce il South China Morning Post.

La petroliera Ava 6 è partita mercoledì da un porto degli Emirati arabi uniti, secondo l’ora di Pechino, e ha attraversato lo stretto in un intervallo compreso tra le 4 del mattino e le 14 di giovedì, in base ai dati di Mingkun Technology, fornitore cinese di informazioni marittime con sede a Chongqing. Il transito della nave è stato registrato anche dal sito di tracciamento MarineTraffic, che indicava la petroliera chimica e petrolifera Ava 6 nel golfo di Oman nella giornata di oggi. Il proprietario registrato della nave è la società di Hong Kong Standwill Shipping Ltd, in base ai dati di MagicPortù. La società di tracciamento cinese ha precisato che resta comunque incerto se l’Ava 6 abbia effettivamente violato o messo alla prova il blocco americano, nonostante il passaggio riuscito attraverso lo stretto. “L’area del blocco si trova approssimativamente nel golfo di Oman, quindi non si può dire che la nave abbia attraversato il blocco”, ha affermato la società con sede a Chongqing

17 aprile 2026

Iran: petroliera Sud Corea attraversa rotta Mar Rosso

Una petroliera battente bandiera sudcoreana che trasportava greggio dal porto saudita di Yanbu è uscita in sicurezza dal Mar Rosso. Lo riferiscono funzionari sudcoreani. Il passaggio segna la prima spedizione di questo tipo effettuata dal Paese da quando ha iniziato a cercare rotte energetiche alternative a seguito del blocco dello Stretto di Hormuz. Iil presidente sudcoreano, Lee Jae Myung, ha definito oggi il passaggio un “risultato prezioso” nell’ambito degli sforzi del governo per superare le sfide poste dalla guerra. Il ministero degli Oceani e della Pesca non ha immediatamente specificato quante petroliere tenteranno di utilizzare la rotta del Mar Rosso né quando la nave che ha attraversato lo stretto arriverà in Corea del Sud. Secondo le autorità, 26 navi sudcoreane rimangono bloccate nello Stretto di Hormuz.

17 aprile 2026

Iran, Tajani: con Cina non abbiamo parlato del piano in 5 punti

Della proposta in cinque punti di Cina-Pakistan per la pace in Iran “non ne abbiamo discusso. Abbiamo parlato in generale del dialogo, ho ribadito perché si impegnino loro che hanno spinto e stanno spingendo col Pakistan. Vediamo che cosa saranno in grado di fare le parti”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando, in un punto stampa di ieri sera all’Istituto italiano di cultura di Pechino, dell’incontro che poco prima aveva avuto con l’omologo cinese Wang Yi.

17 aprile 2026

Trump: Iran pronto a consegnare l’uranio arricchito

L’Iran ha accettato di consegnare il suo uranio arricchito. Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal. Il presidente si è anche detto pronto a volare a Islamabad in caso in un accordo fra i due paesi.“E’ molto probabile che raggiungeremo un accordo con l’Iran. Sarà un buon accordo”, ha osservato il presidente.

17 aprile 2026

Libano, dieci giorni di tregua, Trump: vicini a accordo con Iran

È entrato in vigore nella notte tra giovedì e venerdì un cessate il fuoco di dieci giorni tra Libano e Israele. A Beirut, allo scoccare della mezzanotte, nei sobborghi meridionali della città sono risuonati spari di festeggiamento. Fino all’ultimo momento il conflitto è stato intenso: l’ultimo attacco rivendicato da Hezbollah contro truppe israeliane - riporta Al Jazeera - è arrivato a dieci minuti prima della mezzanotte, e Israele ha continuato a lanciare raid aerei fino a uno o due minuti prima dell’entrata in vigore della tregua. Il cessate il fuoco dichiarato condizione primaria da Teheran sembra aprire la strada a più decisivi colloqui tra Stati Uniti e Iran. Il presidente americano Donald Trump si è detto ottimista su un possibile accordo : “Penso che siamo molto vicini a fare un accordo con l’Iran”, ha dichiarato ai giornalisti fuori dalla Casa Bianca, aggiungendo ieri in serata che la guerra “dovrebbe finire abbastanza presto”.

La tregua rimane tuttavia fragile e già contestata. Hezbollah sembra aver cessato il fuoco, ma l’esercito libanese ha confermato violazioni israeliane, con colpi artiglieria che hanno bersagliato diversi villaggi del sud. Se si tratti di una violazione tecnica del cessate il fuoco resta da chiarire: il Dipartimento di Stato americano ha precisato che l’accordo consente a Israele di colpire Hezbollah a propria discrezione - interpretazione che non è condivisa in Libano, incluso dall’esercito libanese.

Trump ha invitato Hezbollah a rispettare la tregua con un post sui social: “Spero che Hezbollah si comporti bene durante questo importante periodo. Non più uccisioni. Deve esserci finalmente la pace.”

Sul fronte negoziale con l’Iran, il mediatore pachistano, il capo dell’esercito Asim Munir, è arrivato mercoledì a Teheran e avrebbe incassato progressi su alcune questioni spinose. Secondo fonti diplomatiche citate da Reuters, emergono segnali di compromesso sul dossier nucleare: Teheran starebbe valutando il trasferimento all’estero di parte - ma non di tutto - il suo stock di uranio altamente arricchito, posizione che aveva finora escluso. Agli ultimi colloqui di Islamabad, Washington aveva proposto una sospensione ventennale di tutte le attività nucleari iraniane, mentre Teheran aveva controfferto con una pausa di tre-cinque anni. Trump ha sostenuto, sempre via social, che l’Iran si è impegnato a non dotarsi di armi nucleari per oltre vent’anni, e ha sottolineato le potenziali ricadute positive: “Se questo accade, il petrolio scende, i prezzi scendono, l’inflazione scende - e, cosa ancora più importante, non ci sarà un olocausto nucleare.”

Trump ha usato toni insolitamente distesi: “Abbiamo un ottimo rapporto con l’Iran in questo momento, per quanto sia difficile crederci. E penso che sia una combinazione di circa quattro settimane di bombardamenti e un blocco molto potente.”

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