Viaggio naturalistico inseguendo spunti letterari
Trekking nella zona fantasmagorica del Krafla
Il trekking nella zona vulcanica del Krafla a nord del Paese costituisce uno degli attraversamenti a piedi più emozionanti e ricchi sul piano geologico e paesaggistico. Il suo nome deriva da una montagna alta appena 818 metri, ma oggi viene utilizzato per indicare una zona assai più vasta, nella quale fanno capolino spaccature nel suolo, rigonfiamenti della superficie terrestre caratterizzata da un’alta subsidenza che determina il verificarsi delle eruzioni a catena: si può, dunque, scegliere, il cammino lungo nove chilometri che da Namaskarð conduce fino a Leirhnjúkur, in pratica lambendo la cresta del Dalfjall e avendo così piena contezza della varietà geologica di questa zona vulcanica. Anche il sentiero lungo 13 chilometri che da Reykjahlíð porta a Hlíðarfjall e sucessivamente a Leirhnjúkur resterà impresso a lungo nella memoria per la qualità dei minerali presenti nelle rocce, la colorazione della lava gassosa che va dal nero al rosso. Anche circumnavigare il cratere Viti, il cui cono è coperto dall’acqua di un azzurro assai intenso, trasmette la sensazione di trovarsi in un luogo lunare. E da quassù ogni centimetro è coperto da una mare di lava che a occhio nudo pare senza fine (si può pranzare al Kaffi Borgir che serve anche piatti di pesce cucinati all’islandese, mentre il Fosshotel Mývatn rappresenta un’ottima soluzione per soggiornare non lontano dal Lago Mývatn).
