Viaggio naturalistico inseguendo spunti letterari
L’ascesa all’Herðubreið, regina delle montagne islandesi
Quando si giunge a Möðrudalur si ha l’impressione vivida di trovarsi in un paesaggio di brughiera più britannico che islandese. Non soltanto per le casette di torba che formano questo villaggio noto come missione religiosa a quota a 469 metri, dunque l’altitudine massima esistente sull’isola per un luogo abitato, dove la chiesetta bianca infilza le nuvole col suo campanile. Dopo essersi risvegliati e avere mangiato per colazione al suo hotel-ristorante Fjalladýrð, formaggio di capra, aringhe col burro zuppe di pesce, insieme ai gestori di questo rifugio si può partecipare all’escursione da essi organizzata ogni mattina alla volta dell’Herðubreið, soprannominata la regina delle montagne islandesi. Si compie, infatti, un tragitto a bordo delle jeep fino a raggiungere le pendici occidentali di questa cima (1682 metri) da dove comincia un’ascesa della durata di tre ore e mezza che permetterà, una volta conquistata la vetta, di godere di un panorama straordinario sulla costa e i vulcani praticamente di tutto il Paese, mentre alla fine della discesa, si andrà in perlustrazione nella riserva naturale che si apre a mo’ di ventaglio a est dell’Herðubreið,
