Viaggio naturalistico inseguendo spunti letterari

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Tra le cascate e seguendo il fiume a Gljúfursárfoss

Bisogna ripararsi dagli spruzzi, eppure è impossibile rinunciare a immettersi sul sentiero che porta alla cascata di Seljalandsfoss, lungo la costa meridionale, spesso annunciata dall’apparizione dell’ arco multicolore di un gigantesco arcobaleno: una speciale passerella, umida però sicura, si incunea nella pancia del flutto di acqua, consentendo così di ammirarne la caduta dalle sue spalle, venendo altresì assordati dal frastuono che essa produce. Contribuiscono a rendere questo scenario naturale idilliaco i tanti pony islandesi liberi di mangiare i fili di erba e galoppare nelle verdi distese attorno a Seljalandsfoss, mentre sopra la propria testa, specialmente all’imbrunire, capita di incrociare con lo sguardo la traiettoria del girfalco. Il giorno successivo (i lodge eco rispettosi di Seljalandsfoss Horizons consentono di ammirare dalle finestre numerosi animali selvatici), a poca distanza, altrettanto spettacolare si presenta la cascata di Gljúfursárfoss che si precipita giù dal cuore di un costone di roccia a 45 metri di altezza nei pressi del villaggio di Vopnafjörður, lungo il fiume Gljúfursá: proprio seguirne per un tratto il suo corso che terminerà nell’oceano dopo avere formato gole e canyon rappresenta un’esperienza di trekking assai palpitante: come questa cascata dai colori cangianti è praticamente nascosta nella pancia del promontorio, anche il resto del paesaggio rimane un arcano che si svela ai camminatori disposti a seguire il fiume come rabdomanti. Proprio qui, infatti, l’Islanda riacquista quell’aura di mistero irrisolvibile del Pianeta Terra, come l’anima della sua gente si svela al termine dei libri ambientati nella terra del ghiaccio.

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