Automotive

Toyota, ritirata in Cina. In calo produzione globale e vendite

Le vendite di nel Regno di Mezzo sono calate del 13,5% in agosto, pari a 152.065 unità. Le ibride sono salite del 22% rispetto al 2023

di Redazione Finanza

Logo Toyota durante l’anteprima stampa del New York International Auto Show, marzo 2024. REUTERS/David Dee Delgado/File Photo

3' di lettura

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Anche per Toyota è un mercato difficile: la produzione globale, compresa quella delle controllate Daihatsu (quella dello scandalo dei crash test truccati lo scorso dicembre) e Hino, è scesa ad agosto del 12,6% rispetto al 2023, per un totale di 808.023 unità. Le vendite globali sono calate del 3,7% su base annua, dopo un aumento dello 0,7% a luglio. Ma in Giappone le vendite del primo costruttore automobilistico mondiale sono diminuite di oltre il 9%, risentendo dell’impatto ritardato delle certificazioni di sicurezza falsificate anche per alcuni modelli Toyota, che hanno reso inevitabile sospendere la produzione dei modelli coinvolti.

Mondo elettrico e arretramento in Cina

Il calo globale delle vendite e la forte concorrenza in Cina pesano anche sul colosso giapponese. Mentre alcuni modelli, come il minivan Granvia, sono popolari, le vendite di Toyota nel Regno di Mezzo sono calate del 13,5% in agosto, pari a 152.065 unità. La concorrenza, e parliamo in primo luogo della aggressiva BYD ma non solo, sta ulteriormente riducendo la quota di mercato. Fenomeno che riguarda anche le case occidentali, segnatamente tedesche e americane, messe all’angolo dall’avanzata dei produttori di casa.

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Quanto alle auto elettriche Toyota ne ha vendute 12.682 a batteria in agosto, di cui solo 119 in Giappone. In compenso, le vendite di ibride - vero punto di forza nell’offerta di Toyota anche in Europa, dove in agosto, a dispetto del crollo generale, la casa giapponese ha registrato un +18% - sono salite a 336.848 unità, un aumento del 22% rispetto all’anno scorso.

L’andamento in Borsa riflette il quadro: calo del 16% da luglio, anche se il bilancio dell’anno è ancora in positivo (+6,2%). La capitalizzazione si è ridotta dagli oltre 300 miliardi di dollari dei massimi di marzo a 245 miliardi.

Obiettivi ridimensionati

Il calo della domanda di veicoli elettrici ha spinto anche Toyota, come molte altre case, a ridimensionare gli obiettivi di elettrificazione. Lo scorso mese, il Nikkei ha rivelato che il produttore ha ridotto il suo obiettivo di vendite annuali entro il 2026 da 1,5 milioni a 1 milione di veicoli elettrici a batteria. L’adozione dei veicoli elettrici è stata più lenta in Giappone rispetto ad altri mercati importanti, a causa della prevalenza di veicoli ibridi e a benzina.

All’inizio della settimana, Toyota ha aumentato il suo programma di riacquisto azionario 8,3 miliardi di dollari, aggiungendo 1,3 miliardi al piano di riacquisto annunciato a maggio. L’utile operativo della casa automobilistica per il trimestre concluso a giugno è stato di 8,7 miliardi di dollari, un aumento del 17% rispetto all’anno precedente. I modelli ibridi stanno ottenendo buoni risultati anche in Nord America, e lo yen debole sta contribuendo a incrementare i ricavi dall’estero.

Come vanno le altre giapponesi: Honda e Nissan

Intanto anche Honda ha visto diminuire la sua produzione globale dell’11,3% rispetto all’anno precedente, totalizzando 307.870 unità in agosto. La produzione è scesa di oltre il 29% in Cina, dove ha recentemente ridotto il personale e sospeso la produzione in tre impianti. La casa automobilistica giapponese ha annunciato a luglio una riduzione del 19% della produzione di auto a benzina, in linea con il suo piano di accelerare la transizione verso i veicoli elettrici. Le vendite globali di Honda sono diminuite del 4,7%, attestandosi a 309.477 unità.

Quanto a un altra big nipponica, Nissan Motor, la produzione è diminuita del 15,5% rispetto al 2023, raggiungendo 236.016 unità, mentre le vendite sono calate del 5,5%, arrivando a 244.279. Nissan ha annunciato giovedì un piano di riacquisto di azioni per 551 milioni di dollari da Renault, nell’ambito del piano delle due aziende di riequilibrare la loro partnership. (Al.An.)

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