Tortora: «Il nuovo cda Mps verso obiettivi comuni, l’interesse della banca è sopra i soci»
Dopo la vittoria della sua lista in assemblea e il ritorno di Lovaglio, l’industriale romagnolo vede per Rocca Salimbeni «una crescita organica ma ambiziosa». Il voto di Delfin? «Coerente», quello di Banco Bpm «una piacevole sorpresa»
di Enrico Miele
4' di lettura
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - «Io non ho mai cercato lo scontro, perché non è una vittoria dell'uno contro l'altro. Abbiamo presentato una lista aperta al mercato nell'esclusivo interesse della banca, perché l’istituto sta sopra gli azionisti». È passato meno di un mese da quando l’industriale Pierluigi Tortora, patron della Plt Holding, si è lanciato nella mischia Mps con una lista che alla fine ha riportato a sorpresa Luigi Lovaglio sulla plancia di comando di Rocca Salimbeni. Per alcuni quasi una missione impossibile, ma lui mostra di averci creduto fin da subito: «Io ho sempre avuto fiducia», spiega nel corso di un’intervista con Radiocor, durante la quale mette in fila le cose realizzate e quelle che attendono la banca nel suo imminente futuro.
Risiko? «Crescita organica ma ambiziosa»
Il punto di partenza, ribadisce, anche nel rapporto tra azionisti, è quello di far «prevalere l'interesse della banca». Dall’assemblea dei soci è emerso «un bel cda con una composizione significativa dal punto di vista delle competenze. Figure che, per quello che è stata la loro carriera, sono al di sopra di certe questioni, e sapranno trovare la sintesi verso un obiettivo comune». Se lo si chiede ai lui, pur precisando che la strategia sarà del management, Tortora vede per un Mps «un percorso di crescita organica, ma le ambizioni devono essere sempre ben presenti, a seconda delle condizioni di mercato».
«Delfin coerente, da Bpm piacevole sorpresa»
L’industriale romagnolo poi smentisce che dietro le quinte ci fosse anche il lavoro diplomatico dell’attuale presidente di Piazzetta Cuccia, Vittorio Grilli, per cercare di portare la lista Lovaglio alla vittoria: «A me non risulta. Ci siamo incontrati con Grilli a inizio anno, perché ho sentito il dovere di andarlo a salutare dopo che si era insediato in Mediobanca. È stato un gesto di cortesia, non avevo certo in mente di presentare una lista per Mps, era prematuro». Né da parte sua interlocuzioni con Francesco Milleri che ha schierato tutto il peso della holding Delfin dei Del Vecchio a sostegno della lista Plt: «Io non ho parlato con nessun investitore. Delfin sono convinto che abbia preso una decisione al suo interno per delle motivazioni, mi sembra giudicando dall'esterno, di estrema coerenza. Un azionista di maggioranza relativa, che sostiene un piano industriale, esprimendo più volte apprezzamento verso l'amministratore delegato, credo abbia deciso di credere in Lovaglio e nel suo programma». Invece Banco Bpm, «per me è stata una piacevole sorpresa, che ho apprezzato molto».
«Ha vinto la città di Siena»
Questa partita finanziaria, almeno ai suoi occhi, ha anche un risvolto emozionale. A colpire Tortora, come racconta lui stesso, è il legame affettivo che la città ha dimostrato verso l’istituto di credito più antico del mondo: «Sono stato molto sorpreso dell'attaccamento del territorio alla banca, perché le manifestazioni, prima del risultato del voto, sono state di ringraziamento, a prescindere dall'esito finale, anche da parte di ex dipendenti. Il tutto si è tradotto poi in un momento molto emotivo dopo il risultato, la sera per strada…». Per comprenderlo, spiega, bisognava esserci di persona. L’assemblea «era molto sentita e, se uno non vive lì, non ne ha la percezione dall’esterno, pur sapendo tutta la storia, le ferite e le rinascite» che hanno costellato la vita recente del Monte dei Paschi. «C'è una coesione incredibile attorno e dentro la banca, anche con i dipendenti. Per me è la vittoria della città di Siena».
Da Lovaglio «grande onestà intellettuale»
L’imprenditore poi elogia a più riprese Lovaglio, figura che possiede «una grande onestà intellettuale, valori che si percepiscono empaticamente» e non si sbilancia sulle suggestioni di un cosiddetto "terzo polo" bancario, che tengono banco in queste ore tra gli operatori a Piazza Affari: «L’esito dell’assemblea dei soci è un punto di partenza. C'è un piano industriale che deve essere eseguito in tempi molto veloci per sfruttare le sinergie e dare stabilità alla banca, perché deve crescere».



